• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
S.4/07221 [Perdita di due semirimorchi con un carico di 198 bidoni contenenti sostanze classificate come tossico-nocive al largo di Livorno]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07221 presentata da MARCO FILIPPI
martedì 3 aprile 2012, seduta n.704

FILIPPI Marco - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

in data 17 dicembre 2011, il cargo Venezia della compagnia Grimaldi Lines, partito dal porto di Catania e diretto al porto di Genova, nel corso della navigazione, a causa di proibitive condizioni meteo marine, in un tratto di mare, al largo dell'isola di Gorgona e a circa venti miglia dalla costa di Livorno, perdeva due semirimorchi con un carico di 198 bidoni contenenti sostanze classificate come tossico-nocive;

la vicenda dopo oltre 3 mesi presenta ancora troppi ed inaccettabili punti oscuri su cui, da parte del Governo, merita sia fatta urgente chiarezza;

i 198 fusti dispersi nell'incidente contenevano un totale di 40 tonnellate di sostanze tossiche: catalizzatori a base di monossido di cobalto e molibdeno;

sembra essere noto che queste sostanze, a contatto con l'aria, possono infiammarsi sprigionando polveri e gas nocivi, mentre non sembrano essere conosciuti gli effetti di una loro possibile dispersione in acqua in caso di apertura o danneggiamento degli stessi bidoni;

il timore è quello di possibili conseguenze, anche ingenti, alla fauna ittica e ai fondali, come insistenti indiscrezioni attribuite a fonti dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Toscana (ARPAT) sembrano accreditare;

peraltro i fondali del Tirreno, dove si presume siano stati dispersi i bidoni, si trovano all'interno del Parco nazionale dell'arcipelago toscano: cuore del santuario internazionale di mammiferi marini Pelagos;

questi fondali, tra le altre caratteristiche, presentano anche una particolare difficoltà per le operazioni di scandaglio, in quanto si tratta di una zona di mare che arriva ad una profondità di 600 metri ed ha un fondale dalle caratteristiche fangose e melmose, per cui è presumibile che, quando i fusti abbiano toccato il fondo, siano potuti anche sprofondare ed essere ricoperti da strati e strati di sabbia mossi dalle correnti e dalle mareggiate successive;

la nave cargo Venezia avrebbe perso i due semirimorchi al largo dell'Isola di Gorgona, senza che l'equipaggio si sia potuto accorgere della loro scomparsa, rinvenuta soltanto all'arrivo al porto di Genova;

conseguentemente ne sarebbe stata data comunicazione alla Capitaneria di porto e da questa sarebbero derivate le successive informazioni istituzionali;

non adeguata e tempestiva è stata invece l'informazione ai mezzi di comunicazione e alle popolazioni interessate;

anche in conseguenza della scarsa informazione sull'avvenuto incidente, l'8 gennaio 2012 si è svolta una manifestazione di protesta promossa da cittadini, associazioni e forze politiche locali, seriamente preoccupati per le conseguenze ambientali e i pericoli per la salute dei cittadini, dovuti all'ennesimo disastro ambientale davanti alla costa livornese e in prossimità dell'arcipelago toscano;

il sostituto procuratore Masini, il 3 gennaio, ha iscritto nel registro degli indagati il comandante Pietro Colotto per violazione delle norme che regolano il carico e il trasporto di rifiuti speciali;

intanto interventi di ricerca da parte delle autorità competenti sarebbero, comunque, stati attivati,

si chiede di sapere:

quali siano le ragioni, a quanto risulta al Ministro in indirizzo, che giustificano e che più in generale possono giustificare il fatto che, in circostanze di particolare avversione delle condizioni meteo-marine, una nave possa intraprendere la navigazione imbarcando peraltro sostanze pericolose e/o nocive per le persone e per l'ambiente;

quali risultino essere i motivi, nella circostanza oggetto della presente interrogazione, che hanno consentito alla nave di salpare dal porto di Catania con delle previsioni di mare in tempesta;

perché, al peggiorare delle condizioni climatiche, non sia stato disposto un attracco nel primo porto utile;

se risulti che un carico così pericoloso, anche in ragione delle condizioni meteo-marine, era stato collocato in posizione idonea alla navigazione, oppure per esso si sarebbe potuto e dovuto prevedere una collocazione più sicura;

se il Ministro in indirizzo non intenda verificare la possibilità di una più rigorosa disciplina nella previsione delle rotte per le navi che trasportano materiali pericolosi in modo da rispettare più opportunamente le linee di costa e le realtà soggette a vincoli ambientali;

se risulti che le condizioni economiche e finanziarie della compagnia Grimaldi Lines hanno fornito adeguate e sufficienti garanzie circa gli ipotizzabili costi da sostenere per le necessarie operazioni di recupero dei fusti contenenti i materiali tossici e bonifica, viste anche le possibili difficoltà tecniche dovute alle rilevanti profondità dei fondali.

(4-07221)