• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02707 [Garantire una revoca della trattenuta dell'0,8 per cento sugli stipendi di docenti e dirigenti scolastici iscritti all'Enam]



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02707 presentata da LEANA PIGNEDOLI
mercoledì 7 marzo 2012, seduta n.686

PIGNEDOLI, SOLIANI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

l'Enam (Ente nazionale assistenza magistrale) è nato dalla fusione dell'Istituto nazionale orfani dei maestri con l'Istituto nazionale di assistenza magistrale ed è stato istituito con decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 21 ottobre 1947, n. 1346, ratificato dalla legge 21 marzo 1953, n. 190, modificato dalla legge 7 marzo 1957, n. 93, e riordinato dalla legge 20 marzo 1975, n. 70;

l'Enam era un ente pubblico non economico, con personalità giuridica di diritto pubblico, posto sotto la vigilanza del Ministero dell'istruzione, università e ricerca;

l'Enam prestava assistenza al personale ispettivo, direttivo e docente della scuola elementare e materna, sia in attività di servizio che in pensione, nonché ai loro familiari;

il suo regolamento prevedeva le seguenti prestazioni assistenziali: climatico-termali, sanitarie, scolastiche, culturali, cassa mutua di piccolo credito, per gli anziani, straordinaria, previdenziale;

l'ente era autofinanziato esclusivamente dagli insegnanti della scuola primaria e dell'infanzia, nonché dai dirigenti scolastici ex direttori didattici, attraverso la trattenuta obbligatoria dello 0,80 per cento sullo stipendio;

in ossequio al principio della libertà di scelta del dipendente il pagamento di questo contributo avrebbe dovuto essere facoltativo e non obbligatorio;

secondo i dati forniti dall'Enam, i contribuenti erano circa 300.000, tra docenti e dirigenti scolastici, mentre erano 1.300.000 i beneficiari dell'azione di assistenza;

l'85 per cento delle entrate serviva a coprire prestazioni socio-sanitarie (circa 20 milioni di euro nel 2009), interventi per eventi eccezionali come il sisma in Abruzzo (3 milioni di euro) e a sostegno di casi di particolare indigenza e di soggetti non autosufficienti nonché borse di studio agli orfani degli iscritti;

sussidiarietà e solidarietà, valori fondativi dell'Enam, sono da sempre apprezzati da sociologi, politici, istituzioni, tanto che si è affermata la prassi che, quando una categoria di cittadini riesce a operare in solidarietà da sé, autofinanziandosi, per iniziative di carattere sociale, culturale, e di altro tipo, tali scelte devono essere apprezzate e sostenute;

il Consiglio di Stato, con parere n. 681 del 22 febbraio 2010, ha sostenuto che l'attività assistenziale è posta in essere attraverso misure dirette e indirette di erogazione delle prestazioni e può affermarsi che all'Enam è affidato, ormai da anni e nei limiti imposti dalla legge, il ruolo di attore all'interno del sistema sociale in quanto l'ente integra, con le proprie attività, l'efficacia dello stesso al fine di mettere in campo misure idonee a sostenere e supportare fasce di cittadini che potrebbero essere non sufficientemente sorrette dal sistema pubblico, anche alla luce della tendenza della contrazione della spesa pubblica;

considerato che:

con decreto-legge del 31 maggio 2011, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 30 luglio 2010, n. 122, l'ente è stato soppresso con il trasferimento delle funzioni all'Inpdap, che succede in tutti i rapporti attivi e passivi, accorpando un ente con finalità esclusivamente assistenziali ad un istituto con finalità prevalentemente previdenziali. È stato inoltre previsto che, con un successivo decreto di natura non regolamentare, da emanare entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge, verranno trasferite anche tutte le risorse strumentali, umane finanziarie dell'ente soppresso;

l'articolo 21, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge del 22 dicembre 2011, n. 214, ha disposto la soppressione, con decorrenza dal 1° gennaio 2012, dell'Inpdap, con l'attribuzione delle relative funzioni all'INPS, il quale succede in tutti i rapporti attivi e passivi dell'ente soppresso;

dall'accorpamento dell'Enam all'Inpdap, ed oggi dell'Inpdap all'Inps, consegue il trasferimento a quest'ultimo anche dell'ingente patrimonio immobiliare di case e centri estivi e climatico-termali (con la presenza media annuale di 10.000 persone) costruiti dall'Enam in oltre 60 anni di risparmi e investimenti, un patrimonio che, come ha stimato nel 2009 l'Agenzia del territorio, ha un valore totale di oltre 107 milioni di euro;

rilevato che:

la soppressione dell'Enam, che tra le altre ragioni non gravava sul bilancio dello Stato, essendo finanziato dal contributo del personale a cui sono destinate le prestazioni di natura assistenziale e mutualistica, pare che sia avvenuta senza un confronto di merito e preventivo con le parti sociali;

nonostante la soppressione dei due enti (Enam e Inpdap), per i maestri e gli ex direttori didattici continua a vigere - senza ragioni d'essere - la trattenuta obbligatoria dello 0,8 per cento sullo stipendio;

il contributo, infatti, è destinato dalla legge istitutiva dell'Enam al finanziamento delle prestazioni di natura assistenziale e mutualistica rese dall'Enam medesimo;

il passaggio delle funzioni dell'Enam all'Inpdap prima e all'Inps poi ha reso più che mai incomprensibile ed inaccettabile l'obbligatorietà della trattenuta che ha come unica finalità quella dell'erogazione di servizi di tipo assistenziale,

si chiede di sapere:

se e come i Ministri in indirizzo intendano procedere al fine di assumere le opportune iniziative di carattere normativo, in grado di garantire una revoca della trattenuta dell'0,8 per cento sugli stipendi di docenti e dirigenti scolastici iscritti all'Enam (che si configurerebbe, in questo momento, come una sottrazione di risorse, indebita ed illegittima), ed assicurare che la contribuzione in favore dell'Inpdap prima e dell'Inps poi, per la parte che prima era versata all'Enam, abbia carattere volontario;

se siano stati valutati gli effetti applicativi della soppressione, considerato che l'accorpamento all'Inpdap prima e all'Inps poi può determinare una carenza delle prestazioni assistenziali prima assicurate dall'Enam;

se non reputino urgente ed indispensabile avviare un ampio e condiviso confronto che preveda il coinvolgimento di tutti gli assistiti-contribuenti per valutare l'utilizzo delle risorse economiche e del patrimonio ex Enam.

(3-02707)