• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/15058 [Servizi veterinari del Servizio sanitario nazionale]
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Testo della risposta scritta



SCHIRRU, VIOLA e VILLECCO CALIPARI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
i servizi veterinari del Servizio sanitario nazionale rappresentano da sempre un presidio fondamentale nella prevenzione del rischio delle malattie trasmissibili all'uomo dagli animali, direttamente o attraverso il consumo di alimenti di origine animale e per il determinante contributo scientifico e professionale a una più moderna visione del rapporto uomo animale nella nostra società;
tale attività ha permesso al nostro Paese di affrontare con successo le ricorrenti crisi legate ad eventi quali l'influenza aviaria, la BSE, la blue tongue, la west nile disease e così via, e, in anni più lontani, l'afta e altre epidemie che tanto hanno preoccupato l'opinione pubblica. Ma soprattutto ha garantito nel tempo un efficace (e spesso silenzioso) sistema di controllo sull'intera filiera degli alimenti di origine animale a tutela della salute pubblica;
i dipartimenti di prevenzione della maggior parte delle ASL della Sardegna sono strutturati con il livello minimo organizzativo previsto dall'articolo 7-quater del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni e integrazioni, e sono stati previsti i tre servizi medici e i tre servizi veterinari dotati di autonomia, sia tecnico-funzionale, sia organizzativa così come previsto dalla norma;
tali servizi fanno infatti riferimento a specifiche discipline, cui deve accedersi mediante pubblico concorso, previo possesso di specifici e infungibili diplomi di specializzazione post-laurea, fatte salve le equipollenze dei titoli di studio e dei servizi prestati, utili ai fini del solo accesso; il personale dirigente di tali servizi è dunque infungibile al pari delle altre specialità mediche;
arrivano segnali preoccupanti di una volontà di realizzare anche in Sardegna, al pari di quanto proposto in altre regioni, e già attuato nella sola Liguria, accorpamenti

dei servizi del dipartimento di prevenzione, e in particolare dei servizi veterinari;
appare evidente inoltre la volontà di ridimensionare i servizi del dipartimento di prevenzione in talune ASL che trasformano i posti di medici e veterinari del dipartimento di prevenzione, in posti di medici ospedalieri o delle professioni sanitarie;
alcuni servizi veterinari territoriali, inoltre, sono fortemente sottodimensionati, come evidenziato anche nei report delle ispezioni del Food and veterinary office (FVO) svolti nell'isola;
la Sardegna, potrebbe quindi, invocando la propria autonomia organizzativa in campo sanitario, procedere a realizzare un ulteriore impoverimento delle attività di prevenzione primaria, riducendo le già scarse risorse ad essa destinate negli anni, con una riduzione della dotazione organica e l'accorpamento dei servizi;
se ciò si avverasse, si determinerebbero una diminuzione della qualità dei servizi erogati e una minore efficacia delle attività di prevenzione, a scapito della sicurezza alimentare e del futuro stato di salute della popolazione umana e animale, e negli anni, si realizzerebbe non un risparmio, ma una esacerbazione della spesa pubblica a causa dei danni che potrebbero sopraggiungere per l'insufficiente livello di controlli -:
se il Ministro interrogato non ritenga di promuovere iniziative, anche normative, ivi compresa la definizione di linee guida in sede di Conferenza Stato-regioni, da applicare su tutto il territorio nazionale, per assicurare che gli assetti organizzativi dei dipartimenti di prevenzione - come attualmente definiti dalla norma quadro nazionale, dimostratisi efficaci in quasi 20 anni di esperienza applicativa - vengano uniformemente garantiti e mantenuti in tutte le aziende sanitarie dell'intero Paese, quale livello essenziale e minimo di organizzazione, per la corretta, uniforme e sufficiente erogazione dei servizi che, su tutto il territorio nazionale, devono essere assicurati.
(4-15058)