• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07137 [Sugli incarichi conferiti all'avvocato Tepedino e al professor Marco Lacchini]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07137 presentata da ACHILLE TOTARO
mercoledì 21 marzo 2012, seduta n.696

TOTARO, GRAMAZIO, PARAVIA, CALIGIURI, LADU, SCARPA BONAZZA BUORA, AMORUSO, BEVILACQUA, FLUTTERO, BALBONI, ALICATA, BURGARETTA APARO, BONDI, SAIA, LICASTRO SCARDINO, DE ECCHER, CASTRO, BUTTI, ALLEGRINI, GALLONE, MANTICA, SALTAMARTINI, RAMPONI, FASANO, DELOGU, BORNACIN, COSTA, TANCREDI, DE LILLO, FAZZONE, POSSA, D'AMBROSIO LETTIERI, DI STEFANO, PICCIONI, CARDIELLO - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

giorni or sono alcuni quotidiani, e "la Repubblica" in particolare, hanno pubblicato la notizia che l'ex presidente del Tribunale di Roma, dottor Paolo De Fiore, sarebbe indagato a Perugia per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, in concorso, tra gli altri, con tale avvocato Tepedino e sua moglie, Maria Rosaria Barbuto, segretaria particolare dello stesso Presidente;

l'avvocato Tepedino avrebbe ricevuto dall'ex Presidente del Tribunale di Roma numerosi incarichi di rilevante importanza benché non appartenga al Foro di Roma;

risulta agli interroganti che il professor Marco Lacchini, Pro rettore dell'Università di Cassino, sia anch'egli beneficiario di incarichi conferiti dal presidente De Fiore;

anche l'avvocato Tepedino, grazie ai buoni uffici del professor Lacchini, svolge attività di docente a Cassino, pur non avendo alcun particolare merito scientifico;

Lacchini si è dimesso a suo tempo dalle funzioni di commissario giudiziale della Federconsorzi per motivi, ufficialmente ignoti, che coinciderebbero con quelli che avrebbero indotto l'allora giudice delegato della procedura, dottor Di Marzio, a proporne la revoca e che, comunque, sarebbero ricollegabili all'incarico conferito dal gruppo Di Mario al professor Lacchini;

tale incarico è consistito nella stima del gruppo Di Mario (DIMA costruzioni e società collegate) di cui successivamente è stato dichiarato il fallimento;

in quel contesto Lacchini avrebbe svolto un ruolo centrale e, in particolare, reso importanti attestazioni attualmente oggetto di indagine presso la Procura di Roma;

gli eventi sopra riportati rivelano un quadro altamente inquietante alla cognizione, per i vari aspetti, sia della magistratura perugina che di quella romana, per cui sorprendente e sconcertante appare il fatto che i due professionisti siano ancora beneficiari di incarichi pubblici conferiti da alte autorità giudiziarie le quali, forse, avrebbero dovuto agire con maggiore rigore e cautela evitando di esporre i propri uffici all'attenzione mediatica per fatti ricollegabili a presenze professionali che, allo stato degli atti, appaiono decisamente discutibili,

gli interroganti chiedono di conoscere:

se sia possibile gratificare di un munus pubblico, remunerato in maniera cospicua, soggetti le cui condotte sono sottoposte al vaglio della magistratura penale;

se non debba il Ministro in indirizzo avviare le più opportune indagini per individuare quali siano gli incarichi conferiti ai due professionisti e da quale autorità giudiziaria;

quale sia l'entità dei compensi finora percepiti per gli incarichi in questione, la loro congruità rispetto all'impegno profuso ed in particolare quanti siano stati gli incarichi attribuiti al presidente De Fiore all'avvocato Tepedino ed in forza di quale valutazione di opportunità sia stata giustificata la scelta di un giovane professionista iscritto al Foro di Potenza in luogo di quella di altri professionisti iscritti al Foro di Roma di ben altra caratura professionale e, dunque, più adeguati alla qualità degli incarichi.

(4-07137)