• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06384 [Attribuzione degli incarichi dirigenziali nelle Agenzie Fiscali]



SCHIRRU, GNECCHI e DAMIANO. - Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione. - Per sapere - premesso che:
con l'interrogazione n. 4-08282 del 30 luglio 2010 è stato già sottoposto all'attenzione del Governo il tema del conferimento degli incarichi dirigenziali presso le Agenzie fiscali, e in particolare presso l'Agenzia delle entrate, rilevando che, con sempre maggiore frequenza, l'assegnazione dei predetti incarichi avvenga

in modo non conforme ai princìpi costituzionali di uguaglianza innanzi alla legge, buon andamento, imparzialità ed accesso all'impiego nella pubblica amministrazione mediante concorso;
è palese che un tale reiterato comportamento produce non solo situazioni di dubbia legittimità ma anche un pericoloso disordine nella gestione del personale, in quanto mortifica le aspettative di tutti coloro che sono da anni idonei alla dirigenza ed eleva, a quest'ultimo rango, professionalità spesso finanche prive del diploma di laurea o in possesso di una limitatissima anzianità di servizio o non risultate idonee a precedenti procedure concorsuali per la dirigenza stessa, ovvero completamente estranee alla pubblica amministrazione, senza che questa sia priva, al suo interno, delle corrispondenti capacità;
con la precedente interrogazione era stato auspicato che, in attesa dell'indizione di nuovi concorsi, fosse riconosciuta la qualifica dirigenziale a coloro che erano risultati idonei nelle procedure concorsuali già espletate e le cui graduatorie erano, al momento, ancora valide ed efficaci, al fine non soltanto di dare il giusto riconoscimento alla professionalità di migliaia di pubblici impiegati, acquisita dopo molti anni di impegno lavorativo ed il superamento di una o più prove concorsuali, ma anche di realizzare, nel rispetto dei principi di economicità, efficacia ed efficienza dell'azione pubblica, un evidente risparmio di spesa; allo stesso tempo, con queste modalità si rilevava che si sarebbe potuto contrastare il fenomeno, purtroppo largamente diffuso dell'assegnazione disordinata di incarichi dirigenziali in favore di funzionari non dirigenti e/o professionalità esterne alla pubblica amministrazione;
recentemente con l'articolo 8, comma 24, del decreto-legge n. 16 del 2012 si è dato luogo a una vera e propria «sanatoria» concernente gli incarichi dei funzionari-dirigenti a contratto dell'Agenzia delle entrate. Sul punto va segnalato che, nel corso del 2011, il Tar del Lazio ha sancito l'illegittimità del conferimento di oltre 700 incarichi dirigenziali a funzionari interni, senza concorso, per coprire più dei due terzi della dotazione organica. La questione pende ancora davanti al Consiglio di Stato;
da anni nelle Agenzie fiscali, in particolare nell'Agenzia delle entrate, vige un sistema di attribuzione degli incarichi dirigenziali che non garantisce, a giudizio dell'interrogante, l'imparzialità e la trasparenza -:
se il Governo ritenga opportuno assumere iniziative, anche normative, per il superamento delle criticità di cui in premessa riguardanti gli incarichi dirigenziali delle agenzie fiscali e, in particolare, dell'Agenzia delle entrate, assicurando che sia garantito il rispetto dei princìpi di accesso tramite concorso, di buon andamento e di efficienza delle pubbliche amministrazioni e che siano immessi in ruolo solo funzionari e dirigenti che abbiano i requisiti di legge per l'esercizio della funzione.
(5-06384)