• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/15544 [Tutela del diritto di cronaca e del libero confronto delle idee in Campania]



BARBATO, GIULIETTI, GRANATA, PICIERNO, MESSINA, GARAVINI, ANGELA NAPOLI, GRAZIANO, DI BIAGIO, ZAZZERA, DI STANISLAO, PALAGIANO e SARUBBI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
nel novembre 2011 la casa editrice CENTOAUTORI di Villaricca, in provincia di Napoli, ha pubblicato il volume «Il Casalese - Ascesa e tramonto di un leader politico di Terra di Lavoro», scritto dai giornalisti professionisti Massimiliano Amato, Arnaldo Capezzuto, Corrado Castiglione, Giuseppe Grimaldi, Antonio Di Costanzo, Luisa Maradei, Giuseppe Papa, Ciro Pellegrino e Vincenzo Senatore, con postfazione dello storico Giovanni Cerchia;
il lavoro è una ricostruzione giornalistica della storia politica e giudiziaria di Nicola Cosentino, ex sottosegretario all'economia e alle finanze con delega al CIPE del IV Governo Berlusconi, che varie inchieste della direzione distrettuale antimafia di Napoli indicano come referente politico del clan dei Casalesi;
l'attendibilità dell'inchiesta condotta dai nove giornalisti trova parziale conferma anche in alcune iniziative recentemente adottate dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli e Salerno e dal Viminale. In particolare, quelle che hanno portato all'arresto per collusioni con la camorra del sindaco di San Cipriano d'Aversa, Enrico Martinelli, e allo scioglimento dei comuni di Gragnano e Pagani per infiltrazioni mafiose;
alcuni capitoli del libro sono stati riservati alle vicende economiche della famiglia Cosentino. In particolare alle aziende «Aversana Petroli», amministrata da Giovanni Cosentino, a cui la prefettura di Caserta ha negato il certificato antimafia per ben nove anni consecutivi (dal 1997 al 2006), e la «6C», amministrata da Palmiro Cosentino, a cui lo stesso organismo ha recentemente applicato l'interdittiva antimafia;
dopo la mancata autorizzazione all'arresto del deputato Nicola Cosentino,

negata per la seconda volta dalla Camera dei deputati il 12 gennaio 2012 la casa editrice e alcuni degli autori del libro sono stati oggetto di una vera e propria offensiva giudiziaria, scatenata - sia in sede civile che penale - dai familiari del parlamentare casertano su cui, val la pena ricordare, gravano le accuse di almeno una dozzina di pentiti di camorra;
il 21 marzo 2012, gli avvocati Sergio Carlino, Mario de Bellis e Carlo Ciaccia, a nome e per conto di Giovanni Cosentino, in proprio e in qualità di amministratore delle srl «Aversana Petroli» e «IP service» (altra azienda del gruppo Cosentino) notificavano all'editore della CENTOAUTORI un ricorso ex articolo 700 Codice di procedura civile, attraverso il quale si chiede il sequestro e la distruzione del volume «Il Casalese», nonché 1.200.000,00 euro di risarcimento per danni morali, materiali e patrimoniali;
gli stessi legali si facevano recentemente promotori di singolari quanto irrituali iniziative epistolari verso soggetti terzi, verosimilmente e subdolamente diffidati - con toni lesivi della professionalità degli autori del libro, e in assenza di qualsivoglia provvedimento giudiziario - a organizzare o partecipare a presentazioni del volume;
un avvertimento di tal genere risulterebbe recapitato all'onorevole Luisa Bossa del gruppo Pd alla Camera dei deputati, presso la sede del coordinamento provinciale del Pd di Napoli, avendo la stessa partecipato a una presentazione del volume a Roma;
analoga iniziativa è stata intrapresa nei confronti della direttrice della «Baccaro Art Gallery» di Pagani, che la mattina del 24 marzo 2012 riceveva una e-mail a firma degli avvocati Sergio Carlino e Mario de Bellis, il cui contenuto è qui riportato: «Le scriviamo in nome e per conto di Giovanni Cosentino, per rendervi noto che nei confronti del libro Il Casalese, che apprendiamo verrà presentato presso la sede della Vostra Galleria, è stata già depositata presso il Tribunale di Napoli, sezione proprietà industriale ed intellettuale, una richiesta ex articolo 700 Codice di procedura civile di sequestro del manoscritto, date le numerose false informazioni gravemente diffamatorie in esso contenute e riguardanti la onorabilità e professionalità del nostro assistito, in particolare per quanto concerne false parentele attribuite con alcuni membri della famiglia del boss Schiavone. Tanto vi dovevamo ai soli fini di una corretta e completa informazione non solo di coloro che parteciperanno in qualità di ospiti alla presentazione ma anche di tutto il pubblico presente in sala»;
un esposto richiedente l'apertura di un procedimento disciplinare nei confronti degli autori delle singolari quanto irrituali iniziative epistolari (avvocati Sergio Carlino e Mario de Bellis), risulterebbe già inoltrato dal legale rappresentante della casa editrice CENTOAUTORI all'ordine degli Avvocati di Napoli;
le iniziative sin qui promosse dai Cosentino hanno - anche per qualità e quantità delle richieste - tutte le caratteristiche di una vera e propria forma di intimidazione contro l'editore, lo stampatore e gli autori del volume «Il Casalese»;
la criminalizzazione del diritto di cronaca e la negazione dei diritti sanciti dall'articolo 21 della Costituzione della Repubblica italiana rappresentano un pericoloso precedente che finisce con il favorire il diffuso clima di illegalità e malcostume che, malgrado gli sforzi delle forze dell'ordine e della magistratura, continua a imperare in vaste aree delle province di Napoli e Caserta;
sia l'Ordine dei giornalisti della Campania, che la FNSI, hanno preso posizione contro iniziative che, sia nella forma che nella sostanza, appaiono configurarsi come un deliberato e preordinato attacco alla libertà d'informazione e alla professione giornalistica -:
quali iniziative intenda assumere a tutela del diritto di cronaca e del libero confronto delle idee, un diritto particolarmente

rilevante ed efficace per il consolidamento dei valori della legalità e della democrazia, che in alcune aree della Campania, dove maggiore è la pressione della camorra, appaiono fortemente compromessi da azioni intimidatorie - a volte solo apparentemente legittime - che nei fatti annullano totalmente le autonomie locali e il processo di partecipazione democratica dei cittadini.
(4-15544)