• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06305 [Sanzioni contro l'Iran per il suo controverso piano nucleare]



NIRENSTEIN, ADORNATO, BONIVER, CORSINI e VERNETTI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
nella seduta del 23 gennaio 2012 il Consigliere dell'Unione europea ha deciso di imporre sanzioni contro l'Iran per il suo controverso piano nucleare. Le sanzioni diventeranno effettive gradualmente: la proibizione per i prodotti petrolchimici scatterà dal 1° maggio, mentre per i contratti petroliferi firmati prima del 23 gennaio 2012, le sanzioni avranno decorrenza dal 1° luglio 2012;
le disposizioni dell'Unione europea, simili a quelle statunitensi, hanno l'obbiettivo di congelare i beni della Banca centrale iraniana e di proibire gli acquisti di

prodotti petrolchimici o derivanti dal petrolio, le vendite di tecnologie e macchinari utilizzati nei settori petrolchimico, del petrolio e del gas naturale. Oltre a ciò, le suddette disposizioni puntano a sanzionare anche i servizi finanziari necessari per assicurare il trasporto di questi prodotti (come linee di credito e le coperture assicurative di navi ed altri mezzi di trasporto), e a bloccare i nuovi investimenti esteri, il commercio e il brokering di oro, di materiali preziosi e di diamanti;
secondo i dati forniti dall'Energy information administration (EIA), l'Iran vende all'Europa il 22 per cento del totale delle sue esportazioni che ammontano a 2 milioni e 583mila barili di greggio al giorno. Teheran esporta complessivamente verso l'Unione europea circa 700mila barili di greggio al giorno, 180mila dei quali diretti verso l'Italia;
l'indisponibilità fino ad ora dimostrata dalle autorità iraniane a concordare una soluzione in materia di energia nucleare, secondo quanto prescritto dal trattato di non proliferazione del quale Teheran è firmataria, sta mettendo in seria discussione le relazioni tra l'Unione europea e l'Iran;
il 15 febbraio 2012 il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha annunciato l'inaugurazione di 3000 nuove centrifughe per l'arricchimento dell'uranio al 20 per cento, che vanno ad aggiungersi alle 6000 già attive; questa attività si svolge nell'impianto sotterraneo di Fordo, la cui esistenza è stata rivelata dalle autorità iraniane solamente nel settembre 2009, dopo essere stata tenuta segreta di fronte agli osservatori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) ai quali nel mese di gennaio 2012 è stato impedito di accedere alla base militare di Parchin, a sud-est di Teheran, dove si crede l'Iran stia portando avanti la fase di sperimentazione di armi nucleari;
la condotta della Repubblica islamica iraniana nei confronti della comunità internazionale ha indotto gli ispettori dell'agenzia Onu a intraprendere una seconda missione nei giorni 20 e 21 febbraio 2012, appena tre settimane dopo l'ultima ispezione avvenuta nel mese di gennaio, al fine di chiarire la natura del programma nucleare iraniano;
l'Italia, ha sostenuto le sanzioni imposte il 23 gennaio 2012 dal Consiglio dell'Unione europea, nonostante le possibili ripercussioni sugli approvvigionamenti energetici del nostro Paese, come già è accaduto ai Governi di Francia e Inghilterra. La scelta compiuta dall'Italia, infatti, è vitale per l'affermazione di una posizione europea unitaria;
tale coesione è necessaria in seno all'intera comunità internazionale per spingere le autorità iraniane a modificare le scelte compiute fino ad oggi, sia sul piano del nucleare che su quello del rispetto dei diritti fondamentali riconosciuti dalle convenzioni di carattere internazionale già firmate e ratificate, come l'inadempienza alla convenzione internazionale sul genocidio del 1948 che vieta esplicitamente ogni forma di «incitamento al genocidio» laddove il Governo iraniano persevera nella reiterata e aggressiva minaccia all'esistenza dello Stato di Israele, attraverso incessanti appelli alla sua distruzione da parte dei massimi dirigenti iraniani responsabili anche della sistematica violazione dei diritti umani, del ricorso alla tortura, della violenta repressione del dissenso, delle carcerazioni preventive, grazie all'esplicito uso politico e strumentale degli apparati di polizia, delle formazioni paramilitari, della magistratura, della giustizia del regime persiano;
in vista delle prossime elezioni parlamentari, previste per il 2 marzo 2012, il regime iraniano ha adottato una serie di misure restrittive della libertà di espressione e di assemblea, compreso l'inasprimento della censura di internet che ha portato all'oscuramento di social network e provider e-mail come Google e Yahoo -:
come l'Italia si prepari a rispettare le scadenze previste dalla programmazione del Consiglio dell'Unione europea per l'entrata in vigore delle sanzioni;

il Governo ritenga che l'Unione europea si presenterà all'appuntamento di giugno 2012 con un atteggiamento unitario e conforme alla decisione del Consiglio e stato previsto un meccanismo di reciproco sostegno agli Stati membri;
quali altre iniziative intenda proporre l'Italia per continuare ad esprimere viva riprovazione per le gravi violazioni dei diritti umani nella Repubblica islamica;
quali iniziative intenda assumere il Governo per far sì che l'Iran sia indotto a una maggiore e intensa collaborazione al fine di risolvere i contenziosi attualmente in essere con il resto della comunità internazionale, con particolare attenzione alla questione del nucleare.
(5-06305)