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Atto a cui si riferisce:
C.1/01006 [Accesso alle scuole di specializzazione]



La Camera,
premesso che:
la Costituzione garantisce il diritto allo studio come diritto soggettivo che trova il suo fondamento nell'articolo 34, che enuncia: «La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso»;
la Confederazione nazionale delle associazioni dei medici specializzandi (FederSpecializzandi) ha espresso recentemente grande preoccupazione per l'orientamento del Governo in tema di tassazione delle borse di studio il cui importo superi una determinata soglia;
alla luce delle disposizioni dettate dal decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, dalla legge 14 gennaio 1999, n. 4, dal Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, e dalla direttiva del Ministero della salute 18 aprile 2000, n. 1259, i cittadini comunitari medici accedono alle scuole di specializzazione alle stesse condizioni e con gli stessi requisiti dei cittadini italiani (si veda la circolare del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca del 22 febbraio 2012), così come i medici rifugiati politici;
i cittadini stranieri provenienti da Paesi in via di sviluppo partecipano al concorso di ammissione alle scuole di specializzazione per posti in soprannumero, come previsto dall'articolo 35, ultimo comma, del decreto legislativo n. 368 del 1999, previa verifica delle capacità ricettive delle strutture universitarie;
in Francia si punta sul taglio dei costi per studenti e specializzandi, garantendo loro il diritto di iscrizione a un ateneo della propria regione di appartenenza;
il decreto ministeriale varato in data 23 novembre 2011 ha incrementato i posti disponibili per l'ammissione alle facoltà di medicina (+ 10 per cento), il che farà crescere, di conseguenza, sul breve e lungo termine, la domanda di ammissione alle scuole di specializzazione di area sanitaria,


impegna il Governo:


ad aumentare il numero di posti disponibili per accedere alla specializzazione, alla luce della richiesta che tende a incrementare;
ad assumere iniziative volte ad evitare l'introduzione di vincoli, anche di natura fiscale, che di fatto contrastino con l'obiettivo di favorire l'accesso alle borse di studio per gli specializzandi;
ad investire ulteriori risorse in borse di studio per gli specializzandi di cittadinanza italiana;
a favorire i cittadini italiani nell'ammissione alle scuole di specializzazione, non solo attraverso un ampliamento dei posti disponibili, ma seguendo il criterio di regionalità sul modello francese.
(1-01006)
«Sardelli, Antonione, Gava, Mistrello Destro, Santori, Brugger».