• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/15484 [Richiesta da parte di un parlamentare d accesso agli atti amministrativi al Ministero dell'interno]



BERTOLINI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
in data 16 marzo 2011 l'interrogante inoltrò, in base alla normativa vigente in materia, richiesta di accesso agli atti amministrativi al Ministero dell'interno;
gli atti richiesti erano relativi ai contratti di locazione dell'edificio sede della questura di Modena, sita in via divisione Aqui, e dell'edificio sede del CIE (Centro di identificazione ed espulsione) di Modena sito in via Lamarmora;
a distanza di un mese dall'inoltro e con una telefonata dalla segreteria del prefetto competente, l'interrogante venne a sapere che la richiesta era stata sottoposta al parere dell'Avvocatura di Stato e che quest'ultima comunicava il parere negativo, in quanto non si riteneva ci fosse un interesse tale da giustificarla;
da allora nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta né dal Ministero, né dall'avvocatura dello Stato e, a parere dell'interrogante, ciò è una omissione inaccettabile;
a seguito di quanto avvenuto l'esponente presentò una interrogazione a risposta scritta, in data 12 settembre 2011 n. 4-13163;
il 15 febbraio 2012, l'interrogante, non avendo riscontro all'interrogazione, ha presentato una interrogazione a risposta immediata in Commissione affari costituzionali, contenente lo stesso quesito;
in fase di discussione, avvenuta il 16 febbraio 2012, oltre ad ottenere i dati richiesti, l'interrogante è venuta a conoscenza del fatto che l'Avvocatura di Stato aveva respinto la richiesta perché «non sorretta da un interesse tale da legittimare l'accesso richiesto, ai sensi dell'articolo 22, comma 1, lettera b) della legge n. 241 del 1990»;
non solo, l'Avvocatura di Stato ha anche specificato che la legge «non contiene alcuna disposizione analoga all'articolo 43 del testo unico sugli enti locali - concernente i diritti dei consiglieri comunali e provinciali - atta a fondare il diritto dei Parlamentari di ottenere dalle Pubbliche amministrazioni l'accesso ai documenti amministrativi utili all'espletamento del mandato elettivo, fermo restando, beninteso, la titolarità della funzione di sindacato ispettivo nei confronti del Governo e dell'Amministrazione, mediante la formulazione di interpellanze ed interrogazioni»;
due sono i fatti gravi che si evidenziano da quanto esposto: il primo che nessuna comunicazione ufficiale in circa un anno di tempo sia pervenuta dall'Avvocatura di Stato in risposta alla richiesta formulata; il secondo che appare non giustificato il riconoscimento di un diritto ai consiglieri comunali e provinciali, rispetto ad un membro del Parlamento nazionale, considerato che tutti sono chiamati a ricoprire il proprio incarico in virtù del voto popolare -:
se e quali iniziative normative intenda adottare per eliminare il vuoto legislativo, che di fatto crea una forte differenza tra il potere attribuito ai consiglieri eletti negli enti locali ed un parlamentare nazionale nello svolgimento del proprio mandato elettivo.
(4-15484)