• Testo interrogazione a risposta scritta

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.4/15324 [Portare alla più celere definizione della procedura concorsuale avviata nel mese di agosto 2011 dal Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria ]



CESARIO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze. - per sapere - premesso che:
l'articolo 39, comma 4, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge n. 111 del 2011 ha previsto l'indizione da parte del Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria di procedure selettive per la copertura di 960 posti vacanti presso le commissioni tributarie, riservate a magistrati ordinari, amministrativi, militari e contabili, avvocati e procuratori dello Stato in servizio che non siano già impiegati presso le Commissioni tributarie;
la predetta norma ha fissato altresì al 1o gennaio 2012 il termine per la conclusione della procedura selettiva e per l'immissione in servizio dei nuovi giudici tributari, ciò al dichiarato fine di porre fine alla cronica carenza di giudici tributari, di procedere al programma di abbattimento dell'arretrato accumulato negli anni precedenti e di rendere più celeri le decisioni delle commissioni;
la procedura selettiva di cui al citato articolo 39, comma 4, del decreto-legge n. 98 del 2011 è stata bandita in data 3 agosto 2011, con bando pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale, n. 65 del 16 agosto 2011, con termine di presentazione delle domande fissato al 15 settembre 2011;
l'articolo 4, comma 39, della legge 12 novembre 2011, n. 183, ha altresì previsto che tutti i candidati risultati idonei all'esito del predetto concorso bandito nel mese di agosto 2011 sono comunque nominati componenti delle commissioni tributarie ed immessi in servizio, anche in sovrannumero, nella sede di commissione tributaria scelta per prima da ciascuno di essi;

ad oggi, nonostante il termine del 1o gennaio 2012 fissato dalla legge per l'immissione in servizio dei nuovi giudici tributari, il concorso bandito nel mese di agosto 2011 non risulta concluso;
tale ritardo non appare giustificabile posto che i criteri di selezione, peraltro di applicazione automatica in ragione dei punteggi chiaramente fissati nel bando, sono resi più agevoli dal fatto che il citato 4, comma 39, della legge n. 183 del 2011 ha comunque previsto la nomina a componente delle commissioni tributarie di tutti gli idonei al concorso di che trattasi, il che rende ancora più semplice l'espletamento della selezione e, altresì, molto più limitato il rischio di contenziosi riguardanti la legittimità della procedura;
il ritardo nella definizione della procedura selettiva sta rischiando di vanificare o comunque sta rallentando in modo significativo il perseguimento degli obiettivi fissati dal legislatore con le normative sopra richiamate ovvero di colmare la cronica carenza di giudici tributari, di procedere alla tempestiva esecuzione del programma di abbattimento dell'arretrato accumulato negli anni precedenti e di rendere più celeri le decisioni delle commissioni tributarie;
si è altresì a conoscenza del fatto che, a causa dei ritardi nella conclusione della procedura selettiva, è stata anche interessata l'autorità giudiziaria competente al fine di verificare la sussistenza di eventuali fattispecie di reato nella condotta degli organismi preposti;
solo di recente, si ha notizia dell'avvio della pubblicazione di alcune (ma poche) graduatorie relativamente ad altrettante sedi di commissioni tributarie;
dopo la pubblicazione delle graduatorie, è peraltro necessario svolgere altri adempimenti che potrebbero allungare i tempi di conclusione della procedura e, conseguentemente, di immissione in servizio dei nuovi giudici tributari, tanto che la mancata definizione celere del concorso potrebbe allungare i tempi di effettiva immissione in servizio dei nuovi giudici tributari;
al fine di rafforzare le cause di incompatibilità dei giudici tributari (articolo 39, comma 1, lettera a)), il comma 2 del citato articolo 39 del decreto-legge n. 98 del 2011 ha introdotto criteri più stringenti di incompatibilità con riferimento ai componenti delle commissioni tributarie, introducendo tra l'altro limiti alla permanenza nelle sedi provinciali e regionali delle commissioni confinanti a quelle in cui parenti fino al terzo grado o gli affini in primo grado svolgono anche in modo saltuario attività comunque attinenti alla materia tributaria;
sempre in tema di incompatibilità, il successivo comma 3 ha previsto che i giudici tributari che vertano in una delle situazioni di incompatibilità previste dalla normativa vigente (articolo 8, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo n. 545 del 1992, come modificato dal citato articolo 39, comma 2, del decreto-legge n. 98 del 2011) avrebbero dovuto comunicare la cessazione delle cause di incompatibilità entro il 31 dicembre 2011 al Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria, nonché alla direzione della giustizia tributaria del dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze e in caso di mancata rimozione nel termine predetto delle cause di incompatibilità, tali giudici sarebbero decaduti;
la norma citata demanda al Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria l'accertamento della corretta applicazione delle disposizioni in materia di incompatibilità -:
quali iniziative si intendano assumere per portare alla più celere definizione della procedura concorsuale avviata nel mese di agosto 2011 dal Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria e dare finalmente attuazione alle finalità ed agli obiettivi fissati dalle leggi dello Stato;
quante dichiarazioni riguardanti le cause di incompatibilità siano state presentate

dai giudici tributari interessati, ai sensi dell'articolo 39, comma 3, del decreto-legge n. 98 del 2011;
quante dichiarazioni di intervenuta rimozione delle cause di incompatibilità siano pervenute entro il 31 dicembre 2011 da parte di giudici delle Commissioni tributarie;
quante riunioni del Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria siano state convocate per esaminare le predette dichiarazioni di incompatibilità e quali esiti abbiano prodotto;
quante declaratorie di decadenza da giudice di commissione tributaria siano state pronunciate a causa di incompatibilità non rimosse entro il 31 dicembre 2011;
quale attività di accertamento sulla corretta applicazione delle disposizioni in materia di incompatibilità dei giudici tributari sia stata fino ad ora svolta dall'organo di autogoverno;
quali attività di accertamento sulla corretta applicazione delle disposizioni in materia di incompatibilità dei giudici tributari sia in corso di svolgimento da parte del Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria.
(4-15324)