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Atto a cui si riferisce:
C.1/00986 [Cessazione delle violenze in Siria]



La Camera,
premesso che:
in numerosi Paesi della riva sud del Mediterraneo con la caduta di regimi non democratici si sono avviati percorsi di costruzione istituzionale verso assetti democratici, ed in alcuni casi si sono svolte elezioni valutate non negativamente dagli osservatori internazionali;
per la prima volta, partiti islamici si sono affermati in modo estremamente significativo con la conseguente formazione, in alcuni casi, di maggioranze in cui partiti islamici e partiti di ispirazione laica tradizionale operano insieme;
in alcuni casi, come in Egitto, la maggioranza di partiti islamici ed il Governo laico militare non hanno potuto finora definire l'assetto stabile per il medio e lungo periodo, anche in vista delle elezioni presidenziali;
in altri casi come la Libia, la fragilità dell'equilibrio di governo transitorio e l'incertezza della prospettiva elettorale concorrono a rendere la situazione sul terreno incerta ed insicura;
nel caso della Siria, si assiste a sterili esercizi di consultazione e veti che impediscono al consiglio di sicurezza dell'ONU ed alla comunità internazionale di far cessare la strage di civili innocenti a Damasco, nella città martire di Horus ed altrove;
sinora l'azione dell'Unione Europea è stata, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo, debole ed incapace di indurre i grandi attori non europei, dalla Cina alla Russia, ad atteggiamenti responsabili volti anzitutto alla uscita di scena del regime siriano ed alla fine della violenza, ma anche, più in generale, alla definizione di politiche globali con cui seguire i complessi fenomeni sociali e politici che si manifestano nel mondo arabo;
invece, l'azione e la capacità di visionare della Lega araba si sono dimostrate efficaci ed in grado quantomeno di ricercare un consenso più ampio in sostegno ai popoli della regione, durante e dopo le fasi conclusive dei regimi e nella attuale drammatica e non risolta crisi siriana;
l'Italia, anche a seguito della constatazione della scarsa efficacia delle più recenti iniziative euro-mediterranee, può e deve rivendicare la propria responsabilità di promuovere, con l'Europa, un nuovo patto mediterraneo per affrontare, con i Paesi arabi le sfide antiche e recenti della sicurezza, prosperità, arricchimento culturale ed evoluzione democratica nelle istituzioni e nelle società;
così come accadde durante la guerra fredda, per superare distanze ed incomprensioni è utile pensare ad un patto globale euro-arabo, che veda protagonisti la Lega araba e l'Unione europea, per ricercare un dialogo ampio e paritario come nel caso della Conferenza per la sicurezza e cooperazione in Europa (C.S.C.E.);
una intesa globale euro-araba avrebbe, anzitutto, il potenziale per l'ulteriore coinvolgimento di attori essenziali, dalla Turchia alla Russia agli Stati Uniti, per parlare finalmente con una sola voce di stop alle violenze in Siria, di sicurezza, democrazia e diritti nel rispetto delle storie e tradizioni nazionali, di prosperità e ruolo dei giovani nella regione mediterranea allargata;
il Governo anche alla luce delle esperienze che diplomazia italiana ha avviato e sviluppato negli ultimi dieci anni, può e deve, abbandonando le regole ed i riti sinora privi di risultato, affrontare la strada, tutta politica, della interlocuzione aperta, a partire da un vertice fondativo Unione europea-Lega araba, per definire un patto ricco di azioni concrete con l'assunzione reciproca e paritaria

di responsabilità, affinché i primi attori regionali nel Mediterraneo «allargato» - appunto Unione europea e Lega araba - possano guidare, e non subire, iniziative strategiche cui altri attori internazionali si possano associare,


impegna il Governo


a promuovere una iniziativa politica con cui Unione europea e Lega araba insieme promuovano un patto globale ed un confronto sui temi concreti della cessazione immediata delle violenze in Siria, della sicurezza, della democrazia e della prosperità, assumendo insieme le conseguenti iniziative di coinvolgimento degli Stati mediterranei e degli altri attori internazionali il cui contributo possa aiutare lo sviluppo di tali politiche.
(1-00986)
«Cicchitto, Frattini, Pianetta, Renato Farina, Angeli, Biancofiore, Boniver, Malgieri, Migliori, Osvaldo Napoli, Picchi».