• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/15299 [Sull'arresto spettacolare dell'imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone]



BARANI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il 5 marzo 2012 si è assistiti ad un arresto alquanto spettacolare dell'imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone, che suo malgrado è stato destinatario della

consegna di un'ordinanza di custodia cautelare davanti alle telecamere e sulle scale del comune di Imperia;
un'azione, quella posta dagli inquirenti, ad avviso dell'interrogante, molto spregiudicata, visto che l'inchiesta sul Porto d'Imperia, avviata nel lontano ottobre 2010, era già nota da mesi nella città capoluogo;
preoccupa l'esposizione mediatica delle persone arrestate nel momento in cui vengono prelevate dall'abitazione e dagli uffici o come nel caso di Bellavista Caltagirone sulle scale del comune e condotte davanti all'autorità giudiziaria, in manette, nonché il frequente ricorso all'estrema misura della custodia cautelare in carcere, anche laddove le esigenze cautelari seppur sussistenti, potrebbero essere tutelate con misure più graduate e meno afflittive;
tali misure all'interrogante appaiono assunte dai magistrati come strumento di fatto coercitivo, per far ammettere dei fatti, e non appena la persona ristretta in carcere assume una linea difensiva remissiva e collaborativa, non solo in merito alle dirette contestazioni mosse nei suoi confronti, ma anche magari in relazione a fatti ancora in fase di accertamento, tale misura cautelare viene rimossa;
l'imprenditore romano di 73 anni a capo del gruppo edile Acqua Marcia indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato per 500 mila euro nell'ambito di una inchiesta nata nell'ottobre 2010 sugli appalti per la costruzione del nuovo porto turistico di Imperia ha subito un linciaggio mediatico dovuto proprio ad una apparente fuga di notizie, che sembrerebbe riconducibile alla procura;
il giudice per le indagini preliminari Ottavio Colamartino ha disposto per Bellavista Caltagirone anche il divieto di colloquio per cinque giorni con chiunque, compresi gli avvocati; lo stesso provvedimento è stato adottato nei confronti del geometra Carlo Conti, ex direttore generale della Porto Imperia spa, accusato anche lui di truffa ai danni dello Stato;
i provvedimenti appaiono all'interrogante di dubbia rispondenza ai requisiti di legge in ordine alla sussistenza delle esigenze cautelari, tenuto conto che uno degli arrestati ha superato i 70 anni d'età;
le misure cautelari previste dal codice di procedura penale, qualunque esse siano, finanche le più gravi, possano soltanto prevedere limiti alla libertà personale, ma in nessun caso possono colpire la dignità del detenuto; ciò nonostante, agli imputati è stato vietato il colloquio anche con i propri avvocati -:
se non intenda il Ministro avviare un'ispezione presso la procura e l'ufficio del giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Imperia, al fine di verificare se non vi siano responsabilità in capo ai magistrati e agli inquirenti che hanno chiesto e poi disposto la misura cautelare in carcere nei confronti di Francesco Bellavista Caltagirone, in modo così plateale e se non vi sia stata una divulgazione di notizie preventive alla stampa, al fine di spettacolarizzare mediaticamente il fatto giudiziario.
(4-15299)