• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/07113 [Raccolta degli HCFC contenuti nei sistemi di protezione antincendio e negli estintori]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-07113 presentata da FRANCESCO FERRANTE
martedì 20 marzo 2012, seduta n.695

FERRANTE, DELLA SETA - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

con l'adozione della legge 28 dicembre 1993, n. 549, recante "Misure a tutela dell'ozono stratosferico e dell'ambiente", sono stati stabiliti in Italia i termini di cessazione dell'impiego delle sostanze lesive della fascia di ozono nella stratosfera;

in seguito, con il decreto-legge n. 56 del 10 febbraio 1996 e il decreto ministeriale del 26 marzo 1996, e successiva proroga del 10 marzo 1999, è stata accelerata l'eliminazione degli halon, ovverosia le sostanze più pericolose per la fascia di ozono utilizzate nel settore antincendio, mentre con l'entrata in vigore dei decreti ministeriali 3 ottobre 2001 e 20 dicembre 2005 sono stati fissati i termini per l'eliminazione di un'altra categoria di sostanze ad elevata pericolosità globale normalmente utilizzate nell'antincendio: gli HCFC. Mediante tali ulteriori provvedimenti sono stati delineati i requisiti per i centri di raccolta autorizzati e le modalità di recupero degli HCFC dagli estintori e dai sistemi di protezione antincendio. Infine, con il decreto 20 settembre 2002 ed il decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 2006, n. 147, sono state disciplinate le norme tecniche e le modalità per il controllo ed il recupero di fughe di sostanze ozono-lesive da impianti ed apparecchiature di refrigerazione e di condizionamento d'aria e pompe di calore che le contengono;

si evidenzia che successivamente con l'articolo 5 del citato decreto ministeriale 3 ottobre 2001, come modificato dal decreto ministeriale 20 dicembre 2005, è stato sancito che entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del suddetto decreto ministeriale, e quindi entro il 18 gennaio 2007, gli HCFC contenuti nei sistemi di protezione antincendio e negli estintori destinati ad usi diversi da quelli cosiddetti critici (usi per applicazioni particolari) avrebbero dovuto essere recuperati e avviati al riciclo, alla rigenerazione o alla distruzione nei centri di raccolta;

ma ad oggi bisogna constatare che nonostante il preciso obbligo di smantellamento sancito, sono state segnalate a livello nazionale alcune criticità nella raccolta degli HCFC antincendio che avrebbe dovuto essere stata completata ormai più di 5 anni fa;

in particolare si evidenzia che i dati sulla raccolta degli HCFC ad oggi disponibili mostrerebbero che solo una quota minoritaria degli HCFC ancora circolanti è stata effettivamente avviata al recupero. Infatti, a fronte di uno stock stimato in quasi 1.500 tonnellate, alla data odierna la raccolta si attesterebbe attorno al solo 25-30 per cento. La parte rimanente dello stock è probabilmente ancora detenuta dai possessori d'impianti antincendio;

è del tutto evidente che la principale causa della mancata applicazione del decreto ministeriale 20 dicembre 2005 potrebbe essere riconducibile all'assenza di un chiaro quadro sanzionatorio per chi possiede ancora impianti di protezione antincendio contenente HCFC per usi differenti da quelli critici previsti nell'allegato VII del regolamento (CE) n. 1005/2009,

si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo non ritenga utile e urgente riferire sulla reale situazione della raccolta delle sostanze e sullo stato dell'iter delle azioni intraprese ai fini della completa attuazione delle disposizioni legislative sulla materia, prevedendo anche l'introduzione di sanzioni specifiche.

(4-07113)