• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/15171 [Sull'utilizzo da parte di Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza dei dati contenuti negli elenchi clienti e fornitori]



BERSANI, VENTURA, MISIANI, SERENI, BARETTA, DUILIO, NANNICINI, MARCHI, CAUSI, FLUVI e ALBINI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
con l'articolo 37, comma 8, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, in attesa dell'introduzione della normativa sulla fatturazione informatica, fu previsto l'obbligo di presentazione telematica degli elenchi annuali dei clienti verso i quali era stata emessa fattura e dei fornitori titolari di partita IVA;
tale obbligo è stato operante per gli anni 2006 e 2007, essendo stato eliminato con l'articolo 33, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112;
con l'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, è stato previsto l'obbligo di comunicare telematicamente all'Agenzia delle entrate tutte le singole operazioni rilevanti ai fini dell'IVA di importo non inferiore a tremila euro (tremila e seicento euro quando non ricorre l'obbligo di emissione della fattura), soglia questa tale da escludere dalla comunicazione gran parte delle operazioni commerciali che avvengono annualmente nel nostro Paese;
peraltro, per l'anno 2010 tale obbligo è stato in gran parte disapplicato dall'Agenzia delle entrate, che ha fissato la soglia a venticinquemila euro ed ha escluso dalla comunicazione le operazioni non soggette all'obbligo di fatturazione;
come segnalato da più parti, l'obbligo previsto dal citato articolo 21 del decreto-legge n. 78 del 2010 crea notevoli difficoltà

di adempimento agli operatori economici, sembra essere scarsamente efficace per il contrasto dell'evasione, favorendo in molti casi accordi per aggirare la disposizione, e rischia addirittura di scoraggiare i consumi finali interni di importo superiore alla soglia stabilita per la comunicazione dell'operazione -:
quale utilizzazione sia stata fatta da parte dell'Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza dei dati contenuti negli elenchi clienti e fornitori pervenuti per gli anni 2006 e 2007, se siano stati fatti incroci per individuare le evasioni fiscali e quali risultati siano stati eventualmente conseguiti;
quale effetto sugli imponibili dichiarati e sui tributi spontaneamente versati abbia prodotto la presentazione degli elenchi clienti e fornitori negli anni 2006 e 2007, anche in rapporto all'andamento dell'evasione negli anni precedenti e successivi;
quale rilevanza abbia la comunicazione dei dati relativi ai rapporti con i clienti e fornitori ai fini della corretta applicazione degli studi di settore, considerato che, dopo l'eliminazione dell'obbligo degli elenchi, l'effetto degli studi sembra essersi notevolmente indebolito anche a causa della facile occultabilità di una parte degli acquisti di beni e servizi;
quali altre forme di incrocio delle informazioni rilevanti ai fini fiscali siano attualmente adottate dall'Amministrazione finanziaria, oltre a quella che riguarda i redditi soggetti a ritenuta d'acconto, e quali risultati tali incroci abbiano prodotto in termini di emersione spontanea degli imponibili e di recupero dell'evasione;
se gli incroci effettuati sulla base dell'elenco clienti e fornitori abbiano fornito risultati unitari di ammontare più elevato degli altri incroci;
per quali motivi il Governo non abbia assunto iniziative volte a prevedere la reintroduzione dell'elenco.
(4-15171)