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Atto a cui si riferisce:
C.5/06366 [Predisposizione di una campagna preventiva contro l'obesità ed i suoi rischi]



PEDOTO, LIVIA TURCO, BOSSA, D'INCECCO, LENZI e SBROLLINI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
sovrappeso e obesità sono definiti dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) come condizioni di anormale o eccessivo accumulo di grasso corporeo che presenti un rischio per la salute;
secondo l'Organizzazione mondiale della sanità l'obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo, infatti sempre secondo i dati forniti dalla stessa Organizzazione globalmente nel 2008 1,5 miliardi di adulti (età maggiore di 20 anni) erano in sovrappeso. Di questi, 200 milioni di uomini e circa 300 milioni di donne erano obesi;
nel nostro Paese, sempre secondo l'Organizzazione mondiale della sanità gli obesi sarebbero circa 5 milioni; si tratta di un problema che, oltre ad avere un risvolto sanitario, l'obesità è causa di molte malattie cardiovascolari, metaboliche e scheletriche ha anche risvolti sociali; infatti, le persone obese sono spesso vittime di discriminazioni da parte dei media e dell'opinione pubblica;
in questo scenario desta particolare preoccupazione il crescente fenomeno dell'obesità infantile. Il rischio relativo per un bambino obeso di diventare un adulto obeso aumenta con l'età ed è direttamente proporzionale alla gravità dell'eccesso ponderale. Fra i bambini obesi in età prescolare, una percentuale dal 26 al 41 per cento sarà obesa da adulto, e fra i bambini in età scolare tale percentuale sale al 69 per cento. Nell'insieme, il rischio per i bambini obesi di divenirlo da adulti varia tra 2 e 6,5 volte rispetto ai bambini non obesi;
in Italia, l'ultima indagine del Ministero della salute, risalente ormai al lontano 2002, indica che all'età di 9 anni in città di Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Campania, Puglia e Calabria il 23,9 per cento dei bambini è in sovrappeso ed il 13,6 per cento è obeso, con netta prevalenza di una maggiore obesità nelle regioni del Sud (16 per cento a Napoli) rispetto al Nord (6,9 per cento a Lodi);
sicuramente il miglior trattamento contro l'obesità resta comunque la prevenzione anche se, sebbene tutti gli esperti concordino sull'importanza di questo approccio, c'è poca ricerca in questo settore e pochi studi che comparino l'efficienza delle diverse strategie d'intervento -:
alla luce dei fatti sopra esposti quali iniziative urgenti il Ministro intenda assumere affinché anche in Italia, come sta avvenendo negli altri Paesi europei, sia predisposta una campagna preventiva contro l'obesità ed i suoi rischi ed, in particolare, contro l'obesità infantile;
se il Governo non ritenga opportuno, vista ormai la vastità del fenomeno e la sua incidenza sull'intera popolazione, emettere proprie linee guida di riferimento per il trattamento e la prevenzione dell'obesità e del sovrappeso negli adulti e nei bambini.
(5-06366)