• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/15621 [Sulla scuola equestre della foresta di Burgos]



MURGIA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro per gli affari europei. - Per sapere - premesso che:
dal 2009 è pronta la scuola equestre della foresta di Burgos (in provincia di Sassari, Sardegna) che ad oggi non è mai stata praticamente utilizzata; era destinata alla formazione dei poliziotti a cavallo e a dare lavoro ai civili della zona;
la struttura d'eccellenza è costata ben 15 milioni di euro e per tenerla aperta, tra stipendi, cura e manutenzione dei cavalli se ne va via circa un milione di euro l'anno;
un terzo del costo totale, circa 5,2 milioni di euro, sono stati elargiti dalle casse dell'Unione europea, in particolare dal Fondo europeo di sviluppo regionale, che ha come compiti quello di «correggere» gli squilibri economici regionali e «creare posti di lavoro durevoli»;
la struttura doveva infatti essere il perno dello sviluppo economico della zona, accogliendo ogni quattro mesi gruppi «freschi» di funzionari e ispettori

provenienti da tutta Italia per seguire i corsi ma ad oggi si sono visti a Foresta Burgos appena 23 «corsisti»;
l'ippodromo avrebbe dovuto creare almeno un ottantina di posti di lavoro per i sardi nei servizi di refezione, accoglienza, manutenzione, più altri duecento nelle attività dell'indotto, e invece, dentro le strutture, lavorano attualmente una quarantina di persone, ma solo due civili locali;
ad oggi i cavalli, tredici di cui uno non utilizzabile, sono di una razza autoctona (la anglo araba sarda) poco mansueta e quindi poco adatta all'insegnamento, tanto che negli ultimi mesi due commissari capo donne sono state disarcionate ferendosi gravemente alla schiena;
proprio per il mancato raggiungimento degli obiettivi, ora l'Unione europea minaccia di infliggere sanzioni all'Italia -:
quali normative abbiano intenzione di prendere, i Ministri interrogati, per evitare l'ennesimo spreco di denaro pubblico;
se il Governo non ritenga necessario intervenire affinché si possano creare reali opportunità di lavoro in una zona caratterizzata da livelli di disoccupazione pari al cinquanta per cento considerando che, per il raggiungimento di questo scopo, l'Unione europea ha accettato di intervenire con 5,2 milioni di euro.
(4-15621)