• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
S.4/06803 [Nomina di Pasquale Antonio Gioffrè a prefetto di Lodi]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-06803 presentata da GIUSEPPE LUMIA
martedì 7 febbraio 2012, seduta n.670

LUMIA - Al Ministro dell'interno - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

Pasquale Antonio Gioffrè è stato nominato prefetto di Lodi nel dicembre 2011;

nel 2005 egli risultava essere uno dei fondatori della "Città del sole", un'associazione di emigrati calabresi in Liguria, accanto ad alcuni personaggi coinvolti in inchieste antimafia e voto di scambio a partire dallo stesso presidente dell'associazione, Salvatore Ottavio Cosma;

si apprende da un articolo di stampa pubblicato su "l'Unità" del 1° febbraio 2012 intitolato "Infiltrazioni al nord. Le pericolose amicizie del prefetto di Lodi" che: secondo un rapporto della finanza del 2007, in esecuzione di un'inchiesta del pubblico ministero Francesco Pinto, il presidente della predetta associazione sarebbe il "punto di contatto" tra 'ndrangheta e ambienti politici in Liguria e "le indagini tecniche hanno consentito di accertare che Cosma Salvatore fosse effettivamente in contatto con esponenti della malavita ed in particolare con Mamone Gino, Stefanelli Vincenzo, Malatesti Piero e Garcea Onofrio"; Salvatore Ottavio Cosma compare nelle inchieste sul voto di scambio per le amministrative del 2007 a Genova e le regionali del 2010; Pasquale Antonio Gioffrè riguardo alla sua esperienza di prefetto a Genova, dove ha lavorato fino al 2008, ha dichiarato che "non apparteneva a me fare valutazioni circa la presenza o meno o il radicamento delle mafie";

il neoprefetto di Lodi nell'atto costitutivo dell'associazione "Città del sole" compariva con la carica di vicepresidente;

dell'associazione facevano parte: Gregorio Fogliani, la cui famiglia è considerata dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) di Genova "terminale locale per operazioni di reinvestimento di denaro di illecita provenienza" e definita "famiglia di 'ndrangheta" dai rapporti 2008-2010 della Procura nazionale antimafia a firma di Piero Grasso; Antonio Multari, arrestato nel giugno 2011 a Genova per associazione mafiosa; Giuseppe Profiti, condannato in appello a sei mesi per turbativa d'asta, in un'inchiesta su un giro di mazzette per appalti delle mense scolastiche e ospedaliere di Genova;

si apprende inoltre, da un articolo pubblicato su "il Fatto Quotidiano" del 3 febbraio 2012 intitolato "'Ndrangheta, impresa e politica. Le amnesie del prefetto di Lodi" che mentre Gioffrè è prefetto di Genova, nel 2005, viene sequestrato un appartamento a Rosario Caci, rappresentante del clan Madonia in Riviera, su ordine della Dia di Caltanissetta, che passa sotto il controllo della Prefettura e resta vuoto fino a quando nell'ottobre 2007 la famiglia Caci lo rioccupa;

nel 2007, mentre Pasquale Antonio Gioffrè è commissario del Comune di Arenzano, l'ex sindaco Luigi Gambino promette a Gino Mamone, imprenditore calabrese in odore di mafia, di intervenire a suo favore su un funzionario comunale per la questione dell'ex area Stoppani e afferma di aver già mandato un fax al commissario di Arenzano "per fare già un'infarinatura";

Gioffrè risulta uno dei soci fondatori dell'associazione "Città del sole" nata il 28 ottobre 2005, nella quale compaiono i nomi di: Francescantonio Anastasio, figlio di Pietro morto nel 2010 e il cui nome, pur non indagato, compare nell'indagine Maglio del 2011 per i suoi "rapporti di 'ndrangheta" con Domenico Gangemi capo della mafia calabrese in Liguria; Salvatore Cosma, presidente dell'associazione, anche lui calabrese, che compare nelle informative della Finanza che indaga sui rapporti tra mafia e politica; Giuseppe Profiti, condannato in appello per turbativa d'asta, presidente dell'ospedale Bambin Gesù di Roma e nel cda dell'ospedale San Raffaele finito in bancarotta dopo la gestione di don Luigi Verzè,

si chiede di sapere:

in quale modo il Ministro in indirizzo intenda operare per valutare, ed eventualmente operarne la rimozione, una presenza a guida della Prefettura di Lodi che può a giudizio dell'interrogante oggettivamente indebolire la presenza dello Stato, soprattutto in una fase storica in cui bisogna colpire anche le mafie presenti nel Nord Italia;

se non ritenga che le frequentazioni, seppur amichevoli, del prefetto Pasquale Antonio Gioffrè possano inficiare il suo lavoro contro la criminalità organizzata.

(4-06803)