• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/15013 [Contrasto alla contraffazione alimentare]



BERTOLINI. - Al Ministro politiche agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che:
nei giorni scorsi, nel primo rapporto sui crimini agroalimentari in Italia, è stata presentata l'entità delle contraffazioni dei prodotti agroalimentari made in Italy;
in particolare risulta che alcuni prodotti importantissimi per l'economia non solo della provincia di Modena, ma dell'intera Emilia Romagna, quali il parmigiano reggiano, l'aceto balsamico di Modena e il prosciutto di Modena e di Parma, pare siano tra i più contraffatti;
la diffusione e l'entità del fenomeno del falso made in Italy ed il volume di affari connesso a pratiche commerciali improprie ed illegali, nei settore agroalimentare, sono ormai divenuti di tale rilievo da determinare lo sviluppo di vere e proprie «agromafie», la cui crescita ed espansione appaiono supportate dall'inadeguatezza del sistema dei controlli e della comunicazione dei dati e delle informazioni, con riferimento sia alla fase dell'importazione dei prodotti agroalimentari, sia riferimento alle successive operazioni di trasformazione, distribuzione e vendita;

nel rapporto citato si stima che il volume d'affari complessivo delle «agromafie» sia quantificabile in 12,5 miliardi di euro (5,6 per cento del totale), di cui: 3,7 miliardi di euro da reinvestimenti in attività lecite (30 per cento del totale) e 8,8 miliardi di euro da attività illecite (70 per cento del totale);
con 60 miliardi di euro fatturati dal falso made in Italy, solo nell'agroalimentare, e ben 164 milioni di euro, che ogni giorno vengono sottratti all'agroalimentare nazionale, dalla lotta alla contraffazione alimentare e dal contrasto alle «agromafie» potrebbero essere recuperati fino a 300 mila nuovi posti di lavoro;
sempre secondo tale rapporto, per giungere ad un pareggio della bilancia commerciale del settore agroalimentare italiano, a importazioni invariate, sarebbe sufficiente recuperare quote di mercato estero per un controvalore economico pari al 6,5 per cento dell'attuale volume d'affari del cosiddetto Italian sounding, ovvero quei prodotti alimentari fatti all'estero che, pur senza essere una vera e propria contraffazione, evocano in qualche modo una origine italiana, suggestionando i consumatori stranieri e procurando in ogni caso un danno economico significativo ai produttori italiani;
il contrasto alla contraffazione alimentare è considerato prioritario dalle associazioni di categoria e dalla maggioranza dei cittadini italiani -:
se sia a conoscenza del rapporto sulle «agromafie» e quale sia l'incidenza che tale fenomeno ha per i prodotti agroalimentari italiani ed in particolare per quelli della regione Emilia-Romagna;
se e di quali ulteriori dati disponga in merito a tale fenomeno;
se e quali iniziative intenda adottare per contrastare in modo più deciso la contraffazione alimentare, che arreca un danno economico di rilievo ad uno dei settori più importanti della nostra economia;
se non ritenga necessario predisporre controlli, insieme agli altri partner europei, volti ad evitare il cosiddetto Italian sounding, che colpisce consumatori ed agricoltori, a maggior ragione in questo momento di grave difficoltà economica.
(4-15013)