• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02704 [Sul progetto di ridimensionamento dei tribunali]



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02704 presentata da EMANUELA BAIO
martedì 6 marzo 2012, seduta n.685

BAIO, THALER AUSSERHOFER, PETERLINI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

il decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, recante "Norme in materia di istituzione del giudico unico di primo grado", all'articolo 15 istituisce le sezioni distaccate di tribunale come dalle tabelle A e B dell'articolo 16 dello stesso, tra cui le sedi distaccate di Cassano d'Adda (competente per 21 comuni), di Legnano (competente per 17 comuni) e di Rho (competente per 13 comuni);

all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2011, il Presidente del Consiglio dell'ordine degli avvocati di Milano, avvocato Paolo Giuggioli, nella sua relazione indicava come problema principale rispetto alle pendenze processuali la mancanza di organico che, a livello nazionale, rappresenta oltre il 12 per cento del ruolo della magistratura ordinaria e che a Milano costituisce fonte di inefficienza del sistema giudiziario: in base ai dati pubblicati dal Consiglio superiore della magistratura i posti dell'organico non coperti sono prossimi al 19 per cento;

nella relazione sull'attività svolta nel periodo 1° luglio 2009 - 30 giugno 2010, il presidente del tribunale di Milano, dottoressa Livia Pomodoro, diceva che i dati statistici (l'ultimo dato disponibile è quello al 2008) di livello provinciale mostrano che Milano, paragonata alle altre maggiori aree metropolitane, presenta il più alto numero di delitti denunciati in Italia a livello provinciale, oltre 280.000. L'intenso traffico veicolare determina inoltre il maggior numero in Italia di omicidi colposi derivanti da incidenti stradali (103 nel 2008), ma anche di furti di auto in sosta (31.492), più che in tutto il Lazio e la Campania complessivamente considerati. Milano inoltre è al secondo posto in Italia per numero di rapine (5.508) e per reati connessi alla normativa sugli stupefacenti (2.567), superata stesso periodo soltanto da Napoli e da Roma. Volumi di rilevante entità riguardano ovviamente anche l'ambito civile, con particolare riferimento alle tematiche connesse alla famiglia ad esempio le cause di separazione e divorzio), sia - in ragione della posizione economica dell'area milanese- al mondo del lavoro e dell'impresa; inoltre evidenziava che in estrema sintesi il tribunale mostra perfomance accettabili per quanto riguarda i procedimenti penali. In quest'ultimo settore, i significativi sforzi per contenere i tempi di definizione del contenzioso, hanno permesso ai giudici di fare fronte alla crescita della domanda derivante da una congiuntura economica di particolare gravità, ma non ancora di ridurre in maniera significativa lo stock arretrato, per affrontare il quale sono necessarie risorse e mezzi non ancora disponibili;

nonostante uno scenario così denso di punti di criticità, il presidente del tribunale di Milano emetteva nel 2011 i provvedimenti di riorganizzazione n. 112/11, n. 125/11 e n. 141/11 con cui prospettava il progressivo trasferimento dei processi civili e cognizione e dei procedimenti penali con rito ordinario monocratico delle sedi staccate di Cassano d'Adda, Legnano e Rho alla sede centrale di Milano;

con ordinanza n. 166 del 20 gennaio 2012, il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia sospendeva e dichiarava inammissibili tali provvedimenti di riorganizzazione ribadendo la specifica competenza del Ministro in indirizzo, che ha il potere di disporre l'istituzione, la soppressione e la modifica della circoscrizione delle sezioni distaccate del tribunale ordinario;

avverso tale ordinanza, il presidente del tribunale di Milano proponeva ricorso immediato al Consiglio di Stato al fine di ottenere l'annullamento della sospensiva, ma il Consiglio di Stato confermava l'ordinanza del TAR della Lombardia condannando l'amministrazione al pagamento delle spese legali;

secondo notizie di stampa ("Il Giorno", 1° febbraio 2012), si apprende che lo smantellamento del tribunale di Cassano d'Adda ha avuto inizio in quanto 180 fascicoli del civile sarebbero già stati trasferiti presso la sede di Milano;

considerato che:

il numero complessivo dei procedimenti civili e penali pendenti presso le tre sezioni distaccate è di oltre 6.000 all'anno;

il tribunale di Milano appare inidoneo, anche per ragioni logistiche, ad assorbire tutto questo contenzioso in quanto costringerebbe sia i cittadini sia le aziende ad attendere i tempi lunghi dettati dalla presenza di un unico tribunale nel capoluogo di provincia;

la scelta di centralizzare dovrebbe rispondere ad un effettivo criterio di efficienza nel rispetto del rapporto costi-benefici,

si chiede di sapere:

se i fatti di cui in premessa corrispondano al vero e se il progetto di ridimensionamento dei tribunali sia realmente supportato dalla previsione di adeguate strutture in grado di garantire un'efficiente ed efficace amministrazione della giustizia e se non si ponga invece in contrasto con le esigenze di decongestionamento del carico di lavoro del tribunale di Milano e di decentramento dei servizi dal capoluogo;

quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine evitare che la definitiva chiusura delle citate sezioni distaccate possa comportare disservizi e lungaggini processuali a carico di tutti i contribuenti.

(3-02704)