• Testo risoluzione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00801 [Garantire il diritto alla moblità dei cittadini siciliani e calabresi]



La IX Commissione,
premesso che:
la società Ferrovie dello Stato ha messo in atto una riorganizzazione del servizio universale del trasporto ferroviario a media e lunga percorrenza da e per il Mezzogiorno ed, in particolare, per la Sicilia e la Calabria;
la razionalizzazione del servizio offerto si è, nei fatti, tradotta in un drastico e, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo, illogico ridimensionamento del suddetto servizio universale ed ha generato un grave vulnus alla continuità territoriale di aree collocate nel Sud del Paese con il territorio nazionale e lesioni al diritto alla mobilità dei cittadini;
con l'entrata in vigore della nuova offerta ferroviaria 2011-2012 di Trenitalia, il 12 dicembre 2011, infatti, sono stati soppressi tutti i treni notturni da e per la Sicilia e precisamente le tre coppie di collegamenti giornalieri notturni che circolavano sulle relazioni Palermo-Torino/Milano/Venezia, con sezioni da/per Siracusa, e viceversa oggi si attestano a Roma con interscambio con i servizi alta velocità per le citate destinazioni;
i disagi che registra l'utenza sono rilevanti sia in termini economici, poiché i prezzi dei biglietti per la percorrenza delle suddette tratte sono lievitati, sia per l'oggettiva difficoltà e scomodità di effettuare in piena notte trasbordi da un treno all'altro, sicché i fruitori del servizio ferroviario di lunga percorrenza, di fatto snaturato, sono costretti a optare per altre modalità di trasporto o, nel caso dei clienti più anziani, a subire evidenti lesioni al diritto alla mobilità;
la società Ferrovie dello Stato anziché puntare al miglioramento della qualità dell'offerta, che, fino a qualche mese fa, era unicamente di treni lenti, anche a causa delle spesso inutili fermate programmate, composti di carrozze vecchie e malridotte, ha optato per la soppressione tout court del servizio;
è, invece, necessario che l'operatore ferroviario operi una totale inversione di tendenza, puntando ad intercettare le caratteristiche dell'attuale domanda di treni a lunga percorrenza tra il nord ed il sud del Paese e ad accrescerla, rilanciando, con adeguate forme di pubblicità, un nuovo servizio moderno ed efficiente per recuperare credito nei confronti di quell'utenza che, in questi ultimi anni, non ha fatto altro che scoraggiare;
tale azione, affiancata dagli indispensabili ed urgenti investimenti per l'ammodernamento della rete, finora iniquamente concentrati solo sulle tratte servite dall'alta velocità, che verranno sostenuti anche a livello europeo nell'ambito del nuovo corridoio 5 Helsinki-La Valletta, consentirebbe di aumentare anche nel

Mezzogiorno la redditività e la competitività del settore ferroviario rispetto a quello aereo, in linea con gli obiettivi europei;
le decisioni aziendali assunte fino a questo momento si sono concretizzate, invece, in una miope opera di lento e progressivo smantellamento dell'esistente, comportando ciò, altresì, una grave crisi occupazionale, come quella degli 85 dipendenti di Messina della Servirail (ex-Wagon Lits), in mobilitazione permanente da mesi, che FS sta tentando di risolvere unicamente con rimedi tampone, non avendo come obiettivo il rilancio del servizio ferroviario nel Mezzogiorno che avrebbe evidentemente ricadute positive anche sotto il profilo dell'impiego del personale oggi senza lavoro;
l'Assemblea della Camera, mediante l'approvazione, a larga maggioranza, della mozione n. 1-00704 del 17 gennaio 2012, ha chiesto ed ottenuto precisi impegni da parte del Governo ad intervenire in modo risolutivo e tempestivo al fine di assicurare servizi di mobilità uniformi in tutto il territorio nazionale e per ripristinare il servizio universale del trasporto ferroviario in Sicilia, agendo, in particolare, sulle discutibili scelte di management aziendale relative alla soppressione servizio di treni notturni e sollecitando la celere risoluzione della problematica occupazionale del personale operante nella regione Sicilia;
ancora il 25 gennaio 2012, il Governo ha comunicato ufficialmente di avere ottenuto, a seguito di contatti con l'operatore ferroviario, il ripristino di un treno a lunga percorrenza notturno con destinazione Milano e/o Torino;
a seguito di tale annuncio, è mancata la formalizzazione dei dettagli operativi di tale soluzione, sulla quale aprire un confronto;
in netto contrasto con gli impegni assunti dal Governo allo scopo di perseguire la garanzia effettiva del diritto alla mobilità, quale strumento di coesione sociale, dei cittadini siciliani di fronte allo svantaggio dell'insularità, nonché la finalità dello sviluppo economico e sociale delle regioni del Mezzogiorno, Ferrovie dello Stato nel corso dell'ultimo incontro svoltosi a Palermo lo scorso 9 febbraio avrebbe manifestato unicamente la disponibilità a rivedere l'offerta di media e lunga percorrenza considerando il ripristino di un treno notturno a fronte, però, del taglio di un treno diurno;
per il raggiungimento delle suddette finalità dell'azione pubblica, l'unica soluzione praticabile è quella dell'immediata riattivazione di un treno notte;
tale convoglio dovrebbe essere composto di quattordici carrozze - alcune delle quali provenienti da Siracusa altre da Palermo, riunite a Messina - con l'aggiunta in Calabria, dopo il traghettamento, di altre due carrozze, con attestazione a Bologna, dove verrebbe diviso in tre parti per raggiungere, come in passato, le destinazioni finali di Torino, Milano e Venezia,


impegna il Governo


a sollecitare, in qualità di azionista unico dei gruppo Ferrovie dello Stato e di decisore strategico, al fine di assicurare la corretta gestione del servizio universale passeggeri, la continuità territoriale ed il diritto alla mobilità dei cittadini siciliani e calabresi e il ripristino immediato di un convoglio ferroviario notturno che garantisca il collegamento di lunga percorrenza dalla Sicilia alle destinazioni finali di Torino, Milano e Venezia.
(7-00801)
«Garofalo, Germanà, Torrisi, Minardo, Catanoso, Gibiino, Vincenzo Antonio Fontana, Antonio Martino, Marinello, Dima, Giammanco, Misuraca, Pagano, Antonino Foti».