• Testo interrogazione in commissione

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.5/06048 [Garantire ai malati di polineuropatia cronica infiammatoria demielinizzante la terapia delle immunoglobuline]



LENZI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
le neuropatie disimmuni sono un gruppo di malattie del sistema nervoso periferico la cui causa si ritiene essere

legata ad una aggressione del sistema immunitario contro antigeni del nervo periferico. Tale gruppo di malattie si è molto ampliato negli ultimi anni, includendo oltre alla sindrome di Guillain-Barré (GBS) e la polineuropatia cronica infiammatoria demielinizzante (CIDP), numerose varianti di tali malattie, nonché nuove entità nosologiche, quali la neuropatia motoria multifocale e la sindrome di Lewis Sumner. Inoltre dopo le prime dimostrazioni negli anni '80 di una frequente reattività anticorpale della componente monoclonale con un antigene della mielina periferica in pazienti con neuropatia associata a gammopatia monoclonale IgM, e di anticorpi anti-neurone in pazienti con neuronopatia sensitiva paraneoplastica, tale capitolo si è allargato ad includere le neuropatie associate a gammopatia monoclonale e le neuropatie paraneoplastiche;
la polineuropatia cronica infiammatoria demielinizzante (CIDP) è una polineuropatia cronica demielinizzante che esordisce talvolta come la GBS (da cui il termine un tempo usato di Guillain-Barré cronica), ma che spesso presenta fin dall'inizio un andamento cronico. In circa la metà dei casi (soprattutto nei giovani) la malattia ha un andamento cronico recidivante, mentre nei restanti pazienti soprattutto anziani ha un andamento cronico progressivo fin dall'inizio. La prognosi a lungo termine di tale malattia è buona in circa la metà dei pazienti, capaci di condurre una vita del tutto autonoma dieci anni dopo l'inizio della malattia, mentre il 30-40 per cento di loro presenta dopo tale periodo qualche limitazione funzionale e il restante 10 per cento presenta una prognosi vitale o funzionale infausta;
la CIDP è classificata malattia rara dal sistema sanitario nazionale ed è inclusa tra le patologie dell'allegato 1 del decreto ministeriale n. 279 del 2001; pertanto i pazienti affetti da questa patologia sono esentati dalla partecipazione alle spese per le prestazioni sanitarie relative;
una volta ricevuto il certificato di esenzione per malattia rara, il paziente ha diritto alle prestazioni di assistenza sanitaria incluse nei livelli essenziali di assistenza (LEA) ritenute efficaci ed appropriate per il trattamento e il monitoraggio della malattia e per prevenire ulteriori aggravamenti. Per la CIDP non è riportato un elenco dettagliato delle prestazioni esenti, in quanto si tratta di malattie che possono manifestarsi con quadri clinici molto diversi tra loro e, quindi, richiedere prestazioni sanitarie differenti. Il medico specialista del centro di diagnosi e cura dovrà scegliere, tra le prestazioni incluse nei livelli essenziali di assistenza (LEA), quelle necessarie e più appropriate alla specifica situazione clinica, indicandole nel piano terapeutico per malattia rara del paziente;
la terapia a cui si ricorre per tali malattie è la somministrazione delle immunoglobuline in regime di day hospital, con una certa regolarità che varia da caso a caso, presso le strutture ospedaliere di riferimento;
nella realtà quotidiana i pazienti, però, si confrontano da alcuni anni con gravi restrizioni nell'accessibilità o disponibilità del farmaco: le loro esperienze evidenziano strutture farmaceutiche che affermano l'impossibilità di prescrizione del farmaco per il trattamento della cidp oppure che, pur in presenza di specifiche richieste mediche e piani terapeutici autorizzati, non ne hanno la disponibilità, avendo esaurite le rispettive voci previste dal bilancio annuale;
tale situazione risulta ancora più grave nel Lazio ed in particolare a Roma dove i pazienti già dal mese di gennaio non riescono a fare il previsto ciclo di immunoglobuline perché si sostiene che il budget per tali terapie sia già esaurito -:
se il Ministero sia a conoscenza dei fatti esposti e se risulti vero che non tutti i pazienti possono usufruire con facilità della terapia prescritte delle immunoglobuline perché i fondi stanziati non sono sufficienti:
se il Ministro non ritenga opportuno assumere ogni iniziativa di competenza

affinché tale incresciosa situazione finisca e sia i pazienti che le loro famiglie abbiano un accesso certo e duraturo a tali terapie.
(5-06048)