• Testo Audizione

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Atto a cui si riferisce:
Audizione di esperti nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul percorso nascita e sulla situazione dei punti nascita con riguardo all'individuazione di criticità specifiche circa la tutela della salute della donna e del feto e sulle modalità di esercizio dell'autodeterminazione della donna nella scelta tra parto cesareo o naturale. "NASCERE SICURI"



Legislatura 16º - 12ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 316 del 01/03/2012


 

Seguito dell'indagine conoscitiva sul percorso nascita e sulla situazione dei punti nascita con riguardo all'individuazione di criticità specifiche circa la tutela della salute della donna e del feto e sulle modalità di esercizio dell'autodeterminazione della donna nella scelta tra parto cesareo o naturale. "NASCERE SICURI": audizione di esperti.       

 

 

            Riprende l'indagine conoscitiva sospesa il 28 febbraio scorso, con il seguito dell'audizione della dottoressa Kustermann, avviata nella seduta del 25 gennaio 2012.

 

      Il PRESIDENTE avverte che le senatrici Bassoli e Bianconi hanno trasmesso alcuni quesiti alla dottoressa Kustermann, alla quale cede la parola.

 

            La dottoressa KUSTERMANN, rispondendo ai quesiti rivolti dalla senatrice Bassoli, fa presente che su 6.500 parti effettuati presso l'ospedale Maggiore di Milano in oltre 1.200 le donne seguono i corsi di preparazione al parto, con percentuali, però assai basse, per quanto riguarda le donne straniere. Tali corsi sono per lo più di carattere pubblico, mentre una quota minoritaria è costituita da corsi privati gestiti dalle ostetriche. A suo avviso, una delle debolezze dei corsi preparto è legata al fatto che essi sono frequentati dalla trentesima settimana di gestazione, mentre la letteratura scientifica dimostra che la loro utilità è tanto più evidente se avessero inizio a partire dal quarto mese di gravidanza. A tale riguardo si potrebbe prospettare l'inserimento di tali corsi nei livelli essenziali di assistenza, in modo che fossero anticipati al quarto mese. Rileva poi che le donne straniere incontrano maggiori difficoltà di accesso ai corsi, in primo luogo per problemi linguistici: pertanto, potrebbe essere opportuno promuovere corsi specifici con la presenza di mediatori culturali.

            Dopo aver precisato che progetti a sostegno della genitorialità sono per lo più attivati presso strutture private accreditate, fornisce alcuni elementi informativi sulla depressione post-partum che colpisce circa il 15 per cento delle madri; tale problematica viene affrontata da uno psichiatra e uno psicologo in ambulatori appositi. Sottolinea come i corsi di preparazione al parto dovrebbero essere maggiormente individualizzati per fronteggiare la depressione post-partum che almeno in una prima fase, potrebbe essere gestita nei consultori che, a differenza della struttura ospedaliera, garantiscono maggiore continuità assistenziale, soprattutto nella individuazione dei fattori di rischio.

            Per quanto concerne la parto analgesia, essa è praticata in modo capillare presso l'ospedale Maggiore di Milano, anche grazie alla presenza di anestesisti che si dedicano in maniera prevalente a tale intervento, attraverso una copertura anche notturna. Osserva poi come i dati riguardanti la mortalità prenatale e perinatale risultano già molto bassi, anche per effetto di ingenti investimenti promossi dalla regione Lombardia. In merito poi alle richieste provenienti da donne straniere, la maggioranza delle stesse gradisce forme di parto non costretto in una medesima posizione, mentre le donne cinesi tendono a privilegiare l'automedicazione.

            Rispondendo poi ai quesiti avanzati dalla senatrice Bianconi, precisa che il gruppo di lavoro dell'ostetricia nella regione Lombardia è in via di attivazione. Fornisce poi alcuni ragguagli sulle modalità con cui è organizzato il trasporto tra ospedali nei casi di gestanti con meno di trenta settimane: il sistema di trasporto si avvale di ambulanze attrezzate che sono in grado di fornire assistenza in caso di parti prematuri.

            Infine, per quanto attiene alla situazione delle donne che hanno subito in precedenza parti cesarei, rileva che in generale il travaglio da parto risulta essere maggiormente rischioso per tali categorie di persone; in ogni caso, si forniscono consigli su come affrontare il parto per via vaginale, sebbene la maggioranza di queste donne richieda autonomamente di sottoporsi al parto cesareo, sempre più inteso come modalità normale di partorire.

 

            Il PRESIDENTE, dopo aver ringraziato la dottoressa Kustermann per la puntuale risposta alle domande formulate, dichiara chiusa l'audizione.

 

            Il seguito dell'indagine conoscitiva è quindi rinviato.

 

            La seduta termina alle ore 9.