• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06309 [Arrivo di macachi dalla Cina destinati alla vivisezione]



CECCACCI RUBINO. - Al Ministro della salute, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:
il 21 febbraio 2012 sono arrivati nel nostro Paese, dalla Cina, 104 esemplari della specie macaca fascicularis e macaca mulatta originari della Cina, delle Seychelles e delle Isole Mauritius. L'autorizzazione all'importazione è stata rilasciata dal Ministero della salute il 31 gennaio 2012 e permette l'ingresso di 900 primati in lotti di massimo 156 soggetti;
questi animali sono stati importati su richiesta della multinazionale americana Harlan, che si occupa principalmente di allevamento, custodia e vendita a laboratori, ospedali, università e aziende farmaceutiche, di animali destinati alla vivisezione. Questa società inoltre si occupa anche direttamente di vivisezione, svolgendo ricerche per conto terzi, di «stallo» e smaltimento delle vittime della vivisezione, e della creazione di animali geneticamente modificati sempre per utilizzi per fini scientifici;
nel 2006, nella sede della Harlan di Corrazzana, in provincia di Modena, un blitz di attivisti antivivisezione è riuscito a documentare la detenzione degli animali, tutti trovati in condizioni igienico sanitari non a norma di legge, con migliaia di roditori costretti a vivere in pile di gabbie

di plexiglas e decine di macachi costretti a vivere tra sangue e feci. Inoltre, sono state trovate carcasse di vari animali, con i corpi sezionati, conservati nei frigoriferi del laboratorio;
il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 116, che dà attuazione alla direttiva n. 86/609/CEE in materia di protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici, prevede specifiche regole riguardo alla stabulazione degli animali da laboratorio tali da non pregiudicare il naturale comportamento etologico dell'animale, e, a giudizio dell'interrogante, è semplicemente impossibile che lo stabile della Harlan sia dotato di spazi adeguati alla corretta detenzione di 900 scimmie. Per tale ragione le associazioni animaliste ed importanti esponenti politici nazionali e regionali si sono immediatamente attivati, con gli organi politici e giudiziari competenti, affinché si verificasse la regolarità delle procedure di ingresso, nel senso che esse siano state tali da aver assicurato il benessere degli animali in tutte le fasi di trasporto e sistemazione e l'idoneità dei locali degli stabilimenti dell'Harlan per la loro detenzione;
in base a questa immediata mobilitazione il Ministero della salute si è attivato per accertare il rispetto delle procedure di ingresso nel nostro Paese delle scimmie, in merito però alla sola correttezza sulle condizioni di viaggio e al loro trattamento; teli verifiche non hanno portato alla rilevazione di alcuna irregolarità rispetto alle normative vigenti. La nota del Ministero che ricostruisce la vicenda riferisce che: «All'arrivo gli animali sono stati sottoposti alle visite previste dalla normativa e sono stati trovati in buono stato di salute, senza presenza di segni di stress dovuti al viaggio. Il 22 febbraio i veterinari del Posto di Ispezione Frontaliera di Fiumicino (Roma) ha effettuato ulteriori accertamenti, data la sensibilità dell'importazione». Sempre la nota del Ministero riferisce che, in data 27 febbraio 2012, i carabinieri del Nas hanno effettuato ispezioni negli stabilimenti della società Harlan Laboratories di San Pietro al Natisone (Udine) e di Bresso (Milano), dove si effettua allevamento e utilizzazione di topi e ratti, «e non sembrerebbero essere emerse irregolarità». Analoga ispezione è stata effettuata nello stabilimento di Correzzana (Monza-Brianza), fornitore di primati non umani, «nel quale risultano rispettate tutte le raccomandazioni ministeriali collegate all'autorizzazione relativamente all'introduzione di nuovi animali e alla gestione di quelli presenti, per quanto riguarda le condizioni di vita igienico-sanitarie, che risultano conformi alle disposizioni vigenti»;
la nota del Ministero non soddisfa l'interrogante perché, in merito a questa vicenda, non sono chiari molti punti relativi all'iter autorizzatorio che ha consentito l'importazione di questi animali nel nostro Paese. Per fare luce sui suoi aspetti più controversi, si è costituito un fronte animalista formato dalle più importanti associazioni animaliste come l'Ente nazionale protezione animali (Enpa), la Lega anti vivisezione (Lav), la Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente (Leidaa), la Lega nazionale per la difesa del cane (Lndc), l'Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), secondo le quali l'importazione dei 900 macachi destinati alla sperimentazione, da parte dell'allevamento Harlan, «rappresenta un episodio senza precedenti, che indigna l'Italia intera» e in relazione al quale non sono ancora chiari molti aspetti procedurali; per tale ragione hanno chiesto, ai Ministri interrogati di poter accedere a tutta documentazione necessaria per capire: quanti degli animali importati saranno utilizzati in Italia e da quali stabilimenti utilizzatori e per quali fini; quanti degli animali importati saranno utilizzati in altri Paesi e da quali stabilimenti utilizzatori e per quali fini; quanti e quali animali importati sono stati utilizzati dalla Harlan e dagli altri stabilimenti utilizzatori di questi animali, negli ultimi sei anni, per quali fini e con quali risultati; se il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare è stato consultato dal Ministero della salute e, in caso affermativo, per quali aspetti e con quali atti;

quanti e quali altri carichi di animali per fini sperimentali sono stati autorizzati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con quali fini e con quali destinatari. Inoltre, si chiede copia dei registri di carico e scarico dello stabilimento sopra indicato;
è forte lo sdegno sociale verso la pratica della vivisezione, non più tollerata dalla maggioranza dell'opinione pubblica; inoltre in Parlamento è in via di recepimento la direttiva europea 2010/63/UE, sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, del 22 settembre 2010, che vieterebbe gli allevamenti di animali per fini di vivisezione e limiterebbe l'utilizzo dei primati non umani importati -:
quali iniziative i Ministri interrogati intendano promuovere, in primis, per adottare misure cautelari per il carico di macachi in arrivo presso l'aeroporto di Fiumicino-Roma, visti l'alto numero di animali coinvolti e l'obbligo di sistemazione e trasporto che devono essere tali da assicurare il benessere degli animali ai sensi del regolamento (CE) n. 1/2005 e della raccomandazione della Commissione europea del 18 giugno 2007 concernente a linee guida per la sistemazione e la tutela degli animali impiegati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici (2007/526/CE) e, in secundis, per facilitare l'accesso, delle suddette associazione animaliste, alla documentazione necessaria a verificare la correttezza dell'iter autorizzatorio.
(5-06309)