• Testo mozione

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.1/00868 [Sicurezza sui luoghi di lavoro]



La Camera,
premesso che:
in data 15 aprile 2011 si è concluso il processo di primo grado svolto in corte d'assise, per il rogo accaduto il 6 dicembre 2007, presso gli stabilimenti torinesi della società TyssenKrupp, nel quale persero la vita sette lavoratori, mentre è di questi giorni la conclusione del processo di primo grado sul dramma per le morti da amianto con la condanna dei dirigenti e proprietari della società Eternit;
i processi in questione hanno avuto tempi contenuti rispetto alla complessità delle vicende, nonostante l'intero corso dei procedimenti sia stato caratterizzato dall'intreccio

delle elevate competenze della magistratura, di corpi specializzati e di ricercatori universitari;
l'importante lavoro svolto dalla procura di Torino sui temi della sicurezza sul lavoro è universalmente riconosciuto come un solido e fondamentale punto di riferimento per chi opera nel settore della prevenzione e del contrasto agli infortuni e alle morti sul lavoro;
la crisi che ha colpito il Paese ha influito sulla riduzione degli infortuni che si è verificata, in ragione dell'elevato numero di lavoratori posti in cassa integrazione o che hanno perso il lavoro, ma ora si sta verificando una preoccupante inversione di tendenza, con un sensibile incremento del numero sia delle morti che degli infortuni;
intervenendo sul tema degli infortuni, il procuratore Guariniello ha più volte sottolineato l'importanza dei risultati raggiunti, subordinando la stessa ad un'attività meticolosa e puntuale che si può svolgere solo con un gruppo di lavoro preparato, a tal fine proponendo l'istituzione di una «procura nazionale sugli infortuni», la creazione di nuclei specializzati di magistrati ed investigatori che sanno come lavorare ed intervenire appena accade un infortunio e di task force organizzate che abbiano rapporti con tecnici universitari competenti;
l'articolo 19 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, come modificato dal comma 5 dell'articolo 12, della legge 30 luglio 2007, n. 111, impone la rotazione decennale ai magistrati che esercitano funzioni giudicanti e requirenti di primo e secondo grado;
in pratica con l'applicazione di questa normativa, nella sola procura di Torino, dovrebbero essere trasferiti ben 13 magistrati specializzati in materia di lavoro, e gli stessi dovrebbero essere sostituiti da colleghi provenienti da altri incarichi, che non hanno mai avuto esperienza specifica nel settore di indagine del pool;
smembrare il gruppo di lavoro significherebbe nei fatti indebolire l'azione di indagine e colpire l'organizzazione del lavoro che ha permesso di celebrare processi in tempi celeri, indagini accurate e in definitiva di assicurare giustizia alle vittime di omicidi plurimi sul lavoro;
il tema è stato anche oggetto di un pronunciamento del Consiglio superiore della magistratura che, nella seduta del 14 dicembre 2011, ha affrontato la questione riconoscendo l'importanza dell'obiettivo di garantire la continuità dell'esperienza investigativa e dell'apporto di conoscenza all'interno dei singoli gruppi di lavoro;
l'appello del procuratore di Torino era stato fatto proprio anche dall'Anmil nel secondo rapporto sulla tutela delle vittime del lavoro, presentato nell'anno 2008;
anche in procure di grandi dimensioni la materia della sicurezza sul lavoro viene posta in secondo ordine rispetto ad altri temi, con il rischio che le pene previste dall'ordinamento non vengano applicate anche in caso di soggetti (imprenditori e dirigenti aziendali preposti alla sicurezza) che abitualmente non osservano gli obblighi di legge;
in altri Paesi, quali la Francia, si è prevista l'istituzione di un pool di pubblici ministeri che hanno una competenza su quasi tutto il territorio nazionale sui reati di maggiore rilevanza che attengono alla salute dei lavoratori,


impegna il Governo:


a promuovere, nei limiti delle proprie competenze, la modifica della citata norma sulla rotazione decennale, prevedendo specifiche deroghe per i magistrati (giudicanti e requirenti) addetti alle sezioni e ai gruppi di lavoro specializzati nella trattazione dei procedimenti aventi ad oggetto reati connessi con la violazione delle norme a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;

a promuovere l'istituzione di una procura nazionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro, o quanto meno la realizzazione di forme di forte coordinamento specialistico a livello distrettuale sui temi relativi alla sicurezza sui luoghi di lavoro.
(1-00868)
«Boccuzzi, Giulietti, Damiano, Miglioli, Causi, Vico, Marchioni, Concia, Naccarato, Strizzolo, Trappolino, Cardinale, Gatti, Rampi, Melandri, Touadi, Mazzuca, Cazzola, Malgieri, Angela Napoli, Zazzera, Enzo Carra, Grassi, Iannuzzi, Mosca, Lucà, Motta, De Pasquale, Bellanova, Benamati, Picierno, Losacco, Verini, Bocci, Arturo Mario Luigi Parisi, Cambursano, Mattesini, Gnecchi, Nicco, Versace, Scanderebech, Barbato, Berretta, D'Incecco, Marco Carra, Froner, Codurelli, Lovelli, Schirru».