• Testo risoluzione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00798 [Chiarire che le aree demaniali marittime dei porti non sono assoggettate all'imposta comunale sugli immobili ed all'imposta municipale propria ]



La VI Commissione,
premesso che:
il sistema dei porti nazionale è essenziale supporto allo sviluppo economico e sociale dell'intero Paese, pertanto è indispensabile salvaguardarne l'efficienza, l'economicità e la capacità competitiva, tanto più considerato il contesto concorrenziale in cui opera e la difficile congiuntura;
con la risoluzione n. 3/DF in data 10 agosto 2009, del Ministero dell'economia e delle finanze - dipartimento delle finanze - direzione federalismo fiscale, sono stati forniti chiarimenti interpretativi in ordine alla corretta applicazione dell'imposta comunale sugli immobili - ICI - nelle aree portuali oggetto di concessioni demaniali del seguente tenore: «l'area demaniale è esente da ICI - ai sensi dell'articolo 7, comma 1, lettera h) del decreto legislativo n. 504 del 1992 - qualora faccia parte di un compendio destinato al traffico marittimo e/o ad operazioni strettamente necessarie alle attività portuali e, come tale, vada incorporata in un'unità immobiliare censita al Catasto Edilizio Urbano nella categoria E/1, specificamente individuata nella circolare n. 4/T del 13 aprile 2007 dell'Agenzia del Territorio. Qualora, invece, all'interno dell'area demaniale si realizzino interventi od opere non destinate agli usi suddetti ed aventi caratteristiche tali da far assumere all'area, o a porzione di essa, natura di un'autonoma unità immobiliare ai sensi del decreto ministeriale 2 gennaio 1998, n. 28, si deve procedere alla presentazione delle dichiarazioni in catasto, rappresentando le variazioni intervenute e quindi solo dette unità immobiliari potrebbero essere assoggettate al pagamento dell'ICI nell'eventualità in cui venissero accertate in una categoria diversa da quelle richiamate nel gruppo «E» del quadro di qualificazione catastale;
nonostante le soprarichiamate inequivocabili indicazioni e chiarimenti interpretativi, non tutti gli uffici periferici della competente Agenzia del territorio hanno tenuto in conto le indicazioni medesime, ritenendo che aree demaniali precedentemente censite in categorie diverse dalla E/1 non possono veder modificata la categoria già attribuita per ricondurla alla corretta categoria E/1;
non tenendo conto della risoluzione 3/DF del 10 agosto 2009 del Ministero

dell'economia e delle finanze, diversi uffici territoriali dell'Agenzia del territorio hanno notificato avvisi di accertamenti a carico di concessionari di aree demaniali (banchine, piazzali, parcheggi, aree operative), in ambito portuale, talora anche previa modifica delle categorie catastali del bene in concessione;
ciò ha dato origine a molteplici contenziosi;
l'ingiusta e immotivata pretesa si traduce in un aggravio di costi a carico del concessionario, tale da limitare la capacità competitiva dell'operatore portuale;
i difformi comportamenti dei vari uffici territoriali dell'Agenzia del territorio, generando costi immotivatamente diversi per operatori localizzati in porti distanti tra loro anche pochi chilometri, e talvolta anche per operatori dello stesso porto (ovvero che agiscono in mercati omogenei), di fatto creano disparità palesi e alterano le rispettive capacità concorrenziali,


impegna il Governo:


impartire specifiche direttive sicché tutti gli uffici territoriali dell'Agenzia del territorio adottino comportamenti conformi alla risoluzione n. 3/DF datata 10 agosto 2009 del Ministero dell'economia e delle finanze;
ad assumere iniziative normative per introdurre nell'ordinamento, a fini di certezza, una specifica disposizione, con finalità e contenuto sostanzialmente interpretativo, intesa a chiarire che le aree demaniali marittime dei porti, come delimitate dal piano regolatore portuale, ivi comprese le aree destinate alla produzione industriale, all'attività cantieristica e alle infrastrutture stradali e ferroviarie, in quanto compendi destinati al traffico marittimo e ad attività funzionali alle attività portuali, non sono assoggettate all'imposta comunale sugli immobili ed all'imposta municipale propria di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23.
(7-00798)
«Fluvi, Tullo, Meta, Ginefra, Zunino, Velo».