• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06666 [Apportare dei correttivi alla disciplina delle procedure di valutazione comparative per docenti e ricercatori universitari]



CORSINI e GHIZZONI. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
la legge «Gelmini» ha riformato il meccanismo di formazione delle commissioni per le procedure di valutazione comparativa di docenti e ricercatori universitari, introducendo un sorteggio tra gli eletti con maggior numero di voti;
in particolare, ha stabilito che la commissione per i concorsi a ricercatore - prima formata da un interno, normalmente professore ordinario, e da due esterni, un associato e un ricercatore - sia composta da tre ordinari, uno di nomina interna e due esterni sorteggiati tra i primi sei eletti;
tale sorteggio ha reso meno agevole l'organizzazione di «cordate» elettorali per «blindare» i concorsi a vantaggio del concorrente gradito in sede locale oppure a gruppi organizzati di potere accademico;
i concorsi a ricercatore, cui prima della riforma partecipavano pochi concorrenti e spesso uno solo, segno tangibile di un previsto esito univoco, hanno visto la partecipazione di decine di concorrenti per ciascun posto, segno di maggiore fiducia nella possibilità che il merito possa essere riconosciuto e premiato;
in molti di questi concorsi a ricercatore, nei quali la maggioranza dei voti è determinata da una unità, si è registrato un allarmante infittirsi di atteggiamenti di ostruzione o di dimissioni di uno dei commissari, e anche di doppie dimissioni successive;
tali dimissioni sono per lo più motivate da «improrogabili impegni accademici

e istituzionali», impegni connessi al ruolo di docenti universitari di tutti i membri delle commissioni;
si fornisce qui una lista esemplificativa, certo parziale, di concorsi in cui si è verificato quanto sopra esposto:
a) dimissioni di commissari: università degli studi di Napoli Federico II, posto di ricercatore SSD SECS-P/01, economia politica, facoltà di economia, bandito con D.R. del 13 dicembre 2010; commissione nominata con D.R. del 20 settembre 2011: professori Tullio Jappelli (membro interno); Alessandro Cigno, Giovanni Palmerio; dimissioni di Palmerio, accolte con D.R. dell'11 novembre 2011, sostituito dal professor Pier Luigi Porta; Chiarini, Adriano Roccucci; dopo le prove, il membro interno si dimette;
b) Doppie dimissioni: università degli studi dell'Insubria, posto di ricercatore SSD SECS-S/01, statistica, facoltà di economia, bandito in II tornata 2008; commissione nominata con D.R. del 5 luglio 2010: Antonietta Mira (membro interno) Giuseppe Manfredi e Elena Stanghellini; dimissioni di Manfredi, accolte con D.R. dell'11 novembre 2010 sostituita dal professor Mario Montanaro, che rinuncia prima della nomina (rinuncia accettata con D.R. del 12 gennaio 2011), poi sostituito da Cinzia Carota (D.R. del 23 febbraio 2011);
università di Macerata, posto di ricercatore SSD SECS-P/02, politica economica, facoltà di scienze della comunicazione, bandito il 20 aprile 2009; Commissione nominata con D.R. del 25 giugno 2010, professori Maurizio Ciaschini (membro interno), Carlo Borzaga e Amedeo Amato; dimissioni di Amato, accolte con D.R. del 23 agosto 2010, sostituito da Giovanni Comia, che a sua volta si dimette (accettazione con D.R. dell'11 ottobre 2010) e viene sostituito da Mario Pianta (D.R. del 25 ottobre 2011);
università di Macerata, posto di ricercatore L-FIL-LET/10, letteratura italiana, facoltà di beni Culturali, bandito con D.R. del 26 luglio 2010; commissione nominata con D.R. del 20 dicembre 2010; professori Lazzaro Raffaele Caputo, Norberto Cacciaglia, Roberto Fedi; dimissioni di Caputo (accolte con D.R. del 24 maggio 2011), sostituito da Aldo Maria Morace, a sua volta dimessosi dopo la prova e la stesura dei giudizi. Il rettore ha decretato, invece che la sostituzione del membro dimesso, la decadenza dell'intera commissione;
appaiono deprecabili il considerevole aggravio di oneri della pubblica amministrazione che tali concorsi hanno comportato, nonché la duplicazione delle spese delle decine di concorrenti;
in particolare, sarebbe opportuno controllare se sia corretto il comportamento dei due membri designati dalla facoltà successivamente dimessisi, e il procedimento seguito dal Rettore nel sopra citato concorso a ricercatore di letteratura italiana dell'università di Macerata, secondo caso di doppie dimissioni a breve distanza in quell'ateneo. Come si ricava dal decreto rettorale D.R. n. 223 del 3 aprile 2012, il primo commissario designato dalla facoltà si è dimesso per «improrogabili impegni accademici e istituzionali», impegni connessi al ruolo di ogni docente universitario, il secondo «per motivi di salute», in data 24 febbraio 2012, all'indomani della conclusione delle prove di tutti candidati. Nei giorni seguenti alle dimissioni e prima dell'accettazione delle dimissioni, il detto commissario si è recato, a quanto consta all'interrogante, nella sua sede di lavoro, Sassari, dove ha partecipato in prima persona a numerose manifestazioni culturali pubbliche (tra cui quelle commentate sul web). Lo stesso decreto informa che il 29 febbraio il presidente della commissione ne aveva «chiesto il reintegro come già avvenuto in precedenza», ma che il rettore ha deciso di scioglierla perché non aveva «elementi per poter attribuire esclusivamente ai singoli commissari le cause del superamento del termine», scaduto il 3 marzo 2012, «nelle more dell'accettazione o meno delle dimissioni presentate dal membro designato»,

che le ha accettate dopo ben quaranta giorni. Il rettore afferma inoltre che quel termine era «comprensivo di proroga», mentre in verità era un rinvio di due settimane causato dalla grande nevicata che aveva imposto la chiusura degli uffici pubblici di gran parte del territorio marchigiano, università compresa -:
di quali elementi disponga il Ministro interrogato in merito a quanto esposto in premessa e se intenda assumere iniziative normative volte ad apportare dei correttivi alla disciplina delle procedure di valutazione comparative per docenti e ricercatori universitari, al fine di evitare che si verifichino episodi come quelli descritti in premessa.
(5-06666)