• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07398 [Sull'arresto in Mauritania del signor Dah Abeid]
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Testo della risposta scritta



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07398 presentata da MARCO PERDUCA
martedì 8 maggio 2012, seduta n.718

PERDUCA, BONINO, PORETTI - Al Ministro degli affari esteri - Considerato che:

il 28 aprile 2012, intorno alle ore 22.00, a Nouakchott (Mauritania) un forte contingente di polizia faceva violentemente irruzione nell'abitazione privata del signor Biram Dah Abeid, presidente dell'Ira - Initiative de résurgence abolitionniste - e noto esponente del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, colpendo duramente e ferendo numerose persone, danneggiando la casa e distruggendo le suppellettili, sparando lacrimogeni e proiettili di gomma, infine arrestando lo stesso Dah Abeid nonché i signori Abidine Maatalla e Diarra Jacoub, entrambi esponenti dello stesso movimento politico Ira;

queste violenze risultano tanto più ingiustificate in quanto nessuno dei presenti opponeva resistenza, se non passiva, alle Forze di polizia. L'operazione avveniva nella totale oscurità, dopo che nell'intero quartiere era stata fatta mancare la corrente elettrica, terrorizzando la popolazione e impedendo agli abitanti di vedere e filmare gli avvenimenti;

il signor Dah Abeid e gli altri due arrestati sono stati percossi e trascinati via malamente, nonostante non abbiano opposto alcuna resistenza all'arresto;

nei giorni precedenti da parte di una sedicente autorità religiosa in Arabia saudita si faceva espressamente appello ai fedeli musulmani a recarsi in Mauritania per "acquistare degli schiavi" da liberare successivamente per "scontare i peccati e guadagnare il paradiso"; questi folli propositi non derivano né da precetti del Corano né da alcuna altra scrittura sacra all'Islam, bensì da una raccolta di scritti minori privi di qualsiasi autorevolezza, usati pretestuosamente come testi sacri al solo scopo di praticare la schiavitù come se fosse prescritta dalla religione musulmana;

la riduzione in schiavitù è stata abolita in Mauritania nel 1981 e oggi è espressamente vietata dalla legge, in quanto reato penalmente perseguibile. In considerazione di questa disposizione di legge il signor Dah Abeid e i suoi seguaci hanno protestato venerdì 27 davanti alla più importante moschea di Nouakchott, dando simbolicamente alle fiamme alcune copie di quei testi nient'affatto sacri per la religione islamica - anzi a ben vedere blasfemi - come gesto di protesta contro la predicazione violenta e schiavista della sedicente autorità religiosa saudita richiamata,

si chiede di sapere:

se il Governo sia al corrente dell'episodio;

se, in virtù di quanto già fatto nel dicembre del 2010 in circostanze analoghe, non ritenga opportuno attivarsi per avere informazioni su dove sia attualmente detenuto il signor Dah Abeid e gli altri due militanti arrestati, su quali siano le loro condizioni di salute e di quali reati siano imputati nonché di quando dovrebbe svolgersi la prima udienza del processo;

quali canali il Ministro in indirizzo intenda attivare per chiedere l'immediato rilascio di Biram Dah Abeid e degli altri difensori dei diritti umani arrestati, posto che in nessun modo l'accusa di blasfemia e a maggior ragione quella di apostasia può essere loro imputata, oltretutto in quanto rivolta a persone osservanti e praticanti la religione musulmana;

se non ritenga opportuno, di concerto con gli altri partner europei, avviare una decisa campagna per il rispetto della libertà di opinione, dei diritti umani e contro la persistente, barbara pratica della schiavitù in Mauritania e in tutta l'Africa.

(4-07398)