• Testo mozione

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.1/00936 [Escludere le società finanziarie dei gruppi industriali dalle aste della Banca centrale europea]



La Camera,
premesso che:
l'8 dicembre 2011, la Banca centrale europea ha lanciato due rifinanziamenti straordinari in favore delle banche, della durata di 36 mesi, allo scopo di garantire l'accesso alle liquidità a favore degli istituti di credito;
le due aste di rifinanziamento si sono tenute rispettivamente il 21 dicembre

2011, con scadenza il 29 gennaio 2015, e il 29 febbraio 2012, con scadenza il 26 febbraio 2015, assegnando fondi a tasso dell'1 per cento con regole vantaggiose;
nella prima asta, la Banca centrale europea ha erogato, in totale, 489,19 miliardi di euro a favore delle banche, di cui ben 116 miliardi di euro in favore degli istituti di credito italiani, mentre nell'asta di febbraio 2012 sono stati assegnati 529,53 miliardi di euro, di cui oltre 100 miliardi di euro in favore delle banche italiane che ne hanno fatto richiesta, seguendo le indicazioni del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi e delle banche centrali nazionali ad approfittare di tale opportunità per evitare il credit crunch in atto e riparare i bilanci e i mercati, abbreviando i tempi della ripresa;
nella seconda asta sono stati assegnati 529,53 miliardi di euro con un notevole incremento rispetto alla prima dovuto al fatto che, oltre alla partecipazione di banche medio piccole, vi è stata per la prima volta la partecipazione di soggetti non propriamente bancari;
infatti, da notizie assunte dagli organi di stampa del settore, alcune grosse aziende, per il tramite delle società finanziarie controllate e provviste di adeguate licenze bancarie, hanno partecipato, con profitto, alle suddette aste e non, come da loro ammissione, per un bisogno di liquidità ma solo ed esclusivamente per i tassi vantaggiosi praticati dalla Banca centrale europea;
pur trattandosi di operazioni regolari, in quanto hanno ottenuto prestiti istituzioni finanziarie che rispondono ai requisiti previsti dalle normative vigenti, in questo delicato momento economico, con una crisi ancora in atto in tutto il vecchio continente, appare discutibile, anche dal punto di vista etico, un loro coinvolgimento;
lo scopo delle aste, come detto dallo stesso presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, va nella direzione di immettere liquidità in modo da poter far fronte alle richieste di credito delle aziende e delle famiglie, cosa che, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo, non è garantita da tali istituzioni finanziarie, che, invero, utilizzano la liquidità a unico beneficio delle aziende stesse, le quali ottengono finanziamenti per potenziare non solo nuovo credito al consumo verso nuovi clienti a tassi certamente più alti dell'1 per cento che paga alla Banca centrale europea, ma anche operazioni di ristrutturazione, potenziamento, fusione o partnership;
quanto sopra illustrato non può che portare ad una reale alterazione dell'azione promossa dalla Banca centrale europea sottraendo fondi che dovrebbero essere destinati allo sviluppo delle imprese ed al sostegno alle famiglie;
inoltre, nonostante la Banca centrale europea abbia prestato svariati miliardi di euro agli istituti di credito italiani, allo stato attuale non c'è nessuna apertura alle imprese ed ai privati, disattendendo le indicazioni proprie dello stesso istituto centrale europeo;
è plausibile, quindi, uno scenario da vero credit crunch, che lo stesso presidente della Banca centrale europea Draghi vuol evitare, con un doppio shock sia sulla quantità di credito erogata sia sui tassi praticati. Nella simulazione del Cer, che è basata su un'ipotesi di flessione complessiva nel 2012 del 5 per cento e di un'ulteriore riduzione di un punto e mezzo nel 2013, l'andamento degli impieghi esprime una dinamica violenta: ad aprile 2012 andrà per la prima volta sotto zero, a luglio 2012 precipiterà a -5 per cento, a ottobre 2012 a -9 per cento, fino a sprofondare, a dicembre 2012, a -11 per cento,


impegna il Governo:


ad attivarsi presso le competenti sedi europee affinché le società finanziarie dei gruppi industriali vengano escluse da tali aste della Banca centrale europea, al fine

di evitare un'alterazione della concorrenza a danno di altri operatori, soprattutto italiani;
ad adottare ogni iniziativa di competenza affinché tra i requisiti per la partecipazione alle aste della Banca centrale europea figuri l'impegno da parte degli istituti di credito a fornire un reale sostegno alle imprese e alle famiglie italiane in questo delicato momento di congiuntura negativa, in particolare incentivando le banche a concedere mutui, con un tasso di particolare favore, per le giovani coppie ed evitando che al Sud si impongano tassi di gran lunga superiori rispetto al resto del Paese, mettendo in ginocchio un'economia già in difficoltà.
(1-00936)
«Iannaccone, Belcastro, Porfidia, Brugger».