• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07216 [Imposizione dell'IMU agli anziani residenti presso case di riposo e proprietari di un unico immobile]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07216 presentata da STEFANO PEDICA
giovedì 29 marzo 2012, seduta n.703

PEDICA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

l'articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 6 dicembre del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 2011, anche noto come decreto "salva Italia", dispone l'introduzione anticipata dell'imposta municipale unica (Imu) in alcuni comuni italiani;

tra l'altro, si dispone che "L'imposta municipale propria ha per presupposto il possesso di immobili di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, ivi compresa l'abitazione principale e le pertinenze della stessa. Per abitazione principale si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente";

in applicazione della disposizione, come già denunciato da alcuni esponenti politici e da alcuni sindacati dei pensionati, se il ricovero dell'anziano presso una casa di riposo è "permanente", la casa di proprietà lasciata vuota viene considerata come una seconda casa, con conseguente applicazione della relativa Imu che passa dal 4 per mille al 7,6 per mille, ossia quasi il doppio;

è evidente come l'anziano, già costretto a trasferirsi in un istituto di riposo, pur possedendo una casa sola, si troverà costretto a pagare su quell'unico immobile di cui è proprietario l'Imu nella misura più cara prevista per la seconda abitazione;

ritenuto che:

della vicenda si sono occupate numerose testate giornalistiche. In particolare in data 26 marzo 2012 il quotidiano "Libero" sul proprio sito web pubblicava un articolo intitolato "Con la nuova Ici, Monti stende gli anziani", nel quale si legge che: "Se il governo non corregge la norma, o non emana una circolare interpretativa (...) per 300 mila anziani arriverà una stangata di parecchie migliaia di euro. (…) Insomma, gli anziani ricoverati a vita negli ospizi, che un tempo erano esentati dal pagamento dell'Ici, a giugno potrebbero trovarsi a pagare oltre all'imposta sugli immobili anche le addizionali comunali: il tutto si traduce per loro in una stangata tra i 1.500 e i 2000 euro in più rispetto a quello che avrebbero pagato se l'imposta fosse stata calcolata sulla prima casa";

anche il sito Internet di "blitzquotidiano" dello stesso giorno si è occupato della vicenda con un articolo intitolato "Imu. Anziani in casa di riposo: il loro immobile vale come seconda casa". In particolare si legge: "Sei anziano, magari malato, non autosufficiente e costretto a lasciare la tua casa per andare in una casa di riposo? Sulla tua casa (prima casa, ovviamente) pagherai l'Imu come se fosse una seconda casa.";

una forte denuncia di questa situazione, a giudizio dell'interrogante aberrante, è stata sollevata anche dal Presidente di Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che ha dichiarato come si tratti di «Una norma folle che va immediatamente cancellata» e ha annunciato «Faremo le barricate se il Governo non cancellerà questa norma. Ormai il limite dell'indecenza è stato abbondantemente raggiunto. Allo stato attuale i ricoverati a tempo indeterminato, ma proprietari di casa non sfuggiranno al tributo, dal quale fino a ieri erano completamente esentati e che ora dovranno versare in versione "super"»;

considerato che:

è evidente come si tratti di una situazione estremamente allarmante che va a ledere una categoria, gli anziani-pensionati, già fortemente toccati dalle recenti e dure, sebbene necessarie, manovre economiche poste in essere dal Governo;

se si considera che la pensione media percepita dagli anziani si aggira intorno agli 800 euro al mese, che le rette della case di riposo sono varie, ma quasi mai scendono sotto i 1.400 euro mensili, che il costo in generale della vita è notevolmente aumentato, è lampante che un anziano residente in una casa di riposo, laddove costretto a sostenere anche la nuova "super Imu" sul proprio unico immobile di proprietà, si ritroverà in insormontabili difficoltà economiche,

si chiede di sapere se e quali misure urgentissime il Governo intenda adottare affinché gli anziani-pensionati, residenti presso case di riposo e proprietari di un unico immobile, non siano assoggettati al pagamento della nuova Imu nella misura più alta prevista per le seconde case.

(4-07216)