• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06156 [Assunzione dei vincitori dei concorsi negli atenei]



GHIZZONI, MAZZARELLA, TOCCI, LOLLI, NICOLAIS e ZACCARIA. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
a fronte dell'anzianità del personale docente e dei ricercatori universitari, nonché di quello tecnico-amministrativo, è facile ipotizzare che i futuri massicci pensionamenti, in assenza di un adeguato turn over, avranno effetti negativi sull'offerta didattica e sulla attività di ricerca, oltre a procurare detrimento alla ordinaria prassi amministrativa;

in molti atenei, nonostante siano stati banditi appositi concorsi, non si procede con l'assunzione in servizio dei vincitori, per il combinato disposto del comma 4 dell'articolo 51 della legge n. 447 del 1997 - secondo il quale «Le spese fisse e obbligatorie per il personale di ruolo delle università statali non possono eccedere il 90 per cento dei trasferimenti statali sul fondo per il finanziamento ordinario» - e del comma 1 dell'articolo 1 dalla legge n. 1 del 2009 che ha disposto che le università in cui il predetto rapporto superi il 90 per cento non possano né bandire concorsi né procedere ad alcuna assunzione di personale di ruolo;
se molti atenei superano la soglia del 90 per cento è anche a causa della costante e repentina diminuzione delle risorse assegnate dallo Stato al Fondo di finanziamento ordinario;
se il superamento della soglia del 90 per cento nel rapporto tra spese di personale e risorse del fondo di finanziamento ordinario impedisce l'assunzione dei vincitori, è tuttavia da ricordare che il suddetto limite non era stato oltrepassato nel momento in cui le università hanno avviato le procedure concorsuali e pertanto, la disposizione della citata legge n. 447 del 1997, novellata dall'articolo 1, comma 1, del citato decreto-legge n. 180 del 2008, non dovrebbe ritenersi applicabile;
così pure, in analogia, dovrebbe essere sottratta alla applicazione della citata previsione di legge la chiamata di idonei di prima e seconda fascia presso gli atenei che abbiano bandito procedure di valutazione compartiva per assunzione in ruolo di associati e ordinari che si siano concluse;
la mozione approvata dal Consiglio universitario nazionale nell'adunanza del 21 aprile 2011 chiede al Ministro «di autorizzare le università a concludere con l'assunzione, le procedure concorsuali bandite nei casi in cui il rapporto tra spese fisse e il fondo di finanziamento ordinario avesse rispettato i limiti di legge al momento dell'emanazione del bando. Peraltro, tali assunzioni vanno a configurarsi come provvedimento finale (atto dovuto, ai sensi della legge n. 241 del 1990 e successive modificazioni e integrazioni) del procedimento di assunzione avviato con l'emanazione del bando». Nella stessa mozione, il Consiglio universitario nazionale ha molto opportunamente ricordato che «l'entità del fondo di finanziamento ordinario annuale per ciascuna università è stato soggetto a notevoli variazioni ed incertezze, a causa sia della diminuzione dello stanziamento complessivo di bilancio sia delle modifiche delle regole di ripartizione, tanto che la determinazione definitiva del fondo 2010 è stata comunicata alle università solo negli ultimi giorni dell'anno 2010». In quella sede si è inoltre considerato che «anche a causa delle modifiche legislative intervenute nel frattempo, molti concorsi a posti di professore o di ricercatore, banditi sin dal 2008, si sono conclusi solo alla fine del 2010 o si stanno tuttora concludendo; sussiste molta incertezza sui tempi e sulle modalità di applicazione del divieto di assunzione nel caso di superamento del tetto previsto per il rapporto tra spese fisse e fondo di finanziamento ordinario; tale tetto può essere ora superato in modo del tutto indipendente dalle scelte delle università, o per diminuzione del fondo di finanziamento ordinario o per nuove procedure di calcolo, situazioni comunque imprevedibili quando il concorso era stato bandito»;
il blocco delle assunzioni di personale universitario prolungherà il periodo di precariato per i vincitori di concorso a ricercatore e produrrà il rischio di decadenza dell'idoneità per gli idonei nelle procedure di valutazione comparativa di I e II fascia, oltre a procurare comunque un grave danno per la didattica e la ricerca dell'intero sistema -:
quali iniziative, anche normative, intenda assumere per dare soluzione alla situazione ricordata in premessa, così da consentire la chiamata in servizio degli aventi titolo (vincitori o idonei) presso gli atenei che abbiano bandito concorsi di

ricercatore o procedure di valutazione di I e II fascia, ancorché nelle more tra il bando e la conclusione della procedura detti atenei abbiano superato, anche a causa della costante diminuzione delle risorse trasferite dallo Stato al Fondo di finanziamento ordinario, il limite del 90 per cento previsto dal comma 4 dell'articolo 51 della legge n. 447 del 1997.
(5-06156)