• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00399 CAFORIO, BELISARIO - Ai Ministri della giustizia e dell'interno - Premesso che: nella notte tra il 14 e il 15 giugno 2008 nella Città di Ugento (Lecce) è stato assassinato, nei pressi della...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00399 presentata da GIUSEPPE CAFORIO
giovedì 13 novembre 2008, seduta n.092

CAFORIO, BELISARIO - Ai Ministri della giustizia e dell'interno - Premesso che:

nella notte tra il 14 e il 15 giugno 2008 nella Città di Ugento (Lecce) è stato assassinato, nei pressi della sua abitazione, il consigliere provinciale e comunale del Partito dell'Italia dei Valori, Giuseppe Basile;

l'omicidio, particolarmente efferato, sarebbe stato preannunciato da diverse minacce dirette al consigliere, noto per il suo impegno politico e la sua determinazione nel salvaguardare i diritti dei cittadini e dell'ambiente;

secondo fonti di stampa, le cause del delitto non sarebbero chiare, ma il sospetto è che possa trattarsi di "un sofisticato assassinio mafioso mascherato da omicidio rurale" ("Gazzetta del Mezzogiorno", lunedì 16 giugno 2008). Sono peraltro apparse numerose scritte minacciose sul alcuni muri del comune di Ugento quali "Muori Peppino", "Peppino sei nulla";

il parroco di Ugento, don Stefano Rocca, ha chiesto in più occasioni che fosse fatta luce e giustizia sulla vicenda, denunciando un atteggiamento omertoso da parte degli stessi abitanti di Ugento;

il 10 settembre 2008 la stampa informava che don Stefano Rocca era stato destinatario di due lettere anonime, di cui una a sfondo minatorio. Nelle lettere vi erano scritte frasi quali "sembri più un leader politico e un sindaco ombra", "vorremmo che dedicassi più tempo alla formazione dei giovani". In un locale abbandonato, sempre nel comune di Ugento, sono stati trovati anche alcuni volantini contenenti messaggi quali "Don Stefano, ripara gli ombrelli, che è meglio";

secondo alcuni organi di stampa, il 17 settembre 2008 gli uffici della Questura di Lecce avrebbero ricevuto una telefonata contenente un'espressa minaccia di morte contro il parroco. Queste le parole: "stasera uccidiamo don Stefano, quello che parla troppo";

la situazione emersa ha suscitato e suscita grandi preoccupazioni nei cittadini, anche perché non si ha notizia di alcun concreto esito delle indagini svolte dalla Procura della Repubblica di Lecce,

si chiede di sapere:

se il Ministro della giustizia non ritenga di verificare l'eventuale inerzia nelle indagini, attivando conseguentemente i poteri conferiti dalla legge;

quali iniziative il Governo intenda assumere per assicurare una adeguata protezione al parroco di Ugento, don Stefano Rocca, considerata la gravità e la pericolosità delle minacce a lui rivolte.

(3-00399)