• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/05109-AR/1 ... [Classificazioni dell'ISTAT]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/5109-AR/131 presentato da GUIDO BONINO testo di giovedì 19 aprile 2012, seduta n.624

La Camera,
premesso che:
l'articolo 5, comma 7, capoverso 2, prevede che ai fini della applicazione delle disposizioni in materia di finanza pubblica, per amministrazioni pubbliche si intendono, per l'anno 2011, gli enti e i soggetti indicati a fini Statistici nell'elenco oggetto del comunicato dell'istituto nazionale di statistica (ISTAT) in data 24 luglio 2010, pubblicato in pari data nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 171, nonché a decorrere dall'anno 2012 gli enti e i soggetti indicati a fini statistici dal predetto Istituto nell'elenco oggetto del comunicato del medesimo Istituto in data 30 settembre 2011, pubblicato in pari data nella Gazzetta Ufficiale delta Repubblica italiana n. 228 e successivi aggiornamenti ai sensi del comma 3 del presente articolo effettuati sulla base delle definizioni di cui agli specifici regolamenti dell'Unione europea, le Autorità indipendenti e, comunque, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni;
la relazione illustrativa del provvedimento evidenzia che trattasi di una disposizione volta a chiarire il rapporto funzionale che intercorre tra le attività di elencazione di enti e soggetti a fini statistici da parte di ISTAT e le manovre di finanza pubblica che riflettono i loro effetto anche su tali enti e soggetti;
pertanto viene specificato che la disposizione in esame chiarisce che tra i soggetti interessati dalle manovre di finanza pubblica rientrano anche le Autorità indipendenti e in ogni caso l'elenco delle amministrazioni pubbliche di cui al decreto legislativo n. 165 del 2001;
tenuto conto che trattasi di una disposizione finalizzata, quindi, al contenimento della spesa pubblica, posto che le classificazioni dell'ISTAT sono assunte dal legislatore come termine di riferimento per il controllo della spesa pubblica nel settore della Pubblica amministrazione e per il suo contenimento, è di tutta evidenza che la stessa possa trovare applicazione solo nei confronti di quei soggetti ricompresi, prima della data di entrata in vigore del presente decreto-legge, nell'elenco ISTAT ed in ogni caso nei confronti di quei soggetti che effettivamente sono a carico delle finanze pubbliche. Infatti, nell'ipotesi in cui le disponibilità finanziarie a tal fine rilevanti siano a carico solo in minima parte delle finanze pubbliche, gravando per il resto su contribuzioni esterne al perimetro della pubblica amministrazione, manca il presupposto che, in coerenza con le finalità perseguite, potrebbe giustificare il loro inserimento nell'elenco Istat, e cioè un costo per la finanza pubblica e per il bilancio della Stato che va contenuto;
tale intervento interpretativo è di assoluto rilievo al fine di consentire il corretto svolgimento dell'azione di ogni amministrazione o ente i quali, in considerazione del fatto che possono contare anche su finanziamenti che non gravano interamente a carico delle finanze pubbliche, in quanto oggetto di contribuzioni esterne al perimetro della pubblica amministrazione, vedrebbero diversamente penalizzato il loro impegno istituzionale per effetto di una legge che andrebbe a comprimere, qualora diversamente applicata, anche soggetti la cui attività non grava a carico delle finanze pubbliche ovvero vi grava in misura del tutto marginale. Di tal che sarebbe del tutto iniquo un assoggettamento indiscriminato alla disposizione in esame, senza che venga preso in considerazione quanto effettivamente il singolo bilancio dell'amministrazione incide sul bilancio dello Stato;
a tal fine è quindi opportuno chiarire che la disposizione in esame non trova applicazione nei confronti di quei soggetti che hanno una autonomia finanziaria pressoché completa, che si manifesta con la capacità degli stessi di provvedere con le proprie entrate a fronteggiare per intero, o in maniera rilevante, le spese sostenute per l'attività svolta. Infatti, in tale condizione manca il presupposto che, in coerenza con le finalità perseguite, potrebbe giustificare il loro inserimento nell'elenco Istat, e cioè un costo per la finanza pubblica e per il bilancio dello Stato che va contenuto;
l'autonomia finanziaria di taluni soggetti, le fonti dalle quali discendono le loro entrate, la possibilità di intervenire per garantirne nel tempo la corrispondenza alle uscite sono tutti elementi legislativamente fissati, e, quindi, incontestabili. Segue da ciò che non è configurabile una spesa che la finanza pubblica potrebbe in futuro essere costretta a sopportare per assicurare il pareggio di bilancio di tali soggetti atteso che a questo fine essi sono già stati forniti dal legislatore di strumenti propri per provvedere invia autonoma,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di adottare ogni più adeguato intervento applicativo volto ad assicurare la coerenza nella fase di attuazione con quella che è l'effettiva volontà della disposizione normativa, in maniera da eliminare ogni eventuale possibile dubbio interpretativo circa il fatto che le disposizioni di cui all'articolo 5, comma 7, capoverso 21 vanno interpretate nel senso che esse si applicano solo ai soggetti ricompresi, prima della data di entrata in vigore del presente decreto-legge, nell'elenco ISTAT ed in ogni caso nei confronti di quei soggetti che effettivamente sono a carico delle finanze pubbliche. Infatti, anche nell'ipotesi in cui le disponibilità finanziarie a tal fine rilevanti siano a carico solo in minima parte delle finanze pubbliche, gravando per il resto su contribuzioni esterne al perimetro della pubblica amministrazione, manca il presupposto che, in coerenza con le finalità perseguite, potrebbe giustificare il loro inserimento nell'elenco Istat, e cioè un tosto per la finanza pubblica e per il bilancio dello Stato che va contenuto.
9/5109-AR/131.(Testo modificato nel corso della seduta).Bonino, Caparini.