• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/14947 [Valorizzazione del personale ATA]



OLIVERI, COMMERCIO, LO MONTE e LOMBARDO. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
i tagli indiscriminati e insostenibili di risorse e personale alla spesa statale per la scuola, previsti dal decreto-legge n. 112 del 2008, con una riduzione nel triennio 2009-2011 del 17 per cento della consistenza del personale ATA (di cui 10.452 di assistenti amministrativi, 3.965 di assistenti tecnici e 29.076 collaboratore scolastico), hanno determinato un grave impoverimento della scuola pubblica, privandola delle risorse indispensabili per lo sviluppo dell'azione didattica, educativa, di istruzione e ricerca e smantellandone punti essenziali di qualità;
le suddette misure sono state assunte in palese violazione del decreto legislativo n. 368 del 2001, in attuazione della direttiva del Consiglio del 28 giugno 1999, n. 1999/70/CE, relativa all'accordo quadro CES, UNICE, CEEP sul lavoro a tempo determinato, e della carta dei diritti fondamentali

dell'Unione europea (2000/C 364/01), e senza aver preventivamente ascoltato le organizzazioni sindacali;
il problema del precariato nella scuola ha origini lontane e le leggi che si sono succedute nel tempo non sono riuscite a risolvere il problema, anzi hanno generato aspettative che il sistema non era in grado di soddisfare e addirittura hanno prodotto un incremento del personale con titolo per l'immissione in ruolo;
in particolare, le cause principali dell'esplosione del precariato sono state l'istituzione delle graduatorie permanenti, la mancanza di programmazione per l'ingresso nelle graduatorie e misure di sanatoria adottate come forma di ammortizzatore sociale;
la patologia del precariato, oltre agli esiti deleteri sull'organizzazione strutturale e funzionale dell'assetto del sistema educativo, genera un sentimento di sofferenza, di delusione e di indignazione nel personale scolastico, dovuto alla provvisorietà del rapporto di lavoro, unito all'evanescenza della prospettiva di futuro;
secondo gli interroganti non è più procrastinabile adottare ogni necessario provvedimento, utile a garantire la tutela dei diritti acquisiti negli anni dal personale ATA incluso ormai da diversi anni nelle graduatorie permanenti di cui all'articolo 554 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, definendo un piano di immissione in ruolo che consenta il graduale esaurimento delle graduatorie attualmente attive e trasformando la graduatoria provinciale permanente ATA di cui all'articolo 554 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, in una graduatoria provinciale ad esaurimento analogamente a quanto avviene per il personale docente ed educativo inserito a pieno titolo nell'anno scolastico 2011/2012 di cui al decreto-legge n. 70 del 13 maggio 2011 convertito dalla legge n. 106 del 12 luglio 2011, in forza dell'articolo 1, comma 605, lettera C) della legge 27 dicembre 2006, n. 296, con decorrenza dall'anno scolastico 2012/13;
sarebbe necessario, al fine di adottare in ambito scolastico soluzioni maggiormente eque, effettuare anche per il personale ATA l'inserimento con cadenza triennale nella graduatoria permanente ATA di cui all'articolo 554 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, che consenta il graduale esaurimento, con possibilità di trasferimento in un'unica provincia a pettine con decorrenza dall'anno scolastico 2013/14 e consentire al personale ATA destinatario di nomina a tempo indeterminato per il futuro, di chiedere il trasferimento, l'assegnazione provvisoria o l'utilizzazione in altra provincia dopo cinque anni di effettivo servizio nella provincia di titolarità;
risulta, altresì, necessario, al fine di eliminare il costo sociale ed il presunto danno all'erario derivante dalla erogazione di TFR e delle indennità di disoccupazione, per coloro i quali restano disoccupati, scongiurando il mancato rispetto del punteggio e della posizione nella graduatoria permanente ATA legati alla casualità della scelta delle 30 istituzioni scolastiche e non all'automatica trasposizione dell'ordine di punteggio con cui figurano i candidati inclusi nelle corrispondenti graduatorie permanenti di cui all'articolo 554 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, cui spetta il diritto di essere inseriti nella prima fascia delle corrispondenti graduatorie d'istituto, dare loro la possibilità di scegliere i distretti scolastici, anziché massimo 30 scuole, con il vincolo di un numero minimo da rispettare, consentendo, inoltre, il superamento dall'anno scolastico 2012/2013 di eventuali disposizioni per ricostituire gli elenchi prioritari (i cui effetti economici non si producono dal 1o settembre, ma nel momento di stipula del contratto con il dirigente scolastico, e cioè ad anno scolastico già avviato, come già verificatosi negli anni scolastici 2010/11 e 2011/12);
per le suddette finalità risulterebbe opportuno che si effettui un monitoraggio, alla luce della ripartizione dei contingenti concordata tra Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e organizzazioni

sindacali sulla programmazione triennale di assunzioni a tempo indeterminato di personale docente, educativo ed ATA, per il triennio 2011/13, i cui effetti si ripercuotono sull'organizzazione delle autonomie scolastiche, e sulle future reti di scuole, ritenuto di dover riservare per ciascun anno del triennio 2011/13 n. 1.300 posti di personale ATA per il transito nei ruoli del predetto personale amministrativo e tecnico del personale docente «inidoneo» in applicazione dell'articolo 19, comma 12, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, fatta salva l'utilizzazione per le immissioni in ruolo dei posti eventualmente residuati a conclusione del predetto transito;
sempre ragionando su soluzioni maggiormente eque e non discriminatorie verso il personale precario non ancora stabilizzato, gli interroganti ritengono necessaria, con decorrenza dall'anno scolastico 2011/12, un'attenta analisi sugli effetti della mobilità professionale, laddove viene riservata quota parte delle 36.000 complessive assunzioni, al personale ATA appartenente alle aree contrattuali «A», e «B», per il transito nei ruoli del personale amministrativo e tecnico e di direttore dei servizi generali e amministrativi, auspicando una diversa definizione dei criteri per la ripartizione dei contingenti provinciali delle assunzioni a tempo indeterminato del personale ATA suddetto, riservati al personale sottoposto alle procedure selettive per i passaggi dall'area professionale inferiore all'area immediatamente superiore, ovvero da «A» a «B», e da «B» a «D» del personale ATA, preso atto che per effetto della mancata attivazione degli organici dell'area contrattuale «C» non risultano disponibilità per i profili professionali di coordinatore amministrativo e di coordinatore tecnico -:
quali iniziative, anche normative, intenda promuovere, a garanzia della valorizzazione della professionalità del personale precario della scuola ATA, in particolar modo con riferimento alla tutela dei diritti acquisiti negli anni dal personale ATA incluso ormai da diversi anni nelle graduatorie permanenti, all'inserimento dello stesso personale con cadenza triennale nella graduatoria permanente ATA di cui all'articolo 554 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, consentendone il graduale esaurimento, alla possibilità di scelta dei distretti scolastici, all'opportunità di avviare un puntuale monitoraggio, alla luce della ripartizione dei contingenti concordata tra Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e organizzazioni sindacali, sulla programmazione triennale di assunzioni a tempo indeterminato di personale docente educativo ed ATA, per il triennio 2011/13, ed un'attenta analisi sugli effetti della mobilità professionale, anche auspicando una diversa definizione dei criteri per la ripartizione dei contingenti provinciali delle assunzioni a tempo indeterminato del personale ATA suddetto.
(4-14947)