• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/15406 [Sulle bonifiche delle aree contaminate]



COMMERCIO, LO MONTE, LOMBARDO e OLIVERI. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:
la legge 9 dicembre 1998, n. 426, recante «Nuovi interventi in campo ambientale» prevede l'adozione di un programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati, che individui gli interventi di interesse nazionale, gli interventi prioritari, i soggetti beneficiari, i criteri di finanziamento dei singoli interventi e le modalità di trasferimento delle relative risorse;
il programma nazionale di bonifica è stato approvato con decreto del Ministero dell'ambiente 18 settembre 2001, n. 468, a seguito di un lungo iter procedimentale che ha visto numerosi incontri con le regioni e gli enti locali al fine di acquisire elementi conoscitivi dei siti già qualificati di interesse nazionale e per definire 23 nuovi siti di interesse nazionale;
la legislazione italiana riconosce quali siti d'interesse nazionale (SIN) quelle aree in cui l'inquinamento di suolo, sottosuolo, acque superficiali e sotterranee è talmente esteso e grave da costituire un serio pericolo per la salute pubblica e per l'ambiente naturale;
i siti di interesse nazionale sono in generale aree in cui l'attività industriale è ancora attiva, zone industriali dismesse, porti, ex miniere, cave, discariche non conformi alla legislazione, discariche abusive. La gravità della contaminazione in queste zone, con rilevanti impatti ambientali, sanitari e socio-economici, ha fatto sì che venissero stanziati di fondi ad hoc per la loro messa in sicurezza e bonifica;
i 57 siti di interesse nazionale presenti sul territorio nazionale, di cui ben 4 presenti nella sola Sicilia sono stati individuati nel tempo con il susseguirsi dei seguenti atti normativi:
a) legge n. 426 del 1998 siti di Gela e Priolo;
b) legge n. 388 del 2000;
c) decreto ministeriale n. 468 del 2001 sito di Biancavilla;
d) legge n. 179 del 2002;
e) legge n. 266 del 2005 sito di Milazzo;
f) decreto legislativo n. 152 del 2006;
g) decreto ministeriale 11 aprile 2008;
h) decreto ministeriale 25 maggio 2008;
i) ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3716 del 2008;
con il decreto ministeriale n. 471 del 1999 si sono fissate le procedure per l'effettuazione delle bonifiche; ma a distanza di tredici anni i risultati sono deludenti. Lo scenario sembra essere quello ricorrente per la legislazione ambientale italiana. La bonifica delle aree inquinate è regolata da una normativa complessa che ha provocato numerosi contenziosi penali e amministrativi, molti dei quali tuttora in corso;
il fattore più preoccupante è comunque il progressivo esaurimento dei fondi statali a disposizione a seguito dei continui tagli di bilancio, testimonianza secondo gli interroganti della mancanza di volontà politica nel perseguire gli originari obiettivi di tutela ambientale e sanitaria;
si rinviene infatti un quadro desolante degli stanziamenti complessivi per il 2011 del Ministero dell'ambiente e della

tutela del territorio e del mare. Con riferimento agli ultimi provvedimenti legislativi di natura finanziaria per il 2011, lo stanziamento complessivo di competenza iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per il 2011 ammonta a 513,9 milioni di euro, rispetto al dato assestato si registra, quindi, una diminuzione di ben 232,7 milioni di euro (con una riduzione pari al 31,2 per cento). La missione a cui sono assegnate la gran parte delle risorse a disposizione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare è la missione 18 (391,2 milioni per sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente) che, però, registra una diminuzione di 212,9 milioni di euro (pari al 35,2 per cento). In particolare, la dotazione di competenza del programma 18.12 (Tutela e conservazione del territorio e delle risorse idriche, trattamento e smaltimento rifiuti, bonifiche) risulta pari a 164,3 milioni di euro, con una riduzione di 81,1 milioni di euro (pari al 33 per cento);
in tal senso l'anno scorso, la Camera dei deputati ha discusso ben otto differenti mozioni, tra cui quella del Movimento per le autonomie, concernenti le bonifiche dei siti di interesse nazionale;
la mozione finale, approvata l'8 marzo 2011 si è limitata a un generico invito al Governo a proseguire nell'opera di coordinamento dei vari enti coinvolti, «evitando, nei limiti del possibile, l'imposizione di scelte tecniche e interventi precostituiti, ma sviluppando gli stessi in relazione alla peculiarità ambientale del sito, tenendo altresì conto della loro sostenibilità». Il Parlamento raccomanda anche che i proventi delle eventuali transazioni economiche tra inquinatori e Governo vengano messi a disposizione dei territori bonificati -:
se al fine di dare un effettivo impulso alla realizzazione delle bonifiche e alla riqualificazione economica delle aree contaminate intenda provvedere quanto prima al coordinamento della legislazione vigente in materia dando nel contempo certezza dei tempi per la conclusione dei procedimenti di bonifica rivedendo la dotazione di competenza del programma 18.12 a disposizione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;
se intenda valutare l'opportunità di costituire un tavolo permanente fra Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e Ministero dello sviluppo economico, per assicurare la riqualificazione economica dei siti industriali contaminati la cui valorizzazione risulta strategica sia per la tutela dell'ambiente che per l'economia nazionale.
(4-15406)