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Atto a cui si riferisce:
C.1/00857 [Integrazione delle persone disabili]



La Camera,
premesso che:
secondo l'Istat solo in Italia vivono 362.000 ciechi mentre si stima che gli ipovedenti siano oltre un milione e mezzo;
per una migliore qualità della vita e per una migliore autonomia è necessario dotare queste persone di una sempre maggiore accessibilità alle nuove tecnologie impiegate in tutti i settori quali: lo studio, il lavoro, l'autonomia e il tempo libero e ogni altra situazione della vita quotidiana, senza dover sempre ricorrere all'aiuto di altre persone;
la dichiarazione contenuta nella carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e accettata da tutti gli Stati membri, tra cui l'Italia, sancisce il diritto delle persone con disabilità a beneficiare di misure tendenti ad assicurare la loro autonomia, la loro integrazione sociale ed educativa nonché la loro partecipazione alla vita della comunità;
la convenzione dell'ONU sui diritti dei disabili nei suoi princìpi ispiratori non riconosce nuovi diritti alle persone con disabilità, intendendo piuttosto assicurare che queste ultime possano godere, sulla base degli ordinamenti degli Stati di appartenenza, degli stessi diritti riconosciuti agli altri consociati, in applicazione dei principi generali di pari opportunità per tutti;
rispetto al passato, in cui i soggetti con difficoltà fisiche o psichiche erano privi di tutela, non riconosciuti i loro diritti ed erano in condizione di isolamento e di istituzionalizzazione, nel nostro Paese si è ormai di fronte ad un presente che non pone più in discussione il diritto, per i disabili, ad essere parte reale della vita sociale, a possedere tutte le opportunità di qualunque altro cittadino, a richiedere, volere e pretendere la piena integrazione quale elemento costituente la qualità della vita di tutti;
tale processo d'integrazione non si manifesta in modo spontaneo ed automatico, ma richiede un impegno attivo e permanente affinché le affermazioni, e le annunciazioni di principio non rimangano lettera morta ma si traducano in atti concreti, e la cultura dell'integrazione della persona disabile sfoci nel diritto reale ed esigibile della stessa persona disabile ad «essere parte» a pieno titolo, del mondo sociale, scolastico, sportivo, lavorativo;
è necessario intervenire a tutti i livelli nazionali ed internazionali ritenuti di volta in volta competenti allo scopo di emanare norme che impongano standard universali ai quali si debbano attenere i produttori di materiali e di dispositivi, nonché i prestatori di servizi, al fine di garantire al massimo l'accessibilità e la sicurezza degli utenti e, in particolar modo, di quei soggetti che per i loro deficit sensoriali necessitano di una maggiore attenzione;
è necessario ormai pervenire al pieno e completo abbattimento delle barriere architettoniche e percettive in particolar modo tenendo conto anche dei problemi specifici che incontrano le persone cieche ed ipovedenti;


impegna il Governo:


ad individuare, sviluppare e promuovere linee guida per le politiche dell'handicap, attraverso tutti gli elementi ritenuti necessari, affinché all'interno della nostra società sviluppi una reale e concreta cultura volta al superamento delle problematiche dell'integrazione delle persone disabili, anche mediante la formazione di norme che impongano alle imprese produttrici standard qualitativi ed universali tali che tutti gli utenti, anche quelli disabili ed in particolare quelli che presentino

un deficit visivo possano, in tutta sicurezza e tranquillità, poter accedere a tali strumenti;
a promuovere, con il coinvolgimento dell'A.B.I. e dell'amministrazione delle poste, un'intensificazione dell'impegno per rendere effettivamente fruibile da parte delle persone cieche e degli ipovedenti, tutti i servizi bancari e postali, con particolare riferimento al bancomat, al postamat e l'accesso ai servizi web forniti alla clientela;
ad elaborare linee guida vincolanti da fornire ai progettisti di dispositivi elettrici, elettronici o elettrodomestici, in modo da renderli utilizzabili in piena autonomia da parte delle persone cieche ed ipovedenti, in particolare promuovendo iniziative volte alla realizzazione di soluzioni avanzate che permettano a chi non vede di assumere informazioni anche attraverso sistemi di sintesi vocale, anche mediante il ricordo alla nuova tecnologia del touch screen la quale non deve dimostrarsi una ulteriore barriera per tali persone;
ad assumere iniziative per istituire borse di studio destinate ai ricercatori nel campo dell'alta tecnologia e nei settori innovativi che abbiano attinenza con possibili soluzioni dei problemi connessi all'autonomia e all'emancipazione delle persone cieche e degli ipovedenti.
(1-00857)
«Marco Carra, Miotto, Ventura, Castagnetti, Albini, Bocci, Boccuzzi, Brandolini, Bratti, Cardinale, Carella, Causi, Cenni, Codurelli, D'Incecco, De Biasi, De Pasquale, Duilio, Esposito, Fogliardi, Froner, Garavini, Ghizzoni, Ginoble, Giovanelli, Gnecchi, Grassi, Graziano, Iannuzzi, Laganà Fortugno, Laratta, Lucà, Marantelli, Marchi, Mariani, Motta, Murer, Pizzetti, Rampi, Rosato, Samperi, Sarubbi, Sbrollini, Schirru, Servodio, Tullo, Livia Turco, Vaccaro, Vassallo, Velo, Vico, Zucchi».