• Testo interpellanza

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.2/01388 [Fronteggiare l'emergenza della nuova carestia in Sahel e la crisi alimentare nel Corno d'Africa]



I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che:
il 15 febbraio 2012 a Roma, nella sede del Programma alimentare mondiale,

tutte le agenzie Onu hanno lanciato un nuovo «allarme fame» per milioni di persone, a causa dell'affacciarsi di un'altra drammatica carestia, dopo quella che ha colpito il Como d'Africa;
questa volta l'area colpita dalla carestia è quella del Sahel, una vasta area di territorio nell'Africa occidentale che include parti di numerosi Paesi, come Mauritania, Mali, Niger, Ciad, Burkina Faso, Camerun, Senegal, Gambia e Nigeria del nord. Per la terza volta in dieci anni la siccità sta colpendo la regione del Sahel, con circa 10 milioni di persone a rischio, e proprio in un momento in cui molte famiglie tentano di ricostruire le proprie vite dopo l'ultima crisi alimentare nel 2010;
in tutta la fascia a sud del deserto del Sahara si rilevano emergenze alimentari straordinarie dovute all'effetto combinato delle scarse piogge, dell'alto prezzo del cibo, dell'instabilità politica di alcune zone e del calo di produzione di cereali di oltre il 50 per cento rispetto allo scorso anno;
a preoccupare è anche l'intrecciarsi della carestia con l'instabilità di questa vastissima area del continente, potenzialmente esplosiva; rilevano in tal senso l'insicurezza nel Mali per le recenti ribellioni delle popolazioni tuareg a Nord del Paese e le violenze crescenti nel nord della Nigeria che hanno provocato interruzioni nei flussi commerciali con aumenti sui prezzi dei generi alimentari nelle aree di confine con il Niger;
i livelli di insicurezza alimentare in Africa occidentale stanno progressivamente aumentando: gli agricoltori nella regione hanno visto i loro raccolti diminuire del 14 per cento in Burkina Faso e del 46 per cento in Mauritania; secondo il Governo del Niger, oltre 5,5 milioni di persone nel Paese corrono il rischio di soffrire la fame; in Ciad, sei delle undici regioni che si estendono sul Sahel, registrano livelli critici di malnutrizione, mentre nelle altre cinque regioni i livelli sono considerati molto seri;
secondo Olivier De Schutter, relatore speciale dell'Onu per il diritto al cibo, nell'immediato futuro il Sahel diventerà enormemente dipendente dall'importazione di cibo, costretto ad acquistarlo a prezzi esorbitanti sui mercati internazionali;
dall'inizio di febbraio del 2012 almeno 22mila persone si sono spostate dalle loro terre alla ricerca di assistenza aggiungendosi alle popolazioni già costrette a sfollare per i numerosi conflitti dell'area, aggravatisi nel 2011 con la guerra in Libia;
si calcola che a partire dal mese di marzo 2012 milioni di persone saranno in pericolo di grave malnutrizione e di morte per fame, e a rischio sono soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione, bambini, donne in gravidanza e in allattamento;
l'allarme sulla nuova emergenza umanitaria è stato lanciato anche dall'Unicef e da due organizzazioni non governative che operano nei Paesi coinvolti, ossia dall'italiana Intersos e dalla francese Action contre la faim (Acf); anche l'Organizzazione dell'Onu per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) e il Programma alimentare mondiale (World food program - WFP) stanno mettendo in campo le proprie risorse per evitare che la crisi possa peggiorare ma è necessario che anche gli altri attori internazionali facciano la loro parte intervenendo rapidamente e con efficacia;
all'inizio di febbraio l'ONU ha dichiarato che la fase critica della carestia nel Corno d'Africa si è conclusa; tuttavia le popolazioni della regione africana dipendono quasi completamente dagli aiuti delle organizzazioni umanitarie ed è ancora lontano il tetto dei 750 milioni di dollari di cui l'ONU ha bisogno per fare fronte all'emergenza. Sembra dunque non bastare l'ulteriore sforzo compiuto dall'Unione

europea che il 20 gennaio 2012 ha raddoppiato gli aiuti per la regione, passando da 45 milioni di euro nel 2011 a 105 milioni per quest'anno;
preoccupa l'insufficienza e la mancata implementazione di politiche a lungo termine in grado di affrontare le cause della povertà e delle crisi alimentari ricorrenti, nonostante i numerosi impegni annunciati dalla comunità internazionale in questi ultimi anni in tema di sicurezza alimentare; sono rimasti pressoché disattesi gli obiettivi della Dichiarazione di Maputo sull'agricoltura e la sicurezza alimentare era cui nel 2003 i Governi africani si erano impegnati a destinare all'agricoltura almeno il 10 per cento dei bilanci nazionali ai Paesi come la Somalia non si è raggiunto neanche l'1 per cento -:
quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare per fronteggiare l'emergenza della nuova carestia in Sahel e la crisi alimentare nel Corno d'Africa, anche in ragione di un ruolo storico svolto dall'Italia e dalle numerose associazioni di volontariato presenti nel nostro Paese, da anni impegnate in progetti di cooperazione in favore delle aree geografiche più povere del continente africano;
se il Governo non ritenga di dover intraprendere misure concrete per sostenere le azioni delle Agenzie Onu, in particolare della Fao e del World food Program, per scongiurare gli effetti di una crisi umanitaria di proporzioni drammatiche e dalle conseguenze incalcolabili.
(2-01388)
«Pistelli, Touadi, Tempestini, Melandri, Veltroni, Narducci, Maran, Barbi, Mogherini Rebesani, Sarubbi, Colombo, Corsini, Fedi, Mecacci, Porta, Albonetti, Castagnetti, Farinone, Losacco, Lucà, Luongo, Pompili, Beltrandi, Gianni Farina, Garofani, La Forgia, Laganà Fortugno, Recchia, Rosato, Rugghia, Migliavacca».