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Atto a cui si riferisce:
C.1/01005 [Tutelare le televisioni locali]



La Camera,
premesso che:
le tv locali in Italia sono oltre 600 e, insieme alle radio, raggiungono i circa 1500 operatori complessivi del settore; rappresentano una realtà industriale che non ha eguali in Europa, garantendo ogni giorno un'informazione legata al territorio, che offre accesso alle realtà produttive locali, a partire dalla piccola e media impresa, e che concorre al complessivo pluralismo delle opinioni;
il passaggio dall'analogico al digitale terrestre ha liberato cinque multiplex, ossia i pacchetti di frequenze utilizzabili per la trasmissione televisiva;
per potenziare i servizi web attraverso la telefonia mobile (lte), è stata effettuata nel mese di settembre 2011 una gara per l'assegnazione delle frequenze dello spettro elettromagnetico da destinare ai servizi della banda larga mobile; si sottolinea come le frequenze per le telecomunicazioni siano state recuperate attraverso la riduzione delle frequenze destinate alle tv locali: in pratica delle attuali 56 frequenze, 9 sono state sottratte all'emittenza locale;
infatti, i canali 61-69 della banda 800 dovranno essere liberati dalle emittenti locali entro il 31 dicembre 2012; in cambio si concede un indennizzo pari a 175 milioni di euro; tale cifra è stata notevolmente ridotta rispetto alle previsioni iniziali che stabilivano l'assegnazione del 10 per cento degli incassi derivanti dalla vendita delle frequenze alle compagnie telefoniche (asta lte) alle suddette emittenti locali;
di conseguenza, le associazioni di categoria delle tv locali lamentano che la somma loro destinata risulta insufficiente anche solo per coprire i costi sostenuti dalle emittenti per il passaggio al digitale;
il decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, all'articolo 25, comma 1, lettera a), n. 2, ha disposto che alla scadenza del 31 dicembre 2012 «in caso di mancata liberazione delle frequenze, l'amministrazione competente procede senza ulteriore preavviso alla disattivazione coattiva degli impianti avvalendosi degli organi di polizia delle comunicazioni»;
le tv locali che rimarranno senza canali potranno affittare uno spazio nei multiplex delle emittenti che hanno mantenuto la possibilità di essere operatori di rete; ciò nonostante, per far transitare il segnale, occorrerà chiedere un passaggio;
il beauty contest, voluto dal precedente Governo, lanciato su analoghe frequenze avrebbe consentito agli aggiudicatari di disporre gratuitamente dello stesso bene pubblico, salvo poterlo rivendere dopo appena cinque anni; tale meccanismo non avrebbe neppure aperto il mercato tv a nuovi ingressi, ma consolidato le posizioni dominanti;
gli evidenti squilibri a danni di operatori tv minori e locali realizzati con la transizione al digitale possono essere risolti con una porzione molto limitata delle frequenze inserite nel beauty contest;
il Ministro dello sviluppo economico ha comunicato al Consiglio dei ministri nella riunione del 20 gennaio 2012 la decisione di sospendere per 90 giorni la procedura di assegnazione delle frequenze per avere il tempo di definire al meglio la destinazione delle frequenze;
l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nella riunione del consiglio del 22 febbraio 2012, ha approvato il piano di assegnazione delle frequenze televisive digitali delle regioni Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia (delibera n. 93/12/CONS), corrispondente ai territori regionali che saranno oggetto di switch-off nel 2012;
il tribunale amministrativo regionale del Lazio ha congelato l'attribuzione delle misure compensative finalizzate al volontario rilascio di porzioni di spettro funzionali alla liberazione delle frequenze nella banda 790-862 MHz;

con tre differenti provvedimenti cautelari, i giudici amministrativi hanno, infatti, sospeso il decreto del Ministro dello sviluppo economico varato il 23 gennaio 2012 che dava il via libera all'assegnazione dei canali 61-69 UHF, regolarmente acquistati nell'asta lte pubblica del settembre 2011 (che ha fruttato allo Stato 3,9 miliardi di euro), decreto che assegnava alle emittenti locali 175 milioni di euro di indennizzi per lasciare volontariamente i multiplex digitali occupati;
sono diverse le iniziative messe a punto dalle regioni a sostegno dell'emittenza locale; la regione Umbria ha insediato una commissione tecnica regionale sull'emittenza radiotelevisiva per discutere di un sostegno finanziario alle emittenti (il bando della regione attende, prima di poter essere emanato, la verifica dell'effettiva disponibilità finanziaria); la regione Toscana intende promuovere una politica di sostegno all'emittenza locale e si vuole portare avanti un tavolo tecnico; la regione Marche ha chiesto un incontro con i tecnici del Ministero dello sviluppo economico e con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per chiarire quali frequenze potranno essere assegnati alle tv locali senza interferenze; infine, in Abruzzo è stato promosso un bando che prevede il finanziamento dei progetti fino al 50 per cento delle spese sostenute per il passaggio al digitale terrestre delle tv locali;
da notizie apparse sugli organi d'informazione il Governo sarebbe intenzionato ad azzerare il beauty contest, con la conseguenza che nessuna frequenza tv sarà attribuita gratuitamente alle emittenti televisive nazionali; si andrà, quindi, verso una vendita a pacchetti con durate diverse, in particolare la banda larga 700 verrà aggiudicata per un periodo di tre anni da qui al 2015, il resto dei canali più strettamente televisivi sarà assegnato per un periodo più lungo; sarà, quindi, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni a stabilire tempi e modalità dell'asta, che potrebbe essere indetta prima dell'estate 2012 se la decisione del Governo passerà l'esame della Commissione europea;
su tale materia il gruppo del Partito Democratico è già intervenuto innumerevoli volte con atti di indirizzo e di controllo, discussi ed approvati sia nelle competenti commissioni sia in Aula mediante ordini del giorno,


impegna il Governo:


a convocare un tavolo di confronto con le associazioni delle emittenti locali e con le regioni per cercare di pianificare una strategia che individui una risoluzione delle questioni aperte, affinché si riesca a trovare un equilibrio nella stabilizzazione del settore;
ad assumere iniziative di carattere normativo, per quanto di competenza, per salvaguardare le tv locali e ripartire la riduzione delle frequenze per un terzo a carico delle tv locali e per due terzi a carico di quelle nazionali, come previsto dalla normativa vigente;
a varare prima del periodo estivo norme a tutela del fondo per l'emittenza locale recuperando i tagli e riportando la sua capienza a 150 milioni di euro l'anno a partire già dal 2011 e a dare attuazione a quanto previsto dall'articolo 10 del decreto-legge n. 323 del 1993, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 422 del 1993;
ad assumere ogni utile iniziativa, anche normativa, affinché l'ammontare dei risarcimenti, già di per sé inadeguati e insufficienti a ripagare le tv locali degli investimenti effettuati per la digitalizzazione delle reti, sia completamente defiscalizzato e proporzionato alle reali dimensioni d'impresa e agli investimenti compiuti da ogni singola emittente;
a valutare la possibilità di utilizzare una parte della capacità trasmissiva non più destinata al beauty contest a favore di

tv locali nelle aree del Paese in cui fosse impossibile rispettare la riserva di un terzo a loro favore.
(1-01005)
«Peluffo, Meta, Zampa, Gentiloni Silveri, Boffa, Bonavitacola, Cardinale, Gasbarra, Ginefra, Laratta, Lovelli, Pierdomenico Martino, Giorgio Merlo, Tullo, Velo».