• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/06823 [Gestione dell'emergenza neve a Roma]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-06823 presentata da STEFANO PEDICA
mercoledì 8 febbraio 2012, seduta n.672

PEDICA, BELISARIO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno - Premesso che:

in data 3 febbraio 2012 un'ondata di freddo ha colpito l'Italia portando con sé neve e gelo come non si vedeva da ben 27 anni. A seguito delle avverse condizioni climatiche l'Italia si è paralizzata: paesi isolati, migliaia di cittadini senza luce e acqua, regioni in piena emergenza;

una situazione drammatica si è verificata nella capitale, fortemente colpita dalla nevicata di venerdì 3 febbraio. Sono al centro della cronaca le polemiche causate dalla cattiva gestione dell'emergenza da parte del sindaco Alemanno. Quello che è certo è che, a parte le polemiche e le accuse, le vittime come sempre sono i cittadini: quelli rimasti senza elettricità, quelli che viaggiavano in treno o in automobile, fermi alle stazioni o imbottigliati sul grande raccordo anulare, quelli che si sono ritrovati improvvisamente privi di mezzi pubblici e di taxi, quelli che si ritrovati con il ghiaccio sulle strade, perché mancava il sale da spargere, e quelli che, a causa di tali condizioni, si sono addirittura infortunati;

in particolare dalle ore 13.30 del 3 febbraio la situazione nella capitale precipita: auto bloccate in mezzo alla strada, molti autobus richiamati nei depositi, mentre quelli che restano in strada, in base al piano neve, non riescono comunque a circolare per le condizioni del manto stradale. I taxi sono pressoché introvabili, la metropolitana funziona ma le rampe di accesso a numerose fermate sono inutilizzabili a causa del ghiaccio; di sale, nonostante, il Sindaco abbia dichiarato l'utilizzo di 250 tonnellate, i cittadini non ne hanno quasi visto. Di fronte a questa già grave situazione si è registrata la totale assenza di vigili;

sabato 4 febbraio la situazione era ancora grave, soprattutto nelle zone meno centrali a causa del ghiaccio e della mancanza del sale: molte strade e marciapiedi erano pericolosi e impraticabili;

considerato che:

dell'emergenza meteo e delle polemiche relative alla mala gestione della situazione da parte del Comune di Roma si sono occupate numerose testate giornalistiche. In particolare in data 6 febbraio 2012 il quotidiano "Il Corriere della sera", che si occupa della vicenda anche nella versione cartacea, sul proprio sito Internet pubblica un articolo, nel quale si legge: «Si parte da giovedì, ultima riunione tra Comune, Prefettura, enti locali e Protezione civile. È il caso, ormai famoso, del bollettino meteo che fa litigare Alemanno e Gabrielli. Una nota che parla di "15-35 millimetri di acqua" e "al livello del mare, Roma inclusa", di "pioggia mista a neve per la giornata di venerdì, con possibilità di accumuli nella serata di venerdì". Secondo gli esperti, la comunicazione è chiara: i millimetri di acqua corrispondono ai centimetri di neve prevista, ma quel riferimento al "livello del mare" e al misto pioggia/neve trae in inganno il Campidoglio (…). Il Campidoglio si dimostra impreparato a gestire l'emergenza. Il sindaco Alemanno, con un'ordinanza di giovedì, aveva sospeso le lezioni nelle scuole lasciando però aperti gli istituti. Una comunicazione che ha lasciato interdetti dirigenti, maestre e professori: le classi, infatti, sono quasi tutte mezze vuote. Tanta gente, non sapendo bene come regolarsi, preferisce lasciare i ragazzi a casa. Alle 13.45 di venerdì scatta il "piano neve": la maggior parte degli autobus dell'Atac vengono richiamati nei depositi, restano in strada solo quelli previsti dal piano. Ma i bus sono pochi, e a volte male equipaggiati. Così, anche quelli che dovrebbero circolare, sono costretti a fermarsi per le condizioni del manto stradale. L'Ama, l'azienda dei rifiuti che si occupa anche di ambiente e decoro urbano, dovrebbe spargere il sale sull'asfalto. Ma il sale (250 tonnellate, secondo il Comune) è poco e gran parte di quello messo se ne va con la pioggia che cade al mattino. Anche i taxi sciolgono i turni, ma le auto bianche sono pressoché introvabili: Roma, di colpo, si ritrova senza mezzi pubblici o quasi. La metropolitana funziona, ma le rampe di accesso di alcune fermate sono rese inutilizzabili dal ghiaccio formatosi. Di vigili, in giro, nemmeno l'ombra. È uno dei punti che anche il sindaco vuole capire. (…) La Prefettura decreta la chiusura degli uffici pubblici, la gente si riversa sulle consolari e poi sul Gra per tornare a casa. L'anello che circonda Roma, gestito dall'Anas, va in tilt e gli automobilisti finiscono "imprigionati": per raggiungere la propria abitazione, ci vogliono ore, anche per fare pochi chilometri. Su twitter, o via sms, arrivano le lamentele: "Siamo stati lasciati soli"»;

