• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07223 [Definizione del percorso formativo per le professioni legali]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07223 presentata da DONATELLA PORETTI
martedì 3 aprile 2012, seduta n.704

PORETTI, PERDUCA - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

la questione relativa ad una compiuta definizione del percorso formativo per le professioni legali, in riferimento specifico al valore legale del diploma rilasciato dalle Scuole di specializzazione per le professioni legali (SSPL), attende già da molto tempo di essere definita;

le SSPL, istituite con il regolamento di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 21 dicembre 1999, n. 537, che ha dato attuazione alla riforma per l'accesso alle professioni forensi (avvocatura, magistratura e notariato) iniziata con la legge n. 127 del 1997, cosiddetta legge Bassanini-bis (e con il decreto legislativo n. 398 del 1997, rappresentano un'importante risorsa formativa nel Paese;

considerato che con l'istituzione delle SSPL, l'Italia ha scelto di aderire al modello tedesco per la formazione forense post lauream, caratterizzato da un percorso formativo comune per magistrati, avvocati e notai;

rilevato che:

dopo una fase di rodaggio iniziale, le SSPL oggi possono vantare 5.000 accessi all'anno, stabiliti attraverso un decreto ministeriale emanato di concerto dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dal Ministro della giustizia;

le SSPL, istituite a partire dall'anno accademico 2001/2002 presso le Università sedi di facoltà di giurisprudenza (in totale 38 sedi sul territorio italiano), hanno l'obiettivo di sviluppare negli studenti l'insieme di attitudini e di competenze caratterizzanti le professionalità dei magistrati ordinari, degli avvocati e dei notai e si basano soprattutto sull'acquisizione di una metodologia giuridica mediante un approfondimento teorico integrato da esperienze pratico-casistiche;

le attività pratiche di apprendimento e tirocinio sono condotte anche presso sedi giudiziarie, studi professionali e scuole del notariato;

alle SSPL si accede mediante concorso pubblico, previo superamento di una prova di accesso consistente in cinquanta quiz a risposta multipla in materia di diritto civile, diritto penale, diritto amministrativo, procedura civile e procedura penale;

la durata dei corsi è di due anni, con frequenza obbligatoria, durante i quali viene costantemente sviluppato un programma completo ed esaustivo di preparazione teorica (500 ore di lezione frontale) unito allo svolgimento di tirocini pratici presso gli uffici giudiziari;

il diploma di specializzazione viene conferito dopo il superamento di una prova finale consistente in una dissertazione scritta su argomenti interdisciplinari con giudizio espresso da un'apposita commissione costituita da professori universitari, da un magistrato ordinario, da un avvocato e da un notaio;

rilevato inoltre che:

il possesso del diploma di specializzazione esonera il praticante avvocato dal compimento della pratica di un anno per l'accesso alla professione legale;

la riforma dell'ordinamento giudiziario, approvata con legge n. 111 del 2007, prevede, fra l'altro, che il diploma rilasciato dalle SSPL costituisca titolo per l'accesso al concorso per magistrato ordinario, facendo assumere al predetto concorso la natura di concorso «di secondo livello», precluso ai laureati in giurisprudenza non muniti di altro titolo post lauream (abilitazione forense, dottorato di ricerca, diploma SSPL);

i lavori della cosiddetta Commissione Siliquini (Commissione costituita al fine di valutare e coordinare la riforma dell'accesso alle professioni legali), tendenti ad una rivalutazione del diploma rilasciato dalle SSPL, si è conclusa con un nulla di fatto per la scadenza naturale della XIV Legislatura;

alla luce dei lavori di detta Commissione Siliquini, parecchi giovani praticanti avvocato hanno partecipato alla selezione di ingresso alle SSPL con la certezza che il relativo diploma conseguito abilitasse alla professione forense;

molti specialisti in professioni legali ancor oggi aspettano che lo Stato riconosca l'impegno da essi profuso in anni di intenso studio e costanti tirocini, anche alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 5 del 1999, la quale, tra l'altro, afferma che: «(...) il legislatore può stabilire che in taluni casi si prescinda dall'esame di Stato (...) quando vi sia stata in altro modo una verifica di idoneità tecnica»,

si chiede di sapere:

se il Governo concordi con la valutazione secondo cui la limitazione illustrata in premessa costituisce restrizione all'accesso ad attività economica, in violazione dei principi costituzionali ed europei invocati dal decreto-legge n. 1 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2012;

se, di conseguenza, intenda avvalersi del potere di adottare regolamenti di delegificazione, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, del citato decreto-legge, per riconoscere il diritto di iscrizione, all'albo degli avvocati presso il tribunale nella cui circoscrizione hanno residenza, di coloro i quali hanno conseguito il diploma rilasciato dalle SSPL e sono in possesso del certificato di compiuta pratica biennale rilasciato dal Consiglio dell'ordine degli avvocati di appartenenza.

(4-07223)