• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/06720 [Informazioni sui piani di investimento della Fiat]
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Testo della risposta scritta



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-06720 presentata da ANNA MARIA CARLONI
martedì 31 gennaio 2012, seduta n.666

CARLONI, ARMATO, ADAMO, AMATI, ANDRIA, BIONDELLI, BUBBICO, CASSON, CHIAROMONTE, CHITI, DE LUCA, DE SENA, DELLA SETA, DI GIOVAN PAOLO, DONAGGIO, FERRANTE, FILIPPI Marco, FIORONI, GRANAIOLA, LEGNINI, LUMIA, MAGISTRELLI, MARITATI, MAZZUCONI, MUSI, NEROZZI, PASSONI, VITA - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico - Premesso che:

sulla base di informazioni ottenute in seguito ad incontri con lavoratori Fiat di Pomigliano d'Arco (Napoli) e da notizie pubblicate sulla stampa locale, si è appreso che degli oltre 1.000 lavoratori assunti presso il suddetto stabilimento per la produzione della nuova Fiat Panda nessuno risulta iscritto alla CGIL. Nella scorsa settimana la Newco ha assunto altri 200 lavoratori nessuno dei quali risulta essere iscritto alla CGIL;

tale situazione è in tutta evidenza alquanto inspiegabile, tanto più se si considera che, al momento del referendum sull'accordo aziendale di Pomigliano, risultavano iscritti alla FIOM CGIL circa 650 lavoratori;

il progetto della nuova Panda in termini occupazionali implica un aumento dell'occupazione per 5.000 unità nell'indotto e altre 3.000 nell'azienda di Pomigliano d'Arco con un investimento Fiat di 800 milioni di euro in Fiat e 300 milioni nelle aziende dell'indotto;

attualmente la Fiat a Pomigliano utilizza la cassa integrazione straordinaria per cessazione attività per circa 4.500 lavoratori;

si prevede per gli oltre 5.000 lavoratori del vecchio stabilimento Fiat Giambattista Vico l'assorbimento nella Newco per la produzione di circa 230.000 Panda stimate a regime, anche se in seguito all'impianto di nuove tecnologie automatizzate si presume un dimezzamento degli addetti necessari alla produzione;

non si è a conoscenza dei tempi di rientro in produzione sia per i lavoratori della vecchia Fiat sia per i lavoratori dell'indotto campano (circa 23.000 persone, in condizione di angosciante incertezza);

recenti dichiarazioni dell'amministratore delegato Marchionne, relativamente alla possibilità di nuove strategiche alleanze che potrebbero portare fuori dall'Italia la sede della futura Fiat Chrysler, alimentano paure e rischi di futuri ridimensionamenti di investimenti ed occupazionali;

l'avvio della produzione della nuova Panda per ora ha permesso il rientro nello stabilimento di Pomigliano di un piccolo numero di addetti, si paventa la possibilità che una quota rilevante di lavoratori non sarà riassorbita dalla nuova società, ed è palese il rischio che la riduzione degli organici apra spazi di grave discriminazione in particolare verso la componente più sindacalizzata tra i lavoratori;

considerato che:

la legittimazione della libertà e dell'organizzazione sindacale si nutre dei principi e dei dettati contenuti nella Carta costituzionale, a partire dall'art. 1 che pone il lavoro, e quindi i lavoratori, a fondamento della Repubblica;

la fonte normativa più importante dopo la Costituzione (art. 39) resta lo statuto dei lavoratori (legge n. 300 del 1970) che garantisce in pratica l'esercizio della libertà sindacale a livello individuale e garantisce il lavoratore nello svolgimento del rapporto di lavoro. Lo statuto rafforza il principio di non discriminazione (ex Costituzione, art. 3) per ragioni politiche, religiose, sindacali, di razza di lingua e di sesso. In particolare è vietato condizionare l'assunzione all'adesione o meno ad un'organizzazione sindacale: al riguardo l'art. 28 dello statuto prevede una particolare forma di tutela della libertà sindacale che va sotto il nome di "repressione della condotta antisindacale";

con la sentenza n. 4020 del 16 luglio 2011 il Tribunale di Torino (Sezione Lavoro, FIOM CGIL nazionale contro Fiat SpA, Fiat Group Automobiles SpA, Fabbrica Italia Pomigliano SpA) ha giudicato antisindacale la condotta posta in essere da Fiat SpA, Fiat Group Automobiles SpA, Fabbrica Italia Pomigliano SpA, perché determina quale effetto conseguente l'estromissione di FIOM CGIL dal sito produttivo di Pomigliano d'Arco,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga opportuno procedere ad un'immediata verifica della fondatezza delle preoccupanti notizie riportate in premessa;

se sia a conoscenza dei piani di investimento della Fiat, sia in relazione alla permanenza in Italia del gruppo sia in relazione ai livelli occupazionali previsti per la Fip (Fabbrica Italia Pomigliano) e quali siano le sue valutazioni in merito;

se non ritenga doveroso riferire in tempi rapidi in merito ai fatti evidenziati e alle iniziative da intraprendere.

(4-06720)