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Atto a cui si riferisce:
C.4/15354 [Criticità del sistema delle discariche]



COSENZA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:
in Italia il sistema delle discariche ha sempre funzionato in modo assai precario a causa dell'assenza di un piano organico di norme e modelli di pianificazione che consentisse la localizzazione dei siti in aree lontane dai centri abitati e nelle quali non venissero messe a rischio la tutela dell'ambiente, la salute dei cittadini e le possibilità di sviluppo in settori strategici come il turismo;
i frutti di questa situazione sono in particolare due: da un lato le crisi nella gestione dei rifiuti che hanno colpito drammaticamente la Campania e, a tratti e in modo assai meno grave, altre regioni italiane come la Sicilia, il Lazio e la Puglia; dall'altro lato l'emergere di un profondo malcontento, anche a causa di un altro grave problema rimasto senza soluzione (l'assenza di sistemi efficienti di compensazioni per i territori che subiscono il disagio della presenza di discariche), tra le popolazioni interessate dalla presenza delle discariche;
in tale difficile contesto va ad inserirsi la recente decisione della Commissione europea di avviare, in assenza di nuove e incisive misure, una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per la presenza, sull'intero territorio nazionale, di 102 discariche, di cui tre di rifiuti pericolosi, non conformi alla direttiva dell'Unione europea del 1999. L'ampio numero di regioni interessate (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna e Umbria) dimostra come questo grave problema colpisca in modo trasversale tutto il Paese, a nord come nel centro-sud;
l'Italia, in particolare, è finita nel mirino per non essersi conformata all'articolo 14 di quella direttiva, secondo cui gli Stati membri avrebbero preso delle misure per assicurare che discariche non conformi con la direttiva europea avrebbero dovuto cessare le attività entro il luglio del 2009;
le deficienze finora riscontrate in molte parti d'Italia e i nuovi scenari aperti dall'azione della Commissione europea dimostrano chiaramente come ormai la situazione del sistema delle discariche nel nostro Paese sia complessivamente insostenibile e come quindi sia ormai improcrastinabile l'esigenza di varare misure organiche che ci facciano uscire dal perenne stato di emergenza;
significativo è quanto sta avvenendo nel territorio flegreo, dove la ventilata

apertura di una discarica a Quarto, in una cava localizzata in località Castagnaro, sta portando grande preoccupazione per le sue potenziali ricadute di tipo ambientale e sanitario poiché i Campi Flegrei sono un'area densamente popolata e tra le più importanti a livello europeo per concentrazione di beni archeologici e per bellezza dei paesaggi -:
quali urgenti iniziative di competenza anche normative, alla luce del quadro di sofferenza ormai cronica di cui soffre il sistema delle discariche di rifiuti in Italia descritto in premessa e della procedura d'infrazione da parte della Commissione europea, intenda assumere il Governo al fine di varare un piano nazionale di misure organiche che consentano:
a) di identificare criteri utili alla localizzazione, senza rischi per la salute e per l'ambiente, delle aree da adibire a sedi di discariche;
b) di dare avvio a un efficacie ed equo sistema di compensazioni per i territori penalizzati;
c) di provvedere alla chiusura delle discariche dichiarate fuori norma dalla Commissione europea e alla messa in sicurezza dei rispettivi territori;
d) di garantire reali meccanismi di tutela ambientale e paesaggistica per territori di particolar pregio e importanza (che è anche di carattere economico grazie alle attività turistiche) come per esempio i Campi Flegrei.
(4-15354)