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Atto a cui si riferisce:
S.4/06539 [Drammatica situazione del carcere San Giorgio di Lucca]



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 159
all'Interrogazione 4-06539

Risposta. - Si comunicano gli elementi informativi assunti dal competente Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria.

La casa circondariale di Lucca è situata in una vecchia struttura conventuale, posta all'interno della cinta muraria della città. A motivo della conformazione fisica dell'immobile e della tecnica edificatoria adottata per la costruzione dell'edificio non risulta possibile intervenire (anche in considerazione dell'esiguità degli spazi esistenti) con opere di ristrutturazione, idonee ad adeguare il complesso penitenziario alle prescrizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000.

Secondo una rilevazione demografica effettuata nell'istituto lucchese, alla data del 2 marzo 2012 risultavano presenti nel penitenziario 186 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 113 posti ed una tollerabile di 199.

Tale situazione di sovraffollamento, attualmente contenuta nei limiti di tolleranza, tenderà comunque ad attenuarsi grazie agli effetti positivi conseguenti all'entrata in vigore del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, recante "Interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri" e convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2012, n. 9.

In conseguenza del recente intervento normativo (che prevede, tra l'altro, la modifica dell'art. 558, comma 2, del codice di procedura penale, in materia di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato e la modifica della legge n. 199 del 2010, in materia di esecuzione presso il domicilio delle pene detentive cosiddette brevi) sarà possibile ridurre significativamente lo stato di tensione detentiva, sia limitando il numero di persone che transitano nelle strutture carcerarie per periodi brevissimi, sia estendendo la platea dei detenuti, che possono essere ammessi alla detenzione domiciliare.

Al riguardo si consideri, infatti, che, nel 2010, sono state oltre 21.000 le persone detenute per un periodo non superiore a 3 giorni e che, in applicazione delle disposizioni del citato decreto-legge, non transiterebbero più per il carcere. Per altro verso, si consideri anche che sono ben 5.140 i detenuti che alla data del 1° marzo 2012 hanno fruito (ex legge n. 199 del 2010, come modificata) del beneficio dell'esecuzione domiciliare della pena detentiva non superiore a 18 mesi.

Per quanto concerne, infine, l'organico del personale di polizia penitenziaria in servizio presso l'istituto lucchese, i dati acquisiti dalla competente articolazione ministeriale indicano un totale di 84 presenze, al netto dei provvedimenti di distacco in entrata e in uscita, con una carenza di 41 unità rispetto alla previsione normativa.

In tempi presumibilmente rapidi, anche tale situazione sarà suscettibile di sicuro miglioramento atteso che, per l'anno in corso, la legge di bilancio ha previsto uno stanziamento di 41 milioni di euro (ripartito sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero), che potrà essere destinato all'adeguamento dell'organico del Corpo di polizia penitenziaria, in applicazione dell'articolo 4, comma 1, lettera a), della legge 26 novembre 2010, n. 199.

L'incremento della disponibilità finanziaria consentirà, infatti, di dare corso all'assunzione di un contingente aggiuntivo di circa 1.080 unità di personale nella qualifica iniziale del ruolo degli agenti ed assistenti, oltre al contingente di 1.018 unità, che è già stato autorizzato per la copertura del turnover nell'anno 2011.

SEVERINO DI BENEDETTO PAOLA Ministro della giustizia

29/03/2012