• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/14845 [Rafforzare la credibilità e la trasparenza delle Autorità di vigilanza ]



DI PIETRO, BORGHESI, MURA, BARBATO e MESSINA. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
il progetto di fusione tra Unipol, Premafin e Fonsai è stato da poco modificato

su sollecitazione del presidente della Consob. Pur non lanciando l'offerta pubblica di acquisto (Opa) su Fonsai, Unipol non comprerà più a caro prezzo Premafin (il che avrebbe consentito alla famiglia Ligresti di incassare una sostanziosa buonuscita), ma si limiterà ad apportare a quest'ultima 300 milioni di «mezzi freschi» attraverso un aumento di capitale riservato, diventando il nuovo socio di controllo;
anche questo nuovo piano è stato concepito insieme ai vecchi soci di controllo e ai loro creditori;
è possibile dunque che nei dettagli dell'operazione - ancora ignoti - si nasconda un premio di consolazione, magari sostanzioso. Del resto, la scelta di investire in Premafin anziché versare i soldi direttamente nelle malandate casse di Fonsai si spiega solo con la volontà di rendere un po' meno traballanti i debiti della prima verso alcune grandi banche. E in ogni caso, rende difficile parlare di salvataggio tout court della compagnia assicurativa, rendendo quanto meno incerta l'esenzione dall'offerta pubblica di acquisto (Opa) a cascata;
sorprende ad avviso degli interroganti l'attivismo di una Consob che non si limita a fissare poche buone regole e a farle rispettare, ma consiglia e, a quanto risulta, persuade, magari preservando come in passato è accaduto con le offerte di pubblico acquisto (Opa) bancarie, l'italianità dei campioni nazionali;
le autorità di vigilanza devono essere arbitri imparziali: suggerire azioni per evitare l'offerta pubblica di acquisto (Opa) non rientra precisamente nei loro compiti;
in un articolo pubblicato il 30 gennaio 2012 su La Repubblica, un commissario Consob stigmatizza i comportamenti del Presidente della Consob, Vegas: «Non mi risulta che ci sia stato un intervento del collegio sulla vicenda Unipol-Fonsai - afferma il commissario Consob Michele Pezzinga - il quesito ad oggi non è ancora pervenuto e a quel che mi risulta neanche gli uffici hanno poteri o mandati per studiare soluzioni alternative all'operazione in mancanza di una richiesta specifica»;
il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, in almeno in un'occasione, ha incontrato Alberto Nagel, numero uno di Mediobanca e i vertici delle società interessate per fornire loro indicazioni su come strutturare l'operazione. Come possa la Consob permettere che si faccia l'offerta pubblica di acquisto (Opa) per la Premafin, il cui beneficiario è quasi interamente Ligresti e le banche creditrici, e non venga lanciata su Fonsai e Milano assicurazioni ha, a giudizio degli interroganti, dell'incredibile. I piccoli azionisti che hanno puntato i propri soldi su queste società dovranno versare altri soldi invece che beneficiare del cambio di controllo societario;
con un salvataggio di mercato le banche ci avrebbero rimesso circa il 40 per cento dei crediti: perdite che il loro patrimonio poteva assorbire agevolmente. Invece, non pagano per l'errore di aver sostenuto a lungo un gruppo così mal gestito. E tengono immobilizzati ingenti prestiti che assorbono capitale, sottraendolo così al sostegno delle imprese produttive;
per non sacrificare sé stessi, i manager di Mediobanca e Unicredit, ad avviso degli interroganti hanno deciso di scaricare il costo finanziario dell'intera operazione, definita «industriale», sulle spalle del mercato;
la famiglia Ligresti, artefice di quello che agli interroganti appare un disastro gestionale senza precedenti nella compagnia Fondiaria-Sai, invece che essere estromessa viene liquidata a suon di milioni. Per l'esattezza più di cento milioni di euro se si considerano le finanziarie off shore illegali recentemente venute allo scoperto e chiaramente riconducibili alla famiglia. Inoltre, ai quattro membri viene riconosciuto uno stipendio, per ben cinque annualità, per non competere con la compagnia, quando ci si dovrebbe augurare il contrario;

il nuovo gruppo Unipol-Fonsai nasce con un vulnus anticoncorrenziale enorme. L'attuale Governo sostiene di volere le liberalizzazioni. Ma qui si crea un gruppo con una posizione dominante: quasi il 40 per cento del mercato della responsabilità civile auto;
a capo del nuovo gruppo assicurativo andrà Carlo Cimbri, appena condannato in primo grado (a 3 anni e 7 mesi) per il caso Unipol/Bnl, insieme a Caltagirone, vice presidente di Generali -:
quali iniziative urgenti, anche normative, il Governo intenda adottare per rafforzare la credibilità e la trasparenza delle Autorità di vigilanza al fine di garantire i diritti degli assicurati, del mercato e dei risparmiatori;
quali iniziative urgenti, per quanto di competenza, il Governo intenda assumere per tutelare i diritti dei piccoli azionisti.
(4-14845)