• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
S.4/07411 [Soppressione dell'Istituto nazionale per le conserve alimentari]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07411 presentata da LEANA PIGNEDOLI
martedì 8 maggio 2012, seduta n.718

PIGNEDOLI - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, recante "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica", ha disposto, con l'articolo 7, comma 20, la soppressione, tra gli altri, dell'Istituto nazionale per le conserve alimentari, istituito con regio decreto-legge 8 febbraio 1923, n. 201, e successive modifiche ed integrazioni, trasferendone i relativi compiti, attribuzioni, nonché personale e risorse strumentali e finanziare, all'Istituto nazionale ricerca alimenti e nutrizione (Inran), di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 454, quale amministrazione di destinazione;

tra i compiti istituzionali, svolti in via principale, da parte dell'Istituto nazionale per le conserve alimentari, presso gli stabilimenti di produzione e/o confezionamento, rileva la vigilanza sull'applicazione delle norme che disciplinano la produzione delle conserve alimentari e di quelle che ne fissano i requisiti qualitativi, nonché di quelle concernenti la qualità delle materie prime e/o dei semilavorati impiegati;

tali compiti istituzionali dell'ente, nell'attuale sistema legislativo che regola la produzione di alimenti, appaiono superati e ridondanti rispetto ai sistemi di autocontrollo e di controllo oggi vigenti, che nulla hanno più a che fare con quanto previsto negli anni '20 del secolo scorso;

in generale, quindi, si tratta di funzioni senza alcuna utilità né per l'amministrazione pubblica né per il sistema produttivo, ridondanti rispetto all'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) o all'Istituto nazionale di statistica (Istat), ovvero superflue rispetto all'autocontrollo aziendale e al controllo delle autorità pubbliche sanitarie competenti;

proprio per questi motivi, l'industria alimentare ha ripetutamente chiesto, negli anni, la soppressione dell'Istituto nazionale per le conserve alimentari, e con essa la soppressione dei relativi compiti, attribuzioni e contributi;

considerato che:

nonostante il decreto attuativo 8 febbraio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 59 del 13 marzo 2011, recante "Commissariamento dell'Istituto nazionale conserve alimentari e relativo trasferimento di compiti, attribuzioni, personale e risorse", non preveda l'attribuzione della potestà di imposizione contributiva in favore dell'Inran, il 4 novembre 2011 tale ente ha richiesto alle aziende contributi per 1,2 milioni di euro, pari al limite massimo consentito;

pare che il sistema produttivo non stia godendo di alcuna riduzione dei contributi versati (la legittimità della cui richiesta, tra l'altro, è stata contestata dalle imprese) e, sebbene sia trascorso quasi un anno dal trasferimento dei compiti e delle funzioni dall'Istituto nazionale per le conserve alimentari all'Inran, risulta che il Consiglio di amministrazione di quest'ultimo ente non abbia proceduto alla necessaria razionalizzazione dei costi;

si tratta di una razionalizzazione e riduzione del numero delle sedi e dei relativi costi, dell'eliminazione dai contribuiti dei costi del disciolto Consiglio di amministrazione dell'Istituto per le conserve alimentari, ossia degli obiettivi principali a motivo dei quali è stata disposta la stessa soppressione degli enti;

le imprese vedono mantenuta inalterata la pressione contributiva anche a seguito della formale soppressione dell'Istituto e, a fronte di questa situazione, oltre 150 aziende hanno fato ricorso tra novembre e dicembre 2011 al Consiglio di amministrazione dell'Inran, chiedendo l'annullamento della richiesta di contributi;

al rigetto della domanda, alla fine di febbraio 2012, le stesse aziende hanno proposto ricorso gerarchico al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali: infatti, nonostante la legge indichi come Ministero vigilante delle funzioni attribuite all'ex Istituto nazionale per le conserve alimentari il Ministero dello sviluppo economico, oltre ad attribuirgli esplicitamente il compito di approvare le delibere relative alla determinazione dei contributi, per motivi non noti l'Inran ha indicato come Ministero competente il Ministero delle politiche agricole;

rilevato che:

dai ricorsi è emersa la mancanza di valutazione dei reali costi delle funzioni dell'ex Istituto nazionale per le conserve alimentari da parte del Consiglio di amministrazione dell'Inran, che si è limitato a chiedere il massimo consentito dalla legge;

inoltre, a fronte di reiterate richieste di accesso agli atti da parte delle imprese ricorrenti, si è appreso che solo il 14 dicembre 2011 il Consiglio di amministrazione ha ratificato la ripartizione dei contributi tra le imprese, contributi tuttavia richiesti già 40 giorni prima;

il 20 aprile 2012, le organizzazioni sindacali (FLC-CGIL, FIR-CISL, UIL RUA) hanno incontrato il presidente e il direttore dell'Istituto i quali, secondo quanto riportato in un comunicato stampa dagli stessi sindacati, hanno riferito che, rispetto al bilancio 2012, vi è una insufficiente contribuzione ordinaria da parte ministeriale, a fronte di spese consistenti di funzionamento dell'Inran e che, pertanto, al fine di approvare il bilancio, i revisori hanno chiesto "garanzie" di ulteriori entrate e un piano di contenimento della spesa. Essa, infatti, attualmente supera di gran lunga le entrate, evidenziando circa 7.000.000 euro come esposizione finanziaria, il che non garantisce copertura all'Inran nemmeno per gli stipendi fino a fine anno;

per far fronte a questa gravissima situazione, il Direttore ha altresì riferito che si sta lavorando a un nuovo regolamento delle attività connesse alle industrie conserviere per le attività svolte dall'Istituto nazionale per le conserve alimentari, che potrebbe far emergere nuove opportunità per l'attività dell'ente. Al riguardo, il timore è che si tratti di un accrescimento nominale delle inutili attività dell'ex Istituto nazionale per le conserve alimentari, volto in realtà ad un ulteriore tassazione delle imprese a copertura della negativa gestione finanziaria,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della vicenda e quali siano le sue valutazioni in merito;

se e come intenda rispondere ai ricorsi proposti dalle aziende contro le richieste di contributi all'Istituto nazionale ricerca alimenti e nutrizione 2011 per le attività dell'ex Istituto nazionale per le conserve alimentari;

se non ritenga che sia necessario ed urgente agire al fine di dar seguito alle reiterate richieste del sistema produttivo di definiva soppressione delle ormai inutili funzioni dell'ex Istituto nazionale per le conserve alimentari;

se e come intenda procedere, attraverso le strutture preposte del proprio Dicastero, per risolvere la grave situazione economica dell'Inran, anche alla luce delle proposte di razionalizzazione del sistema degli enti vigilati dal Ministero depositate in Parlamento.

(4-07411)