• Testo interpellanza

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01407 [Sui lavoratori della Fiat di Pomigliano d'Arco ]



I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per sapere - premesso che:
gli ultimi episodi di negoziazioni contrattuali, conclusesi con adesioni parziali e l'esclusione di importanti organizzazioni sindacali, sollecitano un'attenzione particolare da parte di tutte le istituzioni al fine di assicurare il recupero di proficue e ordinate relazioni industriali e di scongiurare un contenzioso giudiziario circa l'efficacia delle clausole contrattuali;
l'auspicata ripresa del già debole sistema economico italiano e la stessa credibilità delle parti sociali non hanno bisogno di reciproca delegittimazione e di incertezza giuridica, mentre alcune iniziative assunte da importanti realtà aziendali rischiano di alimentare contrapposizioni e un peggioramento delle relazioni sindacali;
sulla base di informazioni ottenute in seguito ad incontri con lavoratori della Fiat di Pomigliano d'Arco (Napoli) e da notizie diffuse dagli organi di comunicazione, sembrerebbe che nessuno dei nuovi assunti presso il suddetto stabilimento per la produzione della nuova Fiat Panda sia iscritto alla CGIL, mentre, al momento del referendum sull'accordo aziendale di Pomigliano, risultavano iscritti alla FIOM CGIL circa 650 lavoratori;
attualmente la Fiat a Pomigliano utilizza la cassa integrazione straordinaria per cessazione attività per circa 4.500 lavoratori; l'avvio della produzione della nuova Panda per ora ha permesso il rientro nello stabilimento di Pomigliano di un limitato numero di addetti, e a tutt'oggi non si sa con certezza quale sarà la quota effettiva di lavoratori non riassorbita dalla nuova società;
queste scelte finiscono per incidere pesantemente sulla condizione materiale dei tanti lavoratori coinvolti, come ad esempio denunciato dalla signora Carmen Abbazia nel corso della trasmissione televisiva «Piazzapulita», in cui si evidenziava il dramma umano di chi vede compromessa la propria condizione lavorativa, economica e familiare in ragione delle propria appartenenza sindacale;
è di questi giorni la sentenza del tribunale di Potenza che ha sanzionato per comportamento antisindacale l'operato della dirigenza Fiat nei confronti di alcuni lavoratori iscritti alla Cgil e ha decretato il loro reintegro -:
quale sia l'orientamento del Governo in merito alle vicende sommariamente esposte in premessa;

se non ritenga di fornire ogni utile elemento in merito ai fatti evidenziati e alle iniziative che intende intraprendere, anche al fine di scongiurare il protrarsi di un clima controproducente di relazioni industriali nonché il non auspicabile proliferare del contenzioso giudiziario.
(2-01407)
«Boccia, Bocci, Boffa, Bonavitacola, Calvisi, Capodicasa, Cenni, Dal Moro, Damiano, De Pasquale, Esposito, Fadda, Fiano, Genovese, Giacomelli, Ginefra, Ginoble, Giovanelli, Graziano, Iannuzzi, Letta, Lovelli, Marchioni, Misiani, Oliverio, Piccolo, Picierno, Portas, Antonino Russo, Sanga, Trappolino».