• Testo interrogazione a risposta orale

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.3/02098 [Favorire da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti sulle foibe]



MENIA. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
in occasione del giorno del ricordo, che in Italia viene celebrato il 10 febbraio per onorare le vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata, (legge n. 92 del 2004) il presidente del Cudir (Comitato unitario per la difesa delle istituzioni repubblicane) e attuale sindaco di Pistoia, Renzo Berti, ha fatto sapere che donerà alle scuole superiori pistoiesi il libro di Giacomo Scotti dal titolo «Dossier Foibe», volume che - come si legge in un comunicato stampa - «fornisce nuovi strumenti documentari per interpretare gli eventi istriani del settembre-ottobre 1943», ovvero secondo la ricostruzione ad avviso dell'interrogante assurda di Scotti «le sanguinose vicende che vanno sotto il nome di foibe non si ripeterono in Istria dopo il 1943»;

l'autore del volume è il signor Giacomo Scotti, napoletano che scelse la strada inversa agli esuli che se ne andavano da Fiume per essere liberi e italiani, e si stabili nel 1947 nel capoluogo quarnerino scegliendo di essere jugoslavo; fu parte attiva del partito comunista jugoslavo e della sua opera molto raccontano gli esuli da Fiume. Dedicò, infatti, poesie a Tito, il maresciallo infoibatore d'italiani, con versi come quelli sotto riportati: «Tito, un uomo come noi si scriveva sui muri Tito Tito nome proibito gridato anche da noi stirpe italiana nelle battaglie della libertà. Lo abbiamo avuto padre nelle disgrazie per lui abbracciavamo i popoli come fratelli anche nell'ombra della solitudine. Domani i posteri forse ci invidieranno la nostra presenza con Tito.»;
Scotti ha dedicato la sua attività di «storico» a negare e giustificare lo sterminio delle foibe, quelle che, in un suo famoso intervento chiama le «cosiddette foibe istriane»: secondo lui (che scrive anche un libello intitolato «Foibe e fobie») si tratta di invenzioni della propaganda della destra nazionalista italiana cui si rammarica aderisca ora anche la sinistra italiana. In proposito afferma che «queste mistificazioni non fanno certamente onore ai vivi che vedono travolta la realtà dei fatti, né fanno onore ai morti. Dietro c'è una voglia di giustificazione del tradimento, del collaborazionismo e dei crimini di guerra commessi dai fascisti»;
a parere dell'interrogante è evidente che l'iniziativa del sindaco di Pistoia appare in palese e voluta contraddizione con i principi e il senso della ricorrenza del 10 febbraio, e risulta offensiva nei confronti delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata -:
se il Governo sia a conoscenza dei fatti sopra citati, se e come intenda intervenire in questa e simili situazioni al fine di conciliare, con lo spirito di unione e riconciliazione nazionale sotteso alla legge, le iniziative che - come recita la norma - siano «previste per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado» e favorire «da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende».
(3-02098)