• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06394 [Mancata liquidazione da parte di Equitalia dei crediti Iva spettanti alle aziende venete del settore lattiero caseario]



RUBINATO, DE POLI, FOGLIARDI, GAVA, SBROLLINI, MURER e DAL MORO. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
Latteria di Soligo, Latterie Vicentine e La Centrale del Latte sono tra le maggiori

aziende del comparto lattiero-caseario veneto: la latteria di Soligo di Treviso, azienda fondata nel 1883 con lusinghieri successi nell'ambito della ricerca e della qualità, con oltre 250 soci distribuiti nelle province del Veneto e del Friuli Venezia Giulia e 200 persone tra dipendenti e distributori, lavora quotidianamente, nei 4 stabilimenti specializzati nella lavorazione di diversi prodotti, circa 2.000 quintali di latte per un fatturato complessivo di oltre 60 milioni di euro; la società cooperativa Latterie Vicentine, che raggruppa 400 aziende agricole socie e 120 dipendenti e produce il 40 per cento del formaggio Asiago fresco, raccoglie in media 3.000 quintali di latte al giorno, quasi interamente provenienti dal territorio vicentino, sviluppando un fatturato di circa 80 milioni di euro; la Centrale del Latte di Vicenza, nata nel 1929 per volontà del comune di Vicenza e poi acquisita nel 2002 dalla Centrale del Latte di Torino & C., lavora nello stabilimento produttivo di Vicenza Est circa 23 milioni di litri di latte al giorno per un fatturato complessivo di 28 milioni di euro, occupando 69 dipendenti;
le aziende del settore caseario acquistano il latte crudo in stalla con un'aliquota Iva al 10 per cento mentre rivendono i prodotti lattiero-caseari con un'aliquota Iva al 4 per cento vantando così da sempre un credito fiscale nei confronti dello Stato, che può essere compensato nel limite di 516.000 euro l'anno; a tal fine le aziende presentano trimestralmente apposita richiesta di rimborso all'Agenzia delle entrate che, fino a qualche tempo fa, veniva saldata in un periodo di circa sei mesi dall'inoltro della stessa, mentre attualmente, a fronte della richiesta di rimborso effettuata per il 3o trimestre 2010, sono stati superati i 15 mesi di attesa;
per effetto di tale ritardo, al 4o trimestre 2011, il credito Iva accumulato da tali aziende ammonta ad oltre 14 milioni di euro, di cui 8.303.741 di euro spettanti alle Latterie Vicentine, 5,443.717 di euro alla Latteria di Soligo e 914.598 di euro alla Centrale del Latte di Vicenza;
a causa del grave ritardo le aziende hanno rappresentato le loro proteste all'Agenzia delle entrate, sollecitando anche l'intervento del prefetto, per cui nel giro di qualche mese l'Agenzia delle entrate ha certificato i rimborsi ed emesso i relativi mandati di pagamento;
appare singolare tuttavia che, ciò nonostante, Equitalia, sulla base di asseriti problemi di liquidità, non abbia ancora provveduto al relativo pagamento, mentre in altre province, quali ad esempio Mantova e Belluno, si è già provveduto alla liquidazione degli analoghi rimborsi Iva;
il gravissimo ritardo sta seriamente compromettendo la situazione economico-finanziaria delle aziende lattiero-casearie del territorio, mettendo a rischio il pagamento degli stipendi dei dipendenti e dell'acconto del prezzo alle aziende agricole associate -:
quali siano le ragioni della mancata liquidazione da parte di Equitalia dei crediti Iva spettanti alle aziende venete sopra menzionate, a fronte di richieste di rimborso risalenti ancora al terzo trimestre 2010, mentre in altre province si è già provveduto regolarmente;
quali iniziative urgenti intenda assumere il Ministro interrogato per assicurare che Equitalia provveda senza ulteriore ritardo ad effettuare il pagamento dei dovuti rimborsi Iva alle citate aziende lattiero-casearie di Vicenza e Treviso, nonché per garantire che in futuro non abbia a ripetersi tale grave inadempienza che pregiudica l'equilibrio economico-finanziario delle aziende già messe a dura prova dall'attuale situazione di crisi economica e di carenza di liquidità dovuta alla stretta creditizia;
se non ritenga di assumere un'apposita iniziativa anche in sedenormativa per stabilire un termine certo entro il quale Equitalia provveda al rimborso dei crediti fiscali, così come il contribuente è tenuto al rispetto di un termine perentorio per il versamento dell'Iva, al fine di evitare di mettere in difficoltà le aziende sottraendo

per un tempo troppo lungo e di durata indeterminata la liquidità loro necessaria per pagare stipendi ed aziende fornitrici, assicurando maggiore certezza alla loro pianificazione finanziaria.
(5-06394)