a causa delle condizioni delle strade e dei marciapiedi si sono registrati numerosi incidenti a danno dei cittadini romani. Il dato è confermato, tra l'altro, anche dalle dichiarazioni rilasciate dal dottor Sandro Rossetti, responsabile della Divisione di ortopedia e traumatologia dell'ospedale San Camillo di Roma, come riportato da un breve articolo de "Il Messaggero": "In questi due giorni nel mio ospedale c'è stato un aumento del 33% di fratture e lussazioni, soprattutto in anziani, a causa di cadute sul ghiaccio" e "In particolare le lussazioni sono aumentate del 33% mentre le sole fratture del 22%. Se, invece, consideriamo lussazioni, distorsioni e fratture possiamo considerare un +35%. Le vittime sono soprattutto over 65, ma anche giovani che si sono fatti male venerdì in seguito a cadute dal motorino. Gli scooter, infatti, venerdì hanno circolato, e in molti nonostante le cautele sono scivolati sulla neve fresca. (…) Stamattina i traumi erano soprattutto da caduta: abbiamo calcolato in generale un 30% in più rispetto a lunedì scorso";

il quotidiano "Il Messaggero" sul proprio sito Internet pubblica un articolo intitolato "Neve, a Roma morti altri due clochard. Centinaia di feriti per cadute", dando conto dell'assedio degli ospedali romani da parte dei numerosi cittadini infortunati. Si legge: «Ospedali sotto pressione. Il grande nemico, soprattutto nelle ore notturne, è rappresentato dal ghiaccio: le temperature minime sono molto basse e potrebbero scendere, in questo modo verso sera si formano lastre di ghiaccio che creano problemi alla circolazione e ai pedoni. Da sabato sera gli ospedali della Capitale sono assediati da centinaia di cittadini che si sono fratturati polsi, gomiti, anche femori, a causa di scivoloni nel ghiaccio. I dati sono emblematici: in poche ore, ieri, le ambulanze hanno trasportato in ospedale 358 romani caduti a causa del ghiaccio. Normalmente sono il 120 per cento in meno. A questi vanno aggiunti coloro che hanno raggiunto il pronto soccorso con i propri mezzi»;

a causa della situazione meteorologica si sono registrati inoltre tanti decessi, forse anche questi evitabili con una gestione migliore dell'emergenza. È assurdo, a parere degli interroganti, che nel 2012 ci siano ancora persone che muoiono per il freddo;

ritenuto che:

si evidenzia inoltre come in alcuni punti, stranamente proprio quelli di fronte alle abitazioni di persone note, come ad esempio una parte di via Prisciano, si sia, ex adverso, registrata una gestione super efficiente dell'emergenza meteo con pulitura della zona e relativo spargimento di sale;

in molte zone della capitale, infine, invece di procedere al taglio dei rami degli alberi necessario al fine della messa in sicurezza delle vie, sono stati tagliati totalmente molti tronchi, in spregio dell'ambiente, e a giudizio degli interroganti ancora una volta a dimostrazione che la città di Roma è mal gestita sotto troppi profili;

ad avviso degli interroganti ci si trova di fronte ad un'errata gestione della situazione di emergenza che, sebbene sicuramente caratterizzata da eventi meteorologici eccezionali, necessitava sicuramente di interventi più celeri e incisivi a tutela della cittadinanza,

si chiede di sapere:

se il Governo non intenda intervenire, per quanto di sua competenza, al fine di far luce sulla vicenda e in particolare per verificare le responsabilità laddove se ne ravvisino;

se e quali interventi intenda programmare, d'intesa con le altre istituzioni competenti, per evitare che situazioni come quella descritta si ripetano.

(4-06823)