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Atto a cui si riferisce:
S.1/00567 [Ridurre i tempi di rinnovo dei permessi di soggiorno]



Atto Senato

Mozione 1-00567 presentata da PIETRO MARCENARO
mercoledì 15 febbraio 2012, seduta n.675

MARCENARO, SANTINI, ARMATO, BIONDELLI, CECCANTI, CERUTI, CHIAROMONTE, DEL VECCHIO, DELLA MONICA, DELLA SETA, FERRANTE, DI GIOVAN PAOLO, FISTAROL, LIVI BACCI, MAGISTRELLI, MARITATI, MICHELONI, MONGIELLO, OLIVA, PEGORER, PINOTTI, VITA, SERRA, GUSTAVINO, D'ALIA, GALIOTO - Il Senato,

premesso che il 1° febbraio 2012 è entrato in vigore il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 6 ottobre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 304 del 31 dicembre 2011, nel quale si stabiliscono i nuovi importi del contributo per il rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno a carico dello straniero di età superiore ai 18 anni, importi che raggiungono anche i 200 euro che si aggiungono ai costi che già oggi devono sostenere gli immigrati (pari a 72 euro) per ogni permesso di soggiorno da rinnovare;

constatato che:

il citato decreto, all'art. 4, comma 1, dispone: "Nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'interno è istituito, nell'ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza», un Fondo rimpatri finalizzato a finanziare le spese connesse al rimpatrio dei cittadini stranieri rintracciati in posizione irregolare sul territorio nazionale verso il paese di origine, ovvero di provenienza"; ciò si configura in contraddizione con la convenzione n. 143 dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) e con la direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, sui rimpatri, che proibiscono espressamente che le spese per il rimpatrio possano essere addebitate agli immigrati, tanto più a quelli che soggiornano regolarmente;

peraltro, tale aggravio di costi non trova corrispondenza o riferimento in un migliore servizio da rendere ai cittadini immigrati spesso costretti ad aspettare tempi superiori a quelli stabiliti dalla legge per le risposte che, come dimostrano i dati del decreto flussi 2010, rimangono inevase per il 90 per cento dei casi. Infatti, su 430.000 domande sono stati rilasciati solo 12.000 permessi di Soggiorno e 5.500 sono state respinte per assenza dei requisiti;

infine, questi costi aggiuntivi appaiono particolarmente vessatori e discriminanti nei confronti dei cittadini stranieri e delle loro famiglie, regolarmente residenti e lavoranti, che già contribuiscono con le normali tasse alla fiscalità generale. Numerose sono state in questi giorni le proteste delle comunità immigrate e dei sindacati che denunciano il grave impatto che questa tassa ha sui singoli lavoratori immigrati e in particolare sui nuclei familiari, proprio in tempi di crisi del mercato del lavoro e con il rischio di accrescere impoverimenti e situazioni di illegalità verso il sommerso,

impegna il Governo:

a procedere alla revisione urgente della disposizione che prevede questo aggravio di costi;

ad assumere tutte le iniziative e misure necessarie a ridurre i tempi di rinnovo dei permessi di soggiorno, anche semplificando le procedure e trasferendo tali competenze agli enti locali in cui vivono e lavorano i cittadini immigrati.

(1-00567)