• Testo interpellanza

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01390 [Avviare i cantieri per la banda larga ]



I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dello sviluppo economico, per sapere - premesso che:
l'Italtel, ex controllata dallo Stato, è una delle ultime realtà italiane nella produzione di apparati per le telecomunicazioni, è protagonista delle storiche centrali a commutazione, ha contribuito in maniera significativa all'infrastruttura della rete Telecom Italia, ed è considerata da sempre leader delle aziende italiane che operano nel campo delle telecomunicazioni;
Italtel ha tra i propri clienti circa 40 dei maggiori operatori di service provider ed è presente in 25 Paesi nel mondo. Il 67 per cento ricavi è dato dalla vendita di servizi di system integration;
tra i soci azionisti vi sono Telecom con il 19,4 per cento e Cisco con il 18,4 per cento oltre ai fondi Clayton Dublier & Rice con il 48,8 per cento, Advent International con l'8,7 per cento e Brera Capital con i dirigenti, con circa il 3 per cento ciascuno;
nella risposta all'interpellanza n. 2-00579 del 21 gennaio 2010 il sottosegretario pro tempore Giuseppe Pizza dichiarava che era stato insediato, nel mese di aprile 2009, presso il Ministero dello sviluppo economico un tavolo di confronto con l'azienda e le parti sociali; in quella sede fu illustrato un piano industriale che, pur prevedendo circa 400 esuberi, sembrava in grado di garantire stabilità all'azienda, attraverso una diversificazione

delle aree di business e con l'obiettivo di inserirsi nel campo della consulenza tecnologica di altissimo livello;
in data 30 giugno il Viceministro allo sviluppo economico pro tempore, Paolo Romani, rispondendo in Commissione all'interrogazione n. 5-02912, indicava i punti per il rilancio del settore telecomunicazioni tra cui: finanziamenti sottoforma di contratti di programma per attività industriali; sostegno alla ricerca; incoraggiamento di opportune aggregazioni industriale; attuazione del piano nazionale banda larga; salvaguardia dei posti di lavoro per le società ITALTEL, SIRTI e SIELTE;
dal 2009 si sono dimessi dall'azienda 637 persone;
a novembre 2011 l'azienda dichiara che i nuovi esuberi sono 500 (200 per il 2011 e 300 per 2012), un terzo della forza lavoro;
la situazione di crisi del mercato incide notevolmente nella ripresa dell'Italtel;
tali previsioni sono confermate anche dall'ultimo rapporto dell'Assinform, dove si evidenzia nei settori dell'information technology e delle telecomunicazioni, già dal primo semestre 2011, un calo per quanto riguarda apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili pari al 2,7 per cento maggiore rispetto all'anno precedente (2,3 per cento)
da notizie apparse sulla stampa risultano ipotesi di riassetto azionario, con la cessione della quota da parte di Telecom Italia, e due soluzioni alternative: la prima prevede un interessamento di Huawey ed Ericsson ad acquisire solo i segmenti di Italtel, la seconda prevederebbe l'ingresso di ZTE come nuovo azionista di Italtel -:
quali iniziative urgenti di competenza si intendano intraprendere affinché si dia avvio, in tempi rapidi, ai cantieri per la banda larga che potrebbero sbloccare molte situazioni di difficoltà, inclusa Italtel, perseguendo anche gli obiettivi della neonata cabina di regia per l'Agenda digitale italiana;
quali risorse si intendano impegnare affinché venga rilanciato il settore delle telecomunicazioni, strategico per lo sviluppo e la crescita dell'intero Paese.
(2-01390)
«Peluffo, Gentiloni Silveri, De Biasi, Quartiani, Duilio, Vico, Scarpetti, Rosato, Froner, Farinone, Zucchi, Zunino, Pizzetti, Nannicini, Baretta, Causi, Marantelli, Lulli, Federico Testa, Marco Carra, Soro, Velo, Zaccaria, Veltroni, Martella, Verini, Pedoto, Mosca, Bordo, Naccarato, Cuperlo, Pollastrini».