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Atto a cui si riferisce:
C.1/00838 [Nuova politica di diffusione della banda larga e di digitalizzazione del Paese]



La Camera,
premesso che:
il processo di digitalizzazione del nostro Paese è ancora troppo lento: dai servizi postali all'educazione, dalla sanità al fisco ed altro, esiste un netto divario con i Paesi più avanzati d'Europa. I dati di alfabetizzazione informatica, di copertura di rete fissa e di sviluppo dei servizi on line, sia sotto il profilo di utilizzo da parte dei consumatori che delle imprese, sono nettamente al di sotto della media europea. Potrebbe fare eccezione solo la diffusione della banda larga mobile, che dovrebbe svilupparsi in seguito alla recente assegnazione alle compagnie telefoniche delle frequenze per la tecnologia sviluppo della LTE;
anche il commercio elettronico nel nostro Paese è poco sviluppato. L'Italia è agli ultimi posti in Europa per la diffusione dell'e-banking, le piccole e medie imprese italiane non utilizzano internet per l'e-commerce o per la fatturazione elettronica. Pochissimi cittadini completano transazioni elettroniche con la pubblica amministrazione. Il peso di internet nel prodotto interno lordo italiano è ancora attorno al 2,5 per cento in confronto, ad esempio, al 7 per cento dell'economia inglese;
in tale contesto il 2 gennaio 2012 è stata avviata la quarta fase del piano nazionale per la banda larga. Il Ministero dello sviluppo economico, per il proseguimento della realizzazione e dell'attuazione del piano nazionale per la banda larga, ha bandito, tramite la propria società in house Infratel Italia, il quarto bando di gara per la progettazione esecutiva e la realizzazione di infrastrutture costituite da impianti in fibra ottica per una rete a banda larga. Il bando, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2011, riguarda le regioni Sicilia, Basilicata, Campania, Molise, Lazio, Marche, Toscana, Sardegna e Veneto e il piano sarà realizzato entro il 2015;
l'importo complessivo dei lavori supera i 69 milioni di euro e si inserisce nel quarto intervento attuativo che prevede un investimento di oltre 95 milioni di euro (iva inclusa) per l'abilitazione all'offerta dei servizi a larga banda, mediante la costruzione di circa 2000 chilometri di rete in fibra ottica in oltre 400 aree comunali e subcomunali, in prevalenza in zone ad alta intensità rurale e distretti produttivi, per un totale di oltre 358.000 cittadini;
in occasione del varo del decreto-legge sulle liberalizzazioni, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in una lettera indirizzata all'Esecutivo, ha auspicato l'istituzione dell'agenda digitale per l'Italia definendola documento programmatico e operativo che, attraverso precise politiche e adeguati strumenti, deve indicare una road map per raggiungere gli obiettivi dell'agenda digitale comunitaria;
l'Autorità per le garanzia nelle comunicazioni ha sottolineato che «nessun altro settore è in grado di accelerare in misura comparabile la crescita e lo sviluppo del Paese». Anche perché l'Italia è molto indietro rispetto agli obiettivi dell'agenda digitale europea. Inoltre, investendo in banda larga, il prodotto interno lordo pro capite potrebbe crescere di 3-4 punti percentuali;
il 27 gennaio 2012 il Governo ha previsto, nel decreto-legge «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e sviluppo», l'istituzione dell'agenda digitale per l'Italia, definendo una road map per raggiungere gli obiettivi posti dall'agenda digitale comunitaria dell'agosto 2010 (COM(2010)245 final/2). A tal fine è prevista l'istituzione di una cabina di regia per l'attuazione dell'agenda digitale, con il

compito di coordinare l'azione dei vari attori istituzionali coinvolti (Governo, regioni, enti locali, authority);
quasi 5,6 milioni di italiani si trovano in condizione di «divario digitale» e più di 3000 centri abitati soffrono un «deficit infrastrutturale» che rende più complessa la vita dei cittadini. Con la realizzazione della banda larga e ultra larga si intendono abbattere tali limiti ed allineare il Paese agli standard europei,


impegna il Governo:


ad attuare, nell'ambito della nuova politica di diffusione della banda larga e di digitalizzazione del Paese:
a) la circolazione dei contenuti digitali e un ambiente più concorrenziale per i media nell'accesso alle risorse;
b) la realizzazione delle reti fisse di nuova generazione (fibra ottica), con norme che regolino il mercato e ne agevolino l'introduzione nelle pubbliche amministrazioni;
c) una politica per lo spettro radio e per la liberazione di nuove risorse frequenziali e per lo sviluppo delle reti wireless a banda larga;
a promuovere, sempre nell'ambito del processo di digitalizzazione e modernizzazione del Paese, ogni iniziativa volta a favorire l'utilizzo delle reti da parte delle giovani generazioni e da parte della pubblica amministrazione - anche nei rapporti tra questa e i cittadini - nonché lo sviluppo dell'e-commerce, anche attraverso la diffusione della moneta elettronica.
(1-00838)
«Lo Monte, Commercio, Lombardo, Oliveri, Brugger